“Sarà un’esperienza di vita, non solo rugby. E che battaglie, ci aspettano”. Coi suoi 126 chili di muscoli, per 1.86 centimetri di altezza, Marco Riccioni sarà uno dei giocatori fondamentali nell’Italia ovale che la prossima settimana inaugura il tour estivo affrontando ad Apia – venerdì 5 luglio: da noi saranno le 6 del mattino (un broadcaster televisivo nazionale sta per raggiungere un accordo con le federazioni locali proprietarie dei diritti) – i giganti delle isole Samoa. Il 12 luglio gli azzurri se la vedranno a Nuku’alofa con le isole Tonga, l’ultimo appuntamento è a Sapporo col Giappone, il 21 luglio. “Ci sfideranno dal punto di vista fisico, soprattutto nelle prime due partite”, dice il pilone destro. Che quando non indossa la maglia azzurra gioca coi Saracens, lo stesso club inglese di Theodore McFarland, avanti delle Samoa. “Mi piacerebbe rompergli sportivamente le scatole, venerdì prossimo: per me, sarà forse la partita più sentita”.
Riccioni: “Con Samoa e Tonga saranno battaglie”
Tra gli azzurri, 4 esordienti: Loris Zarantonello, David Odiase, François Mey e Matt Gallagher. Gli isolani praticano un gioco molto fisico, forti di una evidente potenza naturale. Incontrarli a casa loro, in condizioni sempre un po’ speciali – la Nazionale arriverà sull’isola solo il giorno prima e ripartirà la notte stessa dell’incontro: sarebbe stato più semplice affrontarli in Nuova Zelanda, magari ad Auckland dove gli azzurri hanno fatto base da 2 giorni, ma è stato un segno di rispetto da parte della Fir molto apprezzato dall’International Board – significare testare due volte la squadra del ct Gonzalo Quesada, protagonista dell’ultimo Sei Nazioni. «Affrontiamo squadre che sono alle nostre spalle nel ranking mondiale: sarà fondamentale ribadire la classifica», spiega Riccioni. Oggi l’Italia è all’8° posto, Samoa al 14°, Tonga al 15°, il Giappone – appena battuto a Tokio dall’Inghilterra per 52 a 17 - è 12°. "Coi giapponesi sarà un match diverso, più tattico: di sicuro studieranno nei dettagli i nostri incontri precedenti”.
Primo test per la nuova difesa di Hodges
Il pilone azzurro è reduce da un infortunio che lo ha tenuto a lungo lontano. “C’è profondità e grande concorrenza in tutti i ruoli, segno della crescita del nostro rugby. Sono abituato a battermi per un posto nei Saracens, è una cosa che vivo positivamente: giocherà chi sta meglio fisicamente, chi conosce le strutture di gioco e sa applicarle con più efficacia”. A proposito: l’Italia ha cambiato il responsabile della difesa, l’inglese Richard Hodges ha preso il posto di Marius Goosen. “Cambierà qualcosa: in passato abbiamo sempre placcato tantissimo. Continueremo a farlo con la stessa efficacia, cercando di essere ancora più intelligenti: vince se segni le mete, costringi l’avversario a difendersi gestendo tu il pallone. A luglio ci divertiremo”.