Rugby, Capuozzo “Uniti e allegri, questa Italia vi sorprenderà”
di Massimo CalandriCosì talentuoso e allegro, scugnizzo, implaccabile e implacabile, Ange Capuozzo è la cartolina del nuovo rugby italiano, finalmente vincente dopo tante sconfitte onorevoli. Ne incarna la leggerezza, l’imprevedibilità, la voglia di divertirsi e divertire: dopo un Sei Nazioni da protagonisti, la Nazionale affronta sfide importanti, consapevole che l’asticella si alza. Ange, l’Angelo Azzurro, giura di avere buone vibrazioni.
Oggi l’Argentina a Udine, domenica 17 la Georgia a Genova e poi il gran finale a Torino, il 23 novembre, con gli All Blacks.
«I Pumas hanno appena battuto Australia, Nuova Zelanda e Sudafrica; mai stati così forti. Coi Lelos georgiani è sempre durissima, e poi c’è una rivincita in gioco. Coi Neri è il massimo, per chi ama questo sport. Sarà un mese fondamentale per la nostra crescita: il trampolino di lancio per il prossimo Sei Nazioni».
Undici mete in 19 partite e 2 nell’esordio azzurro con la Scozia, poi quella corsa nel vento di Cardiff, una vittoria che resterà n…
Così talentuoso e allegro, scugnizzo, implaccabile e implacabile, Ange Capuozzo è la cartolina del nuovo rugby italiano, finalmente vincente dopo tante sconfitte onorevoli. Ne incarna la leggerezza, l’imprevedibilità, la voglia di divertirsi e divertire: dopo un Sei Nazioni da protagonisti, la Nazionale affronta sfide importanti, consapevole che l’asticella si alza. Ange, l’Angelo Azzurro, giura di avere buone vibrazioni.
Oggi l’Argentina a Udine, domenica 17 la Georgia a Genova e poi il gran finale a Torino, il 23 novembre, con gli All Blacks.
«I Pumas hanno appena battuto Australia, Nuova Zelanda e Sudafrica; mai stati così forti. Coi Lelos georgiani è sempre durissima, e poi c’è una rivincita in gioco. Coi Neri è il massimo, per chi ama questo sport. Sarà un mese fondamentale per la nostra crescita: il trampolino di lancio per il prossimo Sei Nazioni».
Undici mete in 19 partite e 2 nell’esordio azzurro con la Scozia, poi quella corsa nel vento di Cardiff, una vittoria che resterà nella storia: era il 2022, come è cambiato quel ragazzino che sorprese il mondo ovale?
«Sono reduce da 2 campionati ad alto livello nel Top 14 francese (2 titoli e una Champions, ndr), poi tante partite incredibili con la maglia azzurra. Credo di essere più maturo nel gioco, intelligente. Ma sul campo da rugby è come essere a scuola, ogni giorno impari qualcosa di nuovo e puoi continuare a migliorare, se lo vuoi».
Con quell’aspetto da violinista, così magrolino: 71 chili in un ambiente di bestioni da un quintale e passa.
«Sono fisicamente “normale”, diciamo così: e allora? Il rugby è per tutti. Punto a impormi sulla velocità: soprattutto sull’anticipo, che a livello internazionale è sempre più importante. Però in questo sport l’impatto fisico resta fondamentale: c’è bisogno di muscoli, l’Italia ne ha. Una squadra con 15 Ange non funzionerebbe».
Gli azzurri non avevano mai avuto una linea di tre-quarti così forte.
«La mischia non è da meno. La nostra vera forza è l’identità che ci ha dato il ct Quesada. Abbiamo un gioco unico, tutto nostro, un progetto in cui crediamo: siamo uniti, complementari. Gli avversari ci hanno studiato e prenderanno le contromisure? Ma noi stiamo evolvendo: abbiamo avuto poco tempo a disposizione, però stiamo provando delle novità. Questi 3 test saranno fondamentali proprio per testare tante cose diverse. Preparatevi a molte sorprese».
Negli allenamenti lei mette la musica (napoletana, neomelodica) a tutto volume. E poi scherzi, risate. Un’allegria contagiosa.
«Sono tanti a fare casino, a sorridere. È la forza di questo gruppo speciale: sereno, e unito. Siamo amici, l’esperienza del tour estivo (Samoa, Tonga, Giappone) è stata fondamentale per crescere ancora. Mi trovo bene con tutti, un po’ di più con Martin Page-Relo perché abbiamo giocato insieme a Tolosa, Paolo Garbisi dai tempi dell’U20 azzurra, Ceccarelli, Negri, Allan. Tutte le volte che torno in Nazionale, è una bella boccata di ossigeno».
Con l’Argentina una sfida complicata ma possibile, con la Georgia una partita assolutamente da vincere. E con gli All Blacks?
«Li abbiamo affrontati un anno fa ai Mondiali francesi: ci hanno distrutto. Dovremo dimostrare che quella partita ce la siamo lasciata alle spalle, che appartiene al passato. Giocheremo davanti al nostro pubblico, saremo alla fine dei test e più sicuri nel nostro (nuovo) gioco: ci divertiremo, sono sicuro».