“Quella sconfitta ce la ricordiamo bene”. Brucia ancora sulla pelle. A Batumi, sul Mar Nero, in uno stadio trasformato in una bolgia infernale, con lo speaker a urlare dal primo all’ultimo minuto. Una Georgia travolgente, guidata da un’imprendibile estremo: Niniashvili. I Lelos per la prima volta riuscirono a battere una nazionale della prima fascia, il Tier1. Poi sarebbero arrivati anche i successi su Galles e Giappone: però, quella fu davvero una giornata storica. “Sono rimasti dei conti in sospeso che vogliamo regolare”, promette Michele Lamaro, capitano dell’Italia che domenica 17 al Ferraris (calcio d’inizio ore 14.40) vuole la rivincita. Allora gli azzurri erano alla fine di un tour estivo faticoso, con qualche esordiente e una condizione atletica non impeccabile. Niniashvili sarà in campo anche a Genova. E così Todua, che segnò la prima meta. Aprasidze, Abzhandadze: mete e calci, in panchina pronti ad entrare in battaglia.
La passione e il talento dei georgiani
“Li conosciamo: giocano con grande passione e qualità. Un tempo erano temuti soprattutto per la potenza della loro mischia, oggi anche la linea di tre-quarti è a livello internazionale: c’è ambizione, equilibrio”. La Georgia è al 12° posto nel ranking mondiale, l’Italia – dopo la pesante sconfitta di Udine con l’Argentina – è scesa al 10°. Gli ospiti vogliono dimostrare di meritarsi un’occasione per affacciarsi al paradiso del Sei Nazioni. Sarà una partita da vincere, non ci sono alternative. Lamaro sostiene che il pubblico genovese potrà avere un ruolo importante. “Abbiamo bisogno anche dell’energia degli spettatori. Per noi sarà una partita fondamentale, dopo la sconfitta con l’Argentina”.
Lamaro: “Togliamo loro spazio e respiro”
Otto cambi nella squadra titolare. E parecchie cose da mettere a posto. “Dovremo gestire meglio la partita, non concedere – come invece accaduto coi Pumas - opportunità per segnare o costruire situazioni che ci possano fare male. È un aspetto su cui abbiamo fatto un passo indietro, rispetto al recente passato”. C’è bisogno di nuovo dell’Italia aggressiva in difesa, che toglie spazio e respiro restando concentrata su tutti i dettagli. Per poi alternare in attacco forza e velocità. “Restando concentrati sul nostro piano di gioco dal primo all’ultimo minuto”. La serie autunnale si concluderà sabato prossimo all’Allianz Stadium di Torino con gli All Blacks: “Una partita difficilissima e un piacere, essere lì. Ma adesso in testa c’è solo la Georgia”.
Il cap di Zanatta, il ricordo di Ieracitano
Prima dell’incontro il presidente della Federazione ovale, Andrea Duodo, consegnerà il cap numero 141 a Remo Zanatta, 93 anni, genovese di via Montenero, alle spalle di Marassi: è l’azzurro più longevo, vestiva la maglia del Cus Genova, nel 1954 giocò 2 partite con la Nazionale accanto a Paolo Rosi. Sarà istituito un premio alla memoria di un altro rugbista del capoluogo ligure, anche lui bandiera del club universitario: Vincenzo Ieracitano, a lungo medico della squadra azzurra. Oggi una delegazione di atleti – con Ange Capuozzo, l’elettrico scugnizzo che è rimasto vittima sabato scorso di un trauma cranico e per precauzione non giocherà al Ferraris - si è recata in visita ai piccoli degenti dell’ospedale Gaslini.
Italia: Gallagher – Trulla, Brex, Menoncello, Ioane – Paolo Garbisi, Alessandro Garbisi – Vintcent, Lamaro, Negri – Lamb, Cannone – Ferrari, Nicotera, Fischetti. A disposizione: Lucchesi, Spagnolo, Ceccarelli, Favretto, Zuliani, Fusco, Marin, Bertaccini.
Georgia: Niniashvili – Tabutsadze, Kveseladze, Kakhoidze, Todua – Matkava, Lobzhanidze – Jalagonia, Tsutskiridze, Spanderashvili - Javakhia, Babunashvili -Aptsiauri, Karkadze, Abuladze. A disposizione: Nioradze, Akhaladze, Japaridze, Chachanidze, Ivanishvili, Aprasidze, Abzhandadze, Tapladze.
Arbitro: O’Keeffe (Nz)