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Il rugby italiano è sempre più veneto: via le Zebre, la nuova franchigia nascerà a Padova?

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Dopo l’insediamento del nuovo presidente federale Duodo il comitato regionale è stato commissariato
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Il Veneto è il Galles d’Italia: lo conferma il numero dei tesserati, dei club, dei tifosi, l’attenzione che i media locali riservano al rugby. Per qualità, impianti e conoscenza del gioco ovale non ci sono paragoni, con le altre regioni. I dirigenti delle squadre venete sono stati protagonisti nel recente ribaltone ai vertici della Federazione, col siluramento del presidente più vincente di sempre, Marzio Innocenti, e l’elezione – finalmente! – di un veneto, Andrea Duodo, commercialista molto legato al Benetton Treviso, società di riferimento per tutto il movimento. Negli ultimi giorni il nuovo consiglio Fir ha dato il via libera al bando pubblico per la vendita delle Zebre, l’altra franchigia serbatoio della Nazionale: tutto suggerisce che da Parma si trasferirà a Padova, concentrando in soli 50 chilometri – quelli che separano Treviso da Padova – l’eccellenza italiana. Per non farsi mancare nulla, lo stesso consiglio l’altra sera ha deciso di commissariare il Comitato di una regione…

Il Veneto è il Galles d’Italia: lo conferma il numero dei tesserati, dei club, dei tifosi, l’attenzione che i media locali riservano al rugby. Per qualità, impianti e conoscenza del gioco ovale non ci sono paragoni, con le altre regioni. I dirigenti delle squadre venete sono stati protagonisti nel recente ribaltone ai vertici della Federazione, col siluramento del presidente più vincente di sempre, Marzio Innocenti, e l’elezione – finalmente! – di un veneto, Andrea Duodo, commercialista molto legato al Benetton Treviso, società di riferimento per tutto il movimento. Negli ultimi giorni il nuovo consiglio Fir ha dato il via libera al bando pubblico per la vendita delle Zebre, l’altra franchigia serbatoio della Nazionale: tutto suggerisce che da Parma si trasferirà a Padova, concentrando in soli 50 chilometri – quelli che separano Treviso da Padova – l’eccellenza italiana. Per non farsi mancare nulla, lo stesso consiglio l’altra sera ha deciso di commissariare il Comitato di una regione: indovinate un po’? Il Veneto, naturalmente.

Veneto commissariato, arriva Zanovello

Cominciamo dalla fine: «Ravvisate gravi irregolarità di gestione e gravi violazioni dell’ordinamento sportivo da parte del Comitato Regionale Veneto, il Consiglio Federale della Fir ha disposto conseguentemente, secondo quanto previsto dallo statuto federale, il commissariamento del Comitato e la nomina di Roberto Zanovello a Commissario Straordinario». Cosa è successo? Sandro Trevisan, fino all’altro giorno presidente del Comitato ed espressione della passata gestione, prova a spiegare: «Mi hanno detto che dovevano essere indette nuove elezioni del Comitato entro il 15 marzo. Nel corso di una riunione pubblica da remoto, il segretario generale mi ha confermato che ‘indire’ significava ‘convocare’: ho fissato la data per il 12 aprile. Tutto qui. Nel frattempo abbiamo tante attività da completare nel campo della formazione, del rugby femminile e inclusivo. Invece. Temo sia semplicemente un pretesto per farmi fuori. Forse qualcuno preferisce accelerare i tempi, temendo che molti club veneti si siano già resi conto del vero volto dei nuovi arrivati». Roberto Zanovello, commissario straordinario, taglia corto e parla di «palese violazione delle norme», «interpretazione soggettiva»: «Sono state date tutte le indicazioni, gli altri Comitati si sono adeguati».

La franchigia da Parma va a Padova?

Il consiglio Fir ha dato il via libera alla vendita del “pacchetto” Zebre di Parma. Se lo aggiudica chi entro il 15 gennaio garantisce per più stagioni un investimento pari a quello che la Federazione concede da tempo alle franchigie: 4 milioni e 800.000 euro l’anno ciascuna. A Treviso c’è Benetton, che da anni mette altrettanto e qualcosa di più. A Parma quegli investimenti esterni non sono mai stati trovati: e con un bilancio asfittico, le Zebre inevitabilmente sono diventate una squadra perdente. Non bastano però i soldi, servirà anche uno stadio da (almeno) 5.000 spettatori e 2 tribune coperte. Alessandro Banzato, potente imprenditore nel campo dell’acciaio ed ex presidente del Petrarca Padova, nel 2019 si era già proposto. Ci sono buone ragioni per credere che la Fir abbia avuto conferme padovane (altrimenti, perché esporsi con un bando?), anche se c’è chi sostiene possano arrivare proposte pure da Milano, Roma, Reggio Emilia.

“Dogi? Il vero obiettivo sono i giovanissimi"

Se si trasferirà a Padova, la nuova franchigia si chiamerà “I Dogi”? Bella domanda. Il marchio è stato registrato da un gruppo di privati, appassionati ovali (l’attuale presidente? Sandro Trevisan): non sarà facile, mettersi d’accordo. Certo, il rischio è che il rugby italiano si concentri tutto in una sola regione: il Galles d’Italia. Su questo, Trevisan e Zanovello – veneti - sono d’accordo. «Se non usciamo da questa centralità di gestione può diventare pericoloso per tutto il movimento», conferma Trevisan. Secondo Zanovello, «può effettivamente essere un rischio»: «Ma il nuovo consiglio, anche coi suoi rappresentanti, ha dato segnali di voler essere inclusivo. Il vero problema oggi è la desertificazione di club e tesserati: con la passata gestione Fir siamo passati da 520 a 400 società, a parte il Veneto e la Lombardia – lasciamo perdere il sud, per favore – è una grave emorragia. Dobbiamo recuperare i ragazzi tra i 12 e 14 anni, prima che sia troppo tardi».

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