L’Irlanda, una (quasi) perfetta macchina da guerra: punta al terzo titolo consecutivo. La Francia di Dupont sembra troppo bella, per non vincere. L’Inghilterra vuole tornare padrona, almeno dell’emisfero di sopra, però i soldi nel rugby non sono tutto. Il Galles è povero, stanco: e non alza il trofeo da 4 anni. La ruvida Scozia non lo ha mai fatto. Italia giovane, ambiziosa, imprevedibile. Scatta la ventiseiesima edizione del Sei Nazioni, gli incontri del torneo si potranno vedere tutti su Sky Sport mentre la Rai trasmetterà in diretta quelli degli azzurri, U20 compresa. Stasera a Parigi i Coqs padroni di casa affrontano i Dragoni Rossi gallesi in una partita che solo sulla carta sembra scontata. Perché in questo sport non si sa mai.
L’Irlanda con Easterby e Prendergast per il “triplete”
La scorsa stagione ha celebrato un altro successo dei Verdi. Il vincente Andy Farrell, che quest’estate guiderà i British and Irish Lions, ha lasciato le redini di ct a Sam Easterby. Gli irlandes…
L’Irlanda, una (quasi) perfetta macchina da guerra: punta al terzo titolo consecutivo. La Francia di Dupont sembra troppo bella, per non vincere. L’Inghilterra vuole tornare padrona, almeno dell’emisfero di sopra, però i soldi nel rugby non sono tutto. Il Galles è povero, stanco: e non alza il trofeo da 4 anni. La ruvida Scozia non lo ha mai fatto. Italia giovane, ambiziosa, imprevedibile. Scatta la ventiseiesima edizione del Sei Nazioni, gli incontri del torneo si potranno vedere tutti su Sky Sport mentre la Rai trasmetterà in diretta quelli degli azzurri, U20 compresa. Stasera a Parigi i Coqs padroni di casa affrontano i Dragoni Rossi gallesi in una partita che solo sulla carta sembra scontata. Perché in questo sport non si sa mai.
L’Irlanda con Easterby e Prendergast per il “triplete”
La scorsa stagione ha celebrato un altro successo dei Verdi. Il vincente Andy Farrell, che quest’estate guiderà i British and Irish Lions, ha lasciato le redini di ct a Sam Easterby. Gli irlandesi si affidano in regìa a un ragazzo con poca esperienza ma immenso talento, Sam Prendergast: sono inevitabilmente favoriti, ma i risultati delle serie autunnali – sconfitta con gli All Blacks, vittorie sofferte con Argentina e Australia – hanno insinuato qualche dubbio in un sistema di gioco che ha subìto qualche inciampo anche a livello di franchigie (vedi il clamoroso successo a Belfast delle Zebre sull’Ulster, pochi giorni fa).
Dupont guida una Francia talentuosa, ma il calendario…
Al contrario, tra ottobre e novembre la Francia ha ritrovato la sua grandeur ovale – dopo la delusione dei mondiali 2023 - battendo Nuova Zelanda e Pumas. Alcuni infortunati (Fickou, Flament, Penaud, Danty, Ollivon) ma una quantità di alternative impressionanti. Il forziere nelle mani di Fabien Galthié straripa di gioielli, al punto che il ct può scegliere fra 3 fuoriclasse nel delicato ruolo di apertura, accanto all’oro olimpico e miglior giocatore del mondo, Antoine Dupont: Ntamack (stasera tocca a lui), Jalibert e Ramos. Però tanta abbondanza potrebbe pure risultare controproducente. E, attenzione: il calendario è sfavorevole, con due sfide delicatissime da consumarsi a Londra e Dublino.
L’Inghilterra si affida al gigante che legge Shakespeare
La montagna inglese da troppi anni continua a partorire topolini, è arrivato l’anno della svolta? Steve Bortwick le sta provando tutte, ha scommesso sui gemelli Curry (Ben e Tom) in campo dal primo minuto domani con l’Irlanda. Il ct ha dato fiducia a Mario Itoje, il gigante di origine nigeriana che legge Shakespeare: sarà lui il capitano di una squadra che – nonostante i mostruosi investimenti della federazione - fino ad oggi si è specializzata nelle sconfitte di misura e manca di fluidità nel gioco, troppi alti e bassi. Le potenzialità però ci sono, eccome. L’esordio a Dublino promette di essere un punto di non ritorno per i Bianchi con la rosa di Lancaster sul cuore: se battessero gli irlandesi, potrebbero poi riprendersi un torneo che manca loro dal 2020.
Scozzesi, è l’anno buono? La crisi dei Dragoni Rossi
La Scozia di Gregor Townsed – orfana del suo capitano, quel Sione Tuipulotu che avrebbe anche potuto vestire la maglia azzurra - continua a crescere. Un passo dopo l’altro ha dimostrato di essere a livello delle migliori squadre del mondo: a novembre ha retto a lungo l’impatto con quei mostri degli Springboks e battuto largamente l’Australia. Lo scorso anno ha perso di misura all’Olimpico, e nella rivincita di Murrayfield cercherà di trovare la spinta per il suo miglior Sei Nazioni della storia: ipotizzare un successo finale è difficile, ma non impossibile. Il Galles è invece nel mezzo della tempesta, sta attraversando forse le crisi più profonda della sua straordinaria storia ovale: il ct Warren Gatland ha deciso di affidarsi a una giovane apertura dal nome che più gallese non si può, Dan Edwards, ma la sua volontà di rinverdire la quadra si scontra con le oggettive difficoltà attuali ed ecco allora che il rientro di giocatori come Liam Williams e Josh fa tirar un sospiro di sollievo.
«Identità e cultura»: le ambizioni della giovane Italia
«Rafforzare la nostra cultura e identità, fatta di coraggio e aggressività: e gestire il nostro gioco, non facendoci distrarre dalle aspettative: possiamo fare meglio, anche i nostri avversari ci guarderanno in modo diverso»: lo scorso anno il ct Gonzalo Quesada ha guidato gli azzurri al miglior Sei Nazioni di sempre, con pari in Francia, le vittorie sulla Scozia e in Galles. «Con noi non sono più partite facili, per nessuno. Possiamo competere, e se possiamo competere vuol dire che possiamo vincere: con tutti». La squadra rimane giovane ma esce rafforzata dal tour estivo e da un discreto autunno – a parte la lezione subìta a Udine dai Pumas -, ha recentemente perso per infortunio Lynagh (e Pani è ancora in infermeria) ma conta su una mischia grintosa e mobile e una linea di tre-quarti veloce, in cui brillano la coppia di centri Brex-Menoncello e Capuozzo. Tre incontri all’Olimpico: con Galles, Francia e Irlanda.