Sei Nazioni: l’Italia raggiunge la Scozia ma poi cede nel finale, azzurri sconfitti 31-19
di Massimo CalandriSorpresa nei primi minuti da un parziale di 0-14, l’Italia si arrende a una Scozia più concreta ma non più forte: una ripresa gagliarda non basta, qualche errore in difesa condanna gli azzurri a Murrayfield (31-19), ma nel turno inaugurale del torneo i ragazzi di Quesada hanno tenuto testa a una delle favorite del Sei Nazioni. Ora il pensiero va subito all’appuntamento di sabato prossimo all’Olimpico col Galles, un match assolutamente da vincere. È stato l’approccio alla gara – troppo prudente – a condannare gli italiani, che hanno messo a segno una sola meta contro le 5 degli avversari. Dopo un’ora di gioco, i calci di Allan, il gran lavoro di Brex, Menoncello e Fischetti ci avevano illuso: la poca efficacia al placcaggio di alcuni giocatori-chiave (Ioane, Allan, Capuozzo) ha tuttavia rilanciato l’entusiasmo highlander, e a quel punto una seconda rimonta era impossibile.
Quesada: «Peccato, una partita buttata via»
«Peccato, perché eravamo tornati in partita e oggi potevamo fare molto…
Sorpresa nei primi minuti da un parziale di 0-14, l’Italia si arrende a una Scozia più concreta ma non più forte: una ripresa gagliarda non basta, qualche errore in difesa condanna gli azzurri a Murrayfield (31-19), ma nel turno inaugurale del torneo i ragazzi di Quesada hanno tenuto testa a una delle favorite del Sei Nazioni. Ora il pensiero va subito all’appuntamento di sabato prossimo all’Olimpico col Galles, un match assolutamente da vincere. È stato l’approccio alla gara – troppo prudente – a condannare gli italiani, che hanno messo a segno una sola meta contro le 5 degli avversari. Dopo un’ora di gioco, i calci di Allan, il gran lavoro di Brex, Menoncello e Fischetti ci avevano illuso: la poca efficacia al placcaggio di alcuni giocatori-chiave (Ioane, Allan, Capuozzo) ha tuttavia rilanciato l’entusiasmo highlander, e a quel punto una seconda rimonta era impossibile.
Quesada: «Peccato, una partita buttata via»
«Peccato, perché eravamo tornati in partita e oggi potevamo fare molto meglio: loro a quel punto sembravano non avere più soluzioni, invece gli abbiano concesso una meta troppo facile», commenta un Quesada decisamente deluso. «Avremmo dovuto controllare la situazione, invece nella prima parte hanno marcato 2 volte da mischia in un modo colpevole. Nonostante tutto avevamo recuperato, ed era esattamente quello che volevamo, poi abbiamo rovinato tutto. Subire una meta in prima fase è stato veramente troppo». Ange Capuozzo sintetizza: «Ben per un’ora, poi abbiamo buttato via tutto. Avremmo dovuto essere più costanti».
Azzurri subito in difficoltà, tre mete scozzesi
La partita comincia malissimo, con un ovale perduto a metà campo e la Scozia che guadagna metri sull’impatto, poi rinuncia a una facile punizione da piazzare e manda in meta Darge: il 7-0 viene subito raddoppiato da Jones – sempre complic.e Russell, a trasformare -, con la difesa azzurra colpevolmente sorpresa dall’aggressività dei padroni di casa. L’Italia prova a rimettere ordine alla difesa, la coppia di centri placca in avanzamento e Allan concretizza dalla due punizioni da 30 e passa metri, ma una serie di incertezze intorno ai punti di incontro promuove il mediamo White che marca la terza meta e le cose adesso si fanno molto complicate. L’apertura azzurra riduce a -10 il gap al termine di un primo tempo in cui i nostri non sono mai riusciti a entrare nei 22 avversari.
La meta di Brex e un pareggio che non dura
Nella ripresa i nostri mettono subito sotto pressione gli avversari e tanta difesa alla fine paga: prima un calcio di punizione conquistato dopo un placcaggio di Nicotera e un ‘tenuto’ denunciato da Menoncello, poi un intercetto di Brex su Russell che regala il pareggio. La Scozia sembra stordita, confusa: rinuncia a una facile punizione e si vede rifiutare una meta, ma quando gli azzurri stanno per prendere il timone arriva la marcatura di Jones, complice una difesa colpevole. Il vantaggio riaccende l’entusiasmo dei padroni di casa, e ancora una volta Jones – con Ioane in difficoltà – va a segno. Gli azzurri reagiscono: un ‘in avanti’ a un metro dalla linea di meta priva l’Italia di una meta meritata, al temine di una lunga manovra. I successivi tentativi si infrangono ancora sulla trincea scozzese, la partita si chiude con la consapevolezza amara che con un po’ più di attenzione in partenza le cose avrebbero potuto andare diversamente.
Scozia-Italia 31-19 (19-9)
Marcatori: 4’ meta Darge tr. Russell, 9’ meta Jones tr. Russell, 21’, 24‘ e 39‘ cp Allan, 30‘ meta White; 4‘ st cp Allan, 6’ meta Brex tr. Allan, 21’ meta Jones tr. Russell, 26’ meta Jones.
Scozia: Kinghorn – Graham (32’ st Rowe), Jones, McDowall (17‘ st Jordan), Duhan van der Merwe – Russell, White (17‘ st Horne) - Matt Fagerson, Darge, Ritchie (11’ st Dempsey) - Gilchrist, Gray (17’ st Brown) - Zander Fagerson (28’ st Hurd), Cherry (11‘ st Ashman), Schoeman (11’ Sutherland).
Italia: Allan – Capuozzo, Brex, Menoncello, Ioane (27’ st Gesi) – Paolo Garbisi, Page-Relo (22’ st Alessandro Garbisi) – Lorenzo Cannone (15’ st Vintcent) , Lamaro (22’ st Zuliani), Negri – Ruzza (dal 3’ al 15’ st Niccolò Cannone), Lamb – Ferrari (15’ st Riccioni), Nicotera (15’ st Lucchesi), Fischetti (27’ st Rizzoli).
Arbitro: Dickson (Ing)