Placcaggi e moviola, scoppia la polemica: “Rugbisti come Neymar”
di Massimo CalandriC’era un tempo in cui il rugby prendeva orgogliosamente le distanze da simulazioni e proteste tipiche dei calciatori: “Noi siamo un’altra cosa”. È finita. Da diverse stagioni anche gli atleti della palla ovale hanno purtroppo cominciato a sbracciarsi e richiamare l’attenzione dell’arbitro durante le fasi di gioco – ricorderete l’imbarazzante “This is not soccer” di Nigel Owens a Tobias Botes, mediano trevigiano che continuava a lamentarsi -, ora nel mirino sono finite le presunte sceneggiate con l’involontaria complicità del Tmo, antesignano della Var. “Roba alla Neymar”. Il caso è stato scatenato da Ronan O’Gara, grande campione irlandese oggi allenatore della squadra di La Rochelle, protagonista del Top14 francese.
Il gigante Skelton e quel “tuffo” da calciatore
Durante un match giocato a Parigi, O’Gara non ha per niente digerito il cartellino rosso rifilato a un giocatore della sua squadra, il gigante australiano Will Skelton, dopo un contatto con un avversario. Le immagini de…
C’era un tempo in cui il rugby prendeva orgogliosamente le distanze da simulazioni e proteste tipiche dei calciatori: “Noi siamo un’altra cosa”. È finita. Da diverse stagioni anche gli atleti della palla ovale hanno purtroppo cominciato a sbracciarsi e richiamare l’attenzione dell’arbitro durante le fasi di gioco – ricorderete l’imbarazzante “This is not soccer” di Nigel Owens a Tobias Botes, mediano trevigiano che continuava a lamentarsi -, ora nel mirino sono finite le presunte sceneggiate con l’involontaria complicità del Tmo, antesignano della Var. “Roba alla Neymar”. Il caso è stato scatenato da Ronan O’Gara, grande campione irlandese oggi allenatore della squadra di La Rochelle, protagonista del Top14 francese.
Il gigante Skelton e quel “tuffo” da calciatore
Durante un match giocato a Parigi, O’Gara non ha per niente digerito il cartellino rosso rifilato a un giocatore della sua squadra, il gigante australiano Will Skelton, dopo un contatto con un avversario. Le immagini dello scontro con Tanginoa Halaifonua, dello Stade Français, sono state riviste a lungo al rallentatore. Skelton è sicuramente entrato in maniera decisa portandolo via dalla ruck Halaifonua, ma il contatto sembrava essere avvenuto spalla contro spalla: l’altro però si è portato le mani al volto ed è rimasto a lungo riverso sul terreno, per poi riprendersi e giocare tranquillamente dopo l’espulsione di Skelton. “Nel rugby hai diritto di fare pulizia in un raggruppamento. Ma oggi sembrava di essere al Parco di Principi (lo stadio del Paris Saint Germain, ndr) e che in campo ci fosse Neymar”, le parole di O’Gara, che ha aggiunto: “Non voglio proteggere Will. Però questa è una giornata buia per il rugby”. La Rochelle è alla sua sesta sconfitta e rischia di dire addio ai play-off.
Due pesi e due misure, la Francia protesta
La vicenda si aggiunge a un’altra polemica di questi giorni che riguarda alcuni rugbisti del Sei Nazioni: la Federazione francese ha protestato in maniera vibrante per la presunta disparità di trattamento tra un suo giocatore, Romain ‘Ntamack e l’irlandese Garry Ringrose: entrambi sono stati espulsi durante l’ultimo turno del torneo e squalificati per 3 incontri poi ridotti a 2, ma mentre il francese sta scontando la pena per intero e ha già detto addio al Sei Nazioni, l’altro se l’è cavata con un solo stop con la maglia del Verdi, sostenendo di aver saltato anche un match internazionale col suo club, e sarà disponibile per l’ultimo appuntamento a Roma con l’Italia. Vale la pena di ricordare che nel rugby il giocatore che protesta nei confronti dell’arbitro può essere punito con un calcio di punizione contro e la perdita di 10 metri di terreno per la sua squadra. Il Television Match Official fu introdotto per la prima volta in Sudafrica nel 1995, durante la finale della Blue Bulls’ Carlton League, ed è stato definitivamente adottato nel 2002