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Sei Nazioni, l’Inghilterra resta troppo forte per l’Italia: a Twickenham finisce 47-24

Earl in meta (reuters)

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Gli azzurri giocano un primo tempo quasi alla pari, ma nella ripresa il divario aumenta sensibilmente
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Trentadue partite, trentadue sconfitte. A Twickenham l’Italia per un tempo lotta alla pari, poi si arrende all’Inghilterra (47-24): 7 mete a 3 per i padroni di casa, gli azzurri lottano ma la differenza tra le due squadre è evidente. I ragazzi di Quesada hanno mostrato alcune belle cose però altrettanti vuoti di concentrazione ed efficacia. Negli occhi restano le belle marcature di Capuozzo, Vintcent e Menoncello. Ma il corto circuito all’inizio della ripresa – un terribile parziale di 0-21 in 10 minuti - è un brutto segnale per tutto il movimento. Doveva essere la partita della riscossa, invece. Resta una sola partita, sabato prossimo all’Olimpico con l’Irlanda, per ritrovare la rotta dello scorso anno. Non sarà facile.

Amaro Quesada: «Abbiamo concesso facili mete»

L’amaro commento del ct Gonzalo Quesada. «Un buon primo tempo, ma ancora una volta abbiamo concesso delle mete facili. Mi è piaciuto il gioco al piede e l’alternanza con la palla mossa con le mani, bravi anche nei lanci di…

Trentadue partite, trentadue sconfitte. A Twickenham l’Italia per un tempo lotta alla pari, poi si arrende all’Inghilterra (47-24): 7 mete a 3 per i padroni di casa, gli azzurri lottano ma la differenza tra le due squadre è evidente. I ragazzi di Quesada hanno mostrato alcune belle cose però altrettanti vuoti di concentrazione ed efficacia. Negli occhi restano le belle marcature di Capuozzo, Vintcent e Menoncello. Ma il corto circuito all’inizio della ripresa – un terribile parziale di 0-21 in 10 minuti - è un brutto segnale per tutto il movimento. Doveva essere la partita della riscossa, invece. Resta una sola partita, sabato prossimo all’Olimpico con l’Irlanda, per ritrovare la rotta dello scorso anno. Non sarà facile.

Amaro Quesada: «Abbiamo concesso facili mete»

L’amaro commento del ct Gonzalo Quesada. «Un buon primo tempo, ma ancora una volta abbiamo concesso delle mete facili. Mi è piaciuto il gioco al piede e l’alternanza con la palla mossa con le mani, bravi anche nei lanci di gioco. Ma nel secondo tempo abbiamo subìto 3 mete in 10 minuti: poi è cominciata un’altra partita, più equilibrata, però ormai il punteggio era fissato. Ho rivisto il carattere, i ragazzi hanno lottato, ma se vogliamo competere dobbiamo essere più disciplinati e trovare qualche soluzione in difesa. Ci serve più tempo per allenarci». Secondo il capitano Michele Lamaro «è mancata la continuità».

Capuozzo e Vintcent, due gioielli azzurri

La partita comincia nel modo peggiore: Varney perde un ovale in attacco e innesca l’avanzata inglese, con Willis che batte facilmente Lamaro e marca una prima meta pesantissima, trasformata da Mitchell. La risposta degli azzurri è strepitosa: Brex raccoglie un calcio di Garbisi, poi è Ioane a calciare per Capuozzo che ghermisce l’ovale al volo e schiaccia per il pareggio, complice l’apertura italiana dalla piazzola. Solida in rimessa laterale, l’Italia gioca e spreca su punizione con Garbisi una ghiottissima occasione per andare in vantaggio e viene punita da un calcio rasoterra di Daly, che taglia in due la nostra difesa – salita discutibile di Capuozzo –, Freeman raccogli e segna. E’ già finita? Neanche per sogno: Capuozzo riceve una touche giocata rapida e si beve tutta la difesa inglese, offre la palla a Vintcent che corre e non lo prende più nessuno. Ma da un’altra piccola incertezza italiana si scatena la fura dei padroni di casa, a segno con Sleightholme. L’ennesimo placcaggio di Vintcent, con la collaborazione di Nicotera, porta alla punizione di Garbisi a un primo tempo confortante nel gioco e nel punteggio.

Ripartenza shock, 3 mete subìte in 13 minuti

Che peccato, la buona occasione perduta all’inizio della ripresa: da un ‘tenuto’ a pochi metri dalla linea di meta inglese comincia una lunga manovra che porta in meta Marcus Smith. Tom Curry raddoppia poco dopo e Sleightholme allunga di brutto il punteggio, con gli azzurri ora in evidente difficoltà. Forse i 13 minuti peggiori della recente storia dl nostro rugby: nemmeno l’altra settimana con la Francia, si era visto un crollo così verticale. La marcatura di Menoncello, dopo una bella iniziativa di Zuliani, conferma che questa Italia poteva fare molto di più. Ma il punteggio finale lo chiude Earl, travolgendo la difesa azzurra e ribadendo che il rugby italiano non è – non ancora – all’altezza di uno scenario come quello di Twickenham.

Inghilterra-Italia 47-24 (21-17)

Marcatori: 4’ pt meta Willis tr. Fin Smith, 14’ meta Capuozzo tr. Garbisi, 27’ meta Daly tr. Fin Smith, 31’ meta Vintcent tr. Garbisi, 35’ meta Slieghtholme tr. Fin Smith, 38’ cp Garbisi; 4’ st meta Marcus Smith tr. Fin Smith, 7’ meta Tom Curry tr. Fin Smith, 13’ meta Sleightholme tr. Fin Smith, 31’ meta Menoncello tr Allan, 41’ meta Earl.

Inghilterra: Daly - Freeman, Lawrence (9’ pt Marcus Smith), Dingwall, Sleightholme - Fin Smith, Mitchell (24’ st val Poortvliet) – Willis (dal 5’ all’11’ st Cunningham-South), Earl, Tom Curry (16’ st Hill) - Chessum, Itoje – Stuart (19’ ts Heyes , George (14’ st Cowan-Dickie), Genge (19’ st Baxter).

Italia: Capuozzo (30’ st Allan) – Ioane, Brex, Menoncello, Gallagher – Garbisi, Varney (16’ t Page-Relo)– Vintcent (11’ st Lorenzo Cannone), Lamaro (11’ st Zuliani), Negri – Ruzza, Niccolò Cannone (29’ st Favretto) – Riccioni (7’ st Ferrari), Nicotera (11’ st Lucchesi), Fischetti (20’ st Spagnolo).

Arbitro: Brace (Irl)

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