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Chabal e i problemi di memoria: “Non ricordo un solo secondo di una partita di rugby che ho giocato”

Sebastien Chabal, 47 anni 

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L’ex stella francese: “Non è una cosa che riguarda solo me. La data di nascita delle mie figlie? Non la ricordo”
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“Per me, la felicità è stare bene”. Sébastien Chabal aveva scelto una citazione di Françoise Sagan, per cominciare la sua biografia intitolata “La mia piccola stella”. Suona tristemente beffardo, oggi che a 47 anni l’Orco francese del rugby (62 presenze con la maglia dei Bleus) ha dichiarato di soffrire di gravissimi vuoti di memoria, con ogni probabilità conseguenza dei tanti colpi alla testa subìti in 16 stagioni da professionista tra mischie, percussioni e placcaggi. “Non ho nessun ricordo di un solo secondo di partita di rugby che ho giocato”.

Ha vinto due volte il Sei Nazioni

Ha preso parte a 2 mondiali, vinto 2 volte il Sei Nazioni (2007, 2010), una Premiership inglese e una Challenge Cup coi Sale Sharks, ha indossato anche la maglia di Bourgoin-Jallieu, Racing ’92 e Lione. Seconda e terza linea, 1.91 d’altezza per 114 chili, personaggio iconico con quei capelli lunghi e il barbone da uomo preistorico ma anche atleta solidissimo: i video di alcuni suoi devastanti placcaggi,…

“Per me, la felicità è stare bene”. Sébastien Chabal aveva scelto una citazione di Françoise Sagan, per cominciare la sua biografia intitolata “La mia piccola stella”. Suona tristemente beffardo, oggi che a 47 anni l’Orco francese del rugby (62 presenze con la maglia dei Bleus) ha dichiarato di soffrire di gravissimi vuoti di memoria, con ogni probabilità conseguenza dei tanti colpi alla testa subìti in 16 stagioni da professionista tra mischie, percussioni e placcaggi. “Non ho nessun ricordo di un solo secondo di partita di rugby che ho giocato”.

Ha vinto due volte il Sei Nazioni

Ha preso parte a 2 mondiali, vinto 2 volte il Sei Nazioni (2007, 2010), una Premiership inglese e una Challenge Cup coi Sale Sharks, ha indossato anche la maglia di Bourgoin-Jallieu, Racing ’92 e Lione. Seconda e terza linea, 1.91 d’altezza per 114 chili, personaggio iconico con quei capelli lunghi e il barbone da uomo preistorico ma anche atleta solidissimo: i video di alcuni suoi devastanti placcaggi, tramortendo giganti All Blacks e Pumas, sono ancora tra i più cliccati sulla rete. Temuto sul terreno dagli avversari, amatissimo dai tifosi.

Chabal in maglia Francia 

Chabal e il no a Clint Eastwood

A un certo punto, l’Orco mediatico (quanti altri soprannomi: Cavernicolo, Rasputin, Hannibal Lecter, Attila, Bestia francese, Anestesista), aveva finito col superare il rugbista: Clint Eastwood lo voleva con sé nel film Invictus, ma Chabal fu costretto a rinunciare per i troppi impegni pubblicitari di quel periodo. Negli ultimi anni ha fatto un po’ di tutto, compresa una piccola parte in un film con Dany Boom, arrivando anche a cantare negli stadi coperto solo da una pelle di leopardo.

Il rugby, lo sport perfetto per Chabal

Sposato, una figlia, Lily-Rose, che adesso ha vent’anni. Personalità inquieta, contraddittoria, nella sua biografia aveva raccontato di non essersi mai sentito un “vero” rugbista: “Alcuni giornalisti hanno raccontato in maniera sadica che sono diventato campione per caso, che ero solo un operaio tornitore e avrei dovuto restare in fabbrica: forse avevano ragione, nel senso che non ho mai sognato abbracciato a un pallone ovale. Ma per fisico e per coraggio, questo era lo sport perfetto per me”.

Chabal: “La mia memoria non tornerà più”

E quegli scontri che l’hanno reso leggendario, rischia ora di pagarli caro. “A che servirebbe consultare un neurologo? La mia memoria non tornerà più. Non ricordo neppure la nascita di Lily-Rose” Non vuole – non ancora, almeno – associare i suoi problemi agli impatti collezionati durante la carriera. “So che ci sono in corso delle azioni giudiziarie intentate da diversi vecchi giocatori che hanno preso di colpi in testa durante la carriera”, si è limitato a dire. In Gran Bretagna centinaia di rugbisti, tra cui il gallese Popham e l’inglese Thompson (campione mondiale nel 2003) hanno citato World Rugby e le rispettive Federazioni dopo aver denunciato di soffrire di demenza, provocata dalle numerose commozioni cerebrali patite.

“Non ricordo neppure una delle 62 volte in cui sono sceso in campo con la maglia della Francia e suonavano la Marsigliese”. La “piccola stella” evocata nel titolo della sua biografia è la fortuna. “Più ripenso al mio percorso”, scriveva Chabal, “e più ne sono certo: sono nato sotto una buona stella. Una piccola stella a forma di palla ovale…”.

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