L’Italia del rugby domina in Namibia: 73-6, e record di scarto per le gare esterne degli azzurri
di Massimo CalandriNon capita spesso che l’Italrugby vinca (73-6) segnando 11 mete senza subirne nessuna, quindi teniamoci stretto il successo degli azzurri in Namibia, primo incontro del tour che prevede a luglio due durissime sfide coi campioni del mondo del Sudafrica. Mai nella sua storia l’Italia aveva vinto con uno scarto simile lontano da casa. La partita giocata oggi ai 1.700 metri di altitudine di Windhoek è stata poco più di un allenamento per i ragazzi del ct Gonzalo Quesada: troppa la differenza in tutti i reparti tra gli azzurri e i semi-dilettanti africani, orfani da qualche giorno del loro allenatore. Nel complesso buoni segnali nelle fasi ordinate, con una mischia che ha guadagnato 2 mete di punizione: interessante il fatto che le marcature siano state bel ripartite tra primo tempo (6) e ripresa. Il gruppo è molto rinnovato, Da Re all’apertura ha fatto vedere delle belle cose così come Marin, vittima di un infortunio (come Riccioni) che si spera non grave. Uomo della partita lo scatenato stremo Trulla, autor di una tripletta.
Trulla scatenato, infortunio a Riccioni
Subito in meta di punizione dopo una rolling maul fatta crollare dai padroni di casa (infortunio di Riccioni alle costole), gli azzurri sono inciampati in alcune incertezze costate 2 punizioni, poi però la differenza tecnica fisica – soprattutto di velocità – tra le squadre si è fatta evidente: una marcatura di Trulla in prima fase allargando l’ovale dalla touche, una seconda di Marin che ha raccolto un calcio a seguire di Odogkwu, poi è stato Gesi a calciare per sé stesso e schiacciare il pallone, quindi Menoncello – sempre da rimessa laterale – è passato in mezzo alla difesa africana con una facilità imbarazzante. A primo tempo scaduto, la doppietta di Trulla sempre su un calcio a seguire che ha trovato impreparati i locali.
Undici mete, è lo scarto più ampio di sempre in trasferta
Nella ripresa Fusco approfitta di una bella progressione della mischia aperto con un pimpante Nicotera e, complice la leggerezza dei namibiani nei placcaggi, segna in mezzo ai pali. Poi 20 minuti di confusione, altro avanzamento dinamico, percussione di Lorenzo Cannone e tocca a Spagnolo marcare. La delicatezza del piede e la velocità di Varney nel rincorrere l’ovale regalano la nona meta. La decima è anche la terza di Trulla, innescato da un bel movimento di Da Re. Nel finale la mischia ordinata spazza via quella namibiana, costringendo l’arbitro ad accordare una seconda meta tecnica.
Namibia-Italia 6-73 (6-40)
Marcatori: 4’ pt meta di punizione Italia, 7’ e 16’ cp Swanepoel, 18’ meta Trulla, 23’ meta Marin tr Da Re, 32’ meta Gesi tr Da Re, 38’ meta Menoncello tr Da Re, 42’ meta Trulla tr Da R; 4’ st meta Fusco tr Da Re, 23’ meta Spagnolo, 30’ meta Varney tr Da Re, 35’ st meta Trulla tr Da Re, 82’ meta di punizione Italia.
Namibia: Van Der Berg - Van Der Merwe, Izaacs, Burger, Meyer - Swanepoel, Theron – Boysen (7’ pt Combrink), Katjijek, Gaoseb - Retief, Adriaan Ludick - Coetzee, Van der Westhuizen, Shikufa. A disposizione: Benade, Halupe, Ruan Ludick, Luttig, Diergaardt, Blauuw, Majiedt.
Italia: Trulla - Odogwu, Menoncello, Marin (2’ st Bertaccini), Gesi - Da Re, Fusco (10’ st Varny)- Vintcent, Zuliani (18’ t Lorenzo Cannone), Negri – Favretto (10’ st Zambonin), Niccolò Cannone – Riccioni (4’ pt Hasa), Nicotera (10’ st Di Bartolomeo), Fischetti (10’ st Spagnolo).
Note: 4’ cartellino giallo Van Der Westhuizen