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Merlo, allenatrice e mamma: con il suo bimbo di 10 mesi ai Mondiali di rugby

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La vice-allenatrice della Nazionale, ha portato con sé Pietro di 10 mesi. Le rugbiste azzurre si danno il cambio per aiutarla
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Una mischia, una meta. Una poppata di latte. Un placcaggio, una percussione. Un pannolino da cambiare. Salta in touche, prendi al volo quel pallone, calcia! Chi canta la ninna-nanna al piccolo? Come tante mamme premurose, le rugbiste azzurre si danno il cambio: quelle che non corrono e s’azzuffano in campo, vanno in tribuna a occuparsi di Pietro, 10 mesi. È il figlio di Michela Merlo, vice-allenatore della Nazionale. In questi giorni l’Italia è protagonista della Coppa del Mondo femminile, in Inghilterra. "E io non avevo scelta: restare a casa ad allattare il bimbo, o continuare a fare il mio lavoro e portarlo con me", dice Michela. La Fir le ha garantito appoggio e fiducia incondizionata, altrettanto ha fatto World Rugby: la coppia è stata "adottata" dalla grande famiglia ovale. Michela può continuare a seguire le atlete, e occuparsi di Pietro. "Quando proprio non ce la faccio, qualcuno mi dà una mano: dalle nostre ragazze all’autista del nostro pullman, tutti non vedono l’ora di spu…

Una mischia, una meta. Una poppata di latte. Un placcaggio, una percussione. Un pannolino da cambiare. Salta in touche, prendi al volo quel pallone, calcia! Chi canta la ninna-nanna al piccolo? Come tante mamme premurose, le rugbiste azzurre si danno il cambio: quelle che non corrono e s’azzuffano in campo, vanno in tribuna a occuparsi di Pietro, 10 mesi. È il figlio di Michela Merlo, vice-allenatore della Nazionale. In questi giorni l’Italia è protagonista della Coppa del Mondo femminile, in Inghilterra. "E io non avevo scelta: restare a casa ad allattare il bimbo, o continuare a fare il mio lavoro e portarlo con me", dice Michela. La Fir le ha garantito appoggio e fiducia incondizionata, altrettanto ha fatto World Rugby: la coppia è stata "adottata" dalla grande famiglia ovale. Michela può continuare a seguire le atlete, e occuparsi di Pietro. "Quando proprio non ce la faccio, qualcuno mi dà una mano: dalle nostre ragazze all’autista del nostro pullman, tutti non vedono l’ora di spupazzarselo". È la "mascotte" dei mondiali.

Merlo: “Si può essere mamma e continuare a lavorare”

Michela Merlo, ligure di Loano, 39 anni e un recente passato da giocatrice nel ruolo di pilone: uno scudetto con Colorno, 12 presenze in maglia azzurra. Oggi vive a Mantova, dove è responsabile del settore minirugby. "Ho partecipato al corso per allenatrici donne di alto livello della Gallagher Academy. Assistente dell’ex ct Nanni Raineri nel WXV del 2023 in Sudafrica. L’anno seguente però ho dovuto rinunciare alla manifestazione, perché in quei giorni stava nascendo Pietro". L’Italia femminile è una delle formazioni protagoniste nel rugby, ottava nel ranking mondiale: si era qualificata con largo anticipo per questa rassegna iridata. "Qualche mese fa mi sono detta: che faccio, rinuncio? Mi sembrava un’ingiustizia: si può essere mamma e continuare a lavorare. O no? La Federazione si è subito mostrata sensibile, e così gli organizzatori dei mondiali. Paolo Roselli, il nuovo allenatore, è stato chiaro e sincero: siamo con te". L’avventura iridata è cominciata. Con 32 atlete e lo staff, per una cinquantina di persone in tutto, pronte a sostituirsi nei momenti in cui la mamma-assistant coach deve dare indicazioni sul campo, o partecipare alle riunioni tecniche: "Dirigenti come Giuliana Campanella e Paola Zangirolami, ma anche il capo delegazione Fabio Beraldin". Biberon, passeggino, marsupio. Coccole. "A 10 mesi, Pietro è già svezzato. Ma la sera gli do ancora un po’ del mio latte, perché si addormenti". Per ragioni di sicurezza, il piccolo durante le partite non può restare a bordo campo. "Ce ne andiamo in tribuna: crolla sempre alla fine del primo tempo". Pietro, che occhioni: ride sempre. Diventerà un rugbista? "Di sicuro, gli piacerà stare insieme alla gente".

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