Nella ventisettesima edizione del Sei Nazioni, che comincia stasera a Parigi con la sfida tra i campioni in carica della Francia e l’Irlanda (a Saint Denis si gioca dalle 21.10: il match è stato anticipato di un giorno per non sovrapporsi alla cerimonia inaugurale dei Giochi invernali), gli azzurri esordiranno sabato all’Olimpico di Roma con la Scozia (ore 15.10). Sarà una formazione italiana condizionata dagli infortuni: Capuozzo, Negri, Vintcent, Riccioni, Allan e il giovane Todaro, rivelazione del campionato inglese, non ci saranno. Sei probabili titolari, cui all’ultimo si sono aggiunti due mediani di mischia (Page-Relo e Varney). Insomma, metà squadra titolare è fuori e chissà quanti di loro riusciranno a rientrare per i prossimi incontri. Sarà l’occasione buona per dimostrare la profondità della nostra “rosa” e dunque la crescita del movimento?
Francia favorita, ma l’Inghilterra è ambiziosa
La Francia parte favorita, anche per via di un calendario favorevole. Ma l’Inghilter…
Nella ventisettesima edizione del Sei Nazioni, che comincia stasera a Parigi con la sfida tra i campioni in carica della Francia e l’Irlanda (a Saint Denis si gioca dalle 21.10: il match è stato anticipato di un giorno per non sovrapporsi alla cerimonia inaugurale dei Giochi invernali), gli azzurri esordiranno sabato all’Olimpico di Roma con la Scozia (ore 15.10). Sarà una formazione italiana condizionata dagli infortuni: Capuozzo, Negri, Vintcent, Riccioni, Allan e il giovane Todaro, rivelazione del campionato inglese, non ci saranno. Sei probabili titolari, cui all’ultimo si sono aggiunti due mediani di mischia (Page-Relo e Varney). Insomma, metà squadra titolare è fuori e chissà quanti di loro riusciranno a rientrare per i prossimi incontri. Sarà l’occasione buona per dimostrare la profondità della nostra “rosa” e dunque la crescita del movimento?
Francia favorita, ma l’Inghilterra è ambiziosa
La Francia parte favorita, anche per via di un calendario favorevole. Ma l’Inghilterra ha le carte in regola per prendersi un torneo che le manca dal 2020, e che l’anno scorso ha perso per un solo punto, nonostante la vittoria sui Bleus, pagando carissimo la sconfitta a Dublino con l’Irlanda. La squadra di Borthwick in autunno ha fatto vedere ulteriori progressi, superando gli All Black e poi Australia, Fiji e Argentina (mentre i francesi si sono arresi ai campioni del mondo sudafricani). I Verdi rappresentano un’incognita: dopo tante stagioni da protagonisti (4 vittorie e 2 Gran Slam nelle ultime 10 edizioni), quest’anno sono parsi meno brillanti del solito con le franchigie impegnate nell’Union Rugby Championship. La Scozia in autunno ha perso ma ben figurato con la Nuova Zelanda, si è arresa all’Argentina: punta sul blocco di Glasgow, potrebbe essere la sorpresa. Continua invece il periodo nero del Galles, che ritrova Louis Rees-Zammitt ma nel 2025 ha chiuso all’ultimo posto e in autunno ha vinto solo col Giappone (di un punto).
Le stelle: Dupont, Pollock e occhio a Gourgues
La stella più attesa è naturalmente Antoine Dupont, mediano di mischia francese e attualmente miglior giocatore del mondo: regista implacabile e implaccabile, medaglia d’oro ai Giochi Olimpici del 2024 con la squadra a 7. Ci saranno da osservare altri due francesi: l’imprendibile ala Louis Bielle-Barrey (22 presenze e 20 mete in poco più di 2 anni) e Kevin Gourgues: a suo agio in tutti i ruoli dei tre-quarti, il giovanissimo centro – compagno di squadra di Dupont e Capuozzo a Tolosa - ha esordito con la maglia del Coqs proprio nell’ultimo match coi Wallabies, partirà dalla panchina ma poi promette di regalare meraviglie. Con la maglia bianca dell’Inghilterra sarà protagonista Henry Pollock, una terza linea sbruffona dall’enorme talento. È un vero peccato l’assenza di Edoardo Todaro, ala diciannovenne milanese che in Premiership con Northampton ha segnato mete a raffica: si è rotto i legamenti crociati durante un allenamento in azzurro.
Marin estremo, Fusco mediano. E il ritorno di Pani
Il ct Gonzalo Quesada non si lamenta, guarda avanti. Per l’esordio con la Scozia è costretto a inventarsi una soluzione dietro l’altra, il test è veramente complicato. In campo due coppie di fratelli, i Cannone e i Garbisi. In assenza di Capuozzo, la maglia di estremo andrà a Leonardo Marin, ragazzo dalle grandi qualità che era stato fermato a lungo da un infortunio: non è esattamente il suo ruolo, ma può garantire un buon rendimento. Il resto dalla linea dei tre-quarti è grosso quello di sempre, salvo il numero 9: Fusco parte da titolare, la sua fisicità può essere importante. In terza linea, con Lorenzo Cannone ci sono Zuliani e Lamaro, in seconda il Cannone più vecchio (Niccolò) farà coppia con Zambonin, che deve confermare i progressi fatti in Inghilterra con Exeter. Prima linea con Fischetti, Nicotera e Ferrari. In panchina 5 avanti e 3 tre-quarti, col rientro di Pani.
La formazione Italia con la Scozia (sabato, ore 15.10)
Italia: Marin – Lynagh, Brex, Menoncello, Ioane – Paolo Garbisi, Fusco – Lorenzo Cannone, Zuliani, Lamaro – Zambonin, Niccolò Cannone – Ferrari, Nicotera, Fischetti. A disposizione: Di Bartolomeo, Spagnolo, Hasa, Ruzza, Favretto, Alessandro Garbisi, Da Re, Pani.