Sei Nazioni, l’Irlanda vince 20-13: ma l’Italia ormai è all’altezza delle grandi
di Massimo CalandriDublino – Il passaggio di Ioane verso Lynagh, l’intercetto di Lowe a tempo scaduto. Il sogno azzurro che sfuma, l’Irlanda tira un sospiro di sollievo. Gli azzurri cedono di misura all’Aviva Stadium (20-13) nel secondo turno del Sei Nazioni, dopo aver a lungo gestito una partita coraggiosa e brillante da tutti i punti di vista: fisico, tecnico, tattico. Si prendono un punto di bonus difensivo, ma meritavano di più. La svolta al 12’ della ripresa, quando Menoncello ha lanciato Lynagh in meta: la traiettoria dell’ovale era in avanti, ma il movimento di Tommaso – e la sua posizione, nel momento in cui Louis ha ricevuto la palla – per molti altri arbitri sarebbero stati considerati validi.
Arbitraggio troppo severo con gli azzurri
Non per la scozzese Hollie Davidson, che nel corso del match è sembrata eccessivamente “severa” con gli italiani e molto tollerante rispetto al gioco dei padroni di casa. L’ingresso di una nuova coppia mediana irlandese ha ribaltato la partita, dopo che la Nazion…
Dublino – Il passaggio di Ioane verso Lynagh, l’intercetto di Lowe a tempo scaduto. Il sogno azzurro che sfuma, l’Irlanda tira un sospiro di sollievo. Gli azzurri cedono di misura all’Aviva Stadium (20-13) nel secondo turno del Sei Nazioni, dopo aver a lungo gestito una partita coraggiosa e brillante da tutti i punti di vista: fisico, tecnico, tattico. Si prendono un punto di bonus difensivo, ma meritavano di più. La svolta al 12’ della ripresa, quando Menoncello ha lanciato Lynagh in meta: la traiettoria dell’ovale era in avanti, ma il movimento di Tommaso – e la sua posizione, nel momento in cui Louis ha ricevuto la palla – per molti altri arbitri sarebbero stati considerati validi.
Arbitraggio troppo severo con gli azzurri
Non per la scozzese Hollie Davidson, che nel corso del match è sembrata eccessivamente “severa” con gli italiani e molto tollerante rispetto al gioco dei padroni di casa. L’ingresso di una nuova coppia mediana irlandese ha ribaltato la partita, dopo che la Nazionale aveva chiuso in vantaggio (10-5) il primo tempo grazie a una meta di Nicotera. Negli occhi restano le belle prove della mischia – ancora una volta, una prima linea strepitosa -, la consistenza di Zambonin e Zuliani, il talento di Pani. E non dimentichiamo che agli azzurri mancavano 10 potenziali titolari.
Menoncello e la meta del pari negata da un rimbalzo
La palla è bislunga e traditrice, non sai mai dove può rimbalzare: a 3 minuti dal termine, il calcetto di Garbisi stava per finire tra le mani di Odogwu o Menoncello. Invece. “Sarebbe stata una meta in mezzo ai pali e il pareggio”, dice il ct Gonzalo Quesada. “Abbiamo comunque fatto una grande partita, sono più che fiero dei ragazzi. Un grande primo tempo, una ripresa tosta. L’obiettivo era competere ed essere consistenti, è successo. Due anni fa qui avevamo perso 36-0, oggi siamo frustrati per – almeno - un pari che non è arrivato”. Il tecnico ricorda che la scorsa stagione l’Inghilterra aveva segnato contro di noi una meta identica a quella non convalidata a Lynagh. “Sono comunque contento: ora pensiamo alla partita della prossima settimana con la Francia”. Il capitano Lamaro ci è rimasto male: “Grande grinta e orgoglio, ma anche tanta amarezza: potevamo farcela”.
Il ct Quesada: “Fiero dei ragazzi, meritavamo di più”
Un primo tempo chiuso in vantaggio e da ricordare, per la vigorìa fisica e la grande attenzione in difesa degli azzurri. Che mandano subito un chiaro segnale, quando Sheehan carica come un bufalo su una punizione a favore, a 5 metri dalla nostra linea di meta, e Ferrari lo rimbalza indietro. La marcatura di Osborne è conseguenza del severo cartellino giallo a Lynagh, ma Paolo Garbisi accorcia su punizione e poi Nicotera capitalizza l’ennesimo penaltouche su un gigantesco Zambonin. Nel finale si potrebbe ottenere ancora qualcosa ma ci accontentiamo.
Domenica prossima sfida con la Francia a Lille
Nella ripresa, dopo la meta di Conan l’Italia ha prodotto un grande sforzo e meritava quella meta, ma la Davidson ha detto di no. Tutto ha cominciato a girare bene per gli irlandesi, ancora a segno con Baloucoune. La prima linea azzurra ha però continuato a dominare – con Furlong a sgambettare per aria, spazzato via da Spagnolo! -, l’Italia ha comunque dimostrato di essere alla pari coi padroni di casa e ora resterà sull’isola, a preparare il match in programma a Lille domenica prossima.
Irlanda-Italia 20-13 (5-10)
Marcatori: 17’ pt meta Osborne, 21’ cp Paolo Garbisi, 33’ meta Nicotera tr Garbisi; 3’ st meta Conan, 18’ meta Baloucoune tr. Crowley, 22’ cp Crowley, 27’ cp Garbisi
Irlanda: Jamie Osborne - Robert Baloucoune, Garry Ringrose, Stuart McCloskey, James Lowe - Sam Prendergast (16’ st Jack Crowley), Craig Casey (dal 12’ st Jamison Gibson-Park)- Jack Conan, Caelan Doris, Cormac Izuchukwu (dal 19’ st Nick Timoney) - James Ryan (dal 30’ st Edwin Edogbo), Joe McCarthy (dal 12’ st Tadgh Beirne) - Tom Clarkson (dal 1’ st Tadgh Furlong), Dan Sheehan (dal 12’ st Ronan Kelleher), Jeremy Loughman (dal 27’ st Tom O’Toole).
Italia: Lorenzo Pani - Louis Lynagh, Tommaso Menoncello, Leonardo Marin (dal 27’ st Paolo Odogwu), Monty Ioane - Paolo Garbisi, Alessandro Fusco (dal 22’ st Alessandro Garbisi) - Lorenzo Cannone (dal 27’ st David Odiase), Manuel Zuliani, Michele Lamaro - Andrea Zambonin (dal 21’ st Federico Ruzza), Niccolò Cannone (dal 27’ st Riccardo Favretto) - Simone Ferrari (dal 19’ st Muhamed Hasa), Giacomo Nicotera (dal 19’ st Tommaso Di Bartolomeo), Danilo Fischetti (dal 19’ st Mirco Spagnolo).Arbitro: Hollie Davidson (Sco)Note: 11’ pt cartellino giallo Lynagh, 32’ Casey