Roma – E’ successo. L’Italia ha battuto i Maestri, quelli che il rugby l’hanno inventato ed erano scesi a Roma con 30.000 tifosi al seguito. Dopo 32 sconfitte consecutive, dopo una vita trascorsa a guardarli dal basso verso l’alto, gli azzurri si sono meritati una vittoria storica (23-18) che celebra definitivamente la crescita di un gruppo trascinato sul campo da un impossibile Tommaso Menoncello – miglior giocatore dell’incontro, in lacrime al fischio finale - e guidato da un allenatore, Gonzalo Quesada, che ha saputo tirare fuori il meglio da questi ragazzi di grande talento e grandissimo cuore. A tempo scaduto, Fusco ha calciato fuori la rimessa laterale conquistata da Ruzza, che gioia! In questo torneo è il secondo successo (dopo quello sulla Scozia) per l’Italia, che sabato prossimo chiuderà il Sei Nazioni affrontando a Cardiff il Galles. Intanto, dagli altoparlanti dell’Olimpico rimonta altissima la musica di “Azzurro”.
Nella ripresa decisivi Marin e Paolo Garbisi
Un successo m…
Roma – E’ successo. L’Italia ha battuto i Maestri, quelli che il rugby l’hanno inventato ed erano scesi a Roma con 30.000 tifosi al seguito. Dopo 32 sconfitte consecutive, dopo una vita trascorsa a guardarli dal basso verso l’alto, gli azzurri si sono meritati una vittoria storica (23-18) che celebra definitivamente la crescita di un gruppo trascinato sul campo da un impossibile Tommaso Menoncello – miglior giocatore dell’incontro, in lacrime al fischio finale - e guidato da un allenatore, Gonzalo Quesada, che ha saputo tirare fuori il meglio da questi ragazzi di grande talento e grandissimo cuore. A tempo scaduto, Fusco ha calciato fuori la rimessa laterale conquistata da Ruzza, che gioia! In questo torneo è il secondo successo (dopo quello sulla Scozia) per l’Italia, che sabato prossimo chiuderà il Sei Nazioni affrontando a Cardiff il Galles. Intanto, dagli altoparlanti dell’Olimpico rimonta altissima la musica di “Azzurro”.
Nella ripresa decisivi Marin e Paolo Garbisi
Un successo meritato ma che a un certo punto era stato messo in discussione da una serie di “regali” concessi dai nostri tra la fine del primo e l’inizio del secondo tempo che l’Inghilterra aveva sfruttato mettendo a segno un parziale di 13-0. Con un uomo in meno, i nostri hanno cominciato a risalire la corrente complici anche 2 cartellini gialli rifilati a degli inglesi troppo nervosi. Menoncello, autore di una meta nei primi 40 minuti ha lanciato Marin verso una seconda marcatura, con Paolo Garbisi infallibile su punizione. Partita di grande sacrificio e determinazione, risolta grazie anche ad alcuni cambi decisivi. Ora è tempo di festeggiare, da domani la mente andrà a Cardiff, dove l’Italia potrebbe chiudere il più bel torneo di sempre.
La meta di Menoncello, l’ingenuità di Cannone
Dieci minuti tutti per gli inglesi, che sfruttano il gioco aereo per giocare nella metà campo azzurra (96%) col 74% di possesso ma Zambonin toglie le castagne dal fuoco su una touche nei pressi della nostra rea di meta, poi Fischetti guida la carica e al 21’ Paolo Garbisi apre il punteggio su punizione nell’unica nostra occasione nei 22 avversari. Cinque minuti più tardi però l’Italia si fa sorprendere su una lunga rimessa laterale e Freeman segna una meta troppo facile. Paolo e Alessandro Garbisi, fratelli in regìa, pasticciano un po’, ma all’improvviso – dopo alcuni raggruppamenti avanzanti -ci pensa Menoncello: si infila tra Heyes e Pepper e corre a segnare una meta che promette di essere molto importante. A tempo scaduto e dopo aver vinto una mischia ordinata, invece di calciare prudentemente fuori proviamo ad attaccare con Lorenzo Cannone: gli inglesi recuperano segnano una meta – trasformata da Smith – che permette loro di ribaltare il punteggio.
Doppio giallo inglese, comincia la rimonta
La ripresa comincia malissimo: un errore madornale di Pani, poi solo la presunzione di Genge priva l’Inghilterra di una meta però Ramos punisce ancora la nostra mischia ordinata e Smith porta i suoi a +5. Gli azzurri sembrano stanchi, Itoje sui punti d’incontro è un demonio e Nicotera commette un fallo imperdonabile che costa altri 3 punti e un cartellino giallo. Underhill colpisce Fischetti con una spallata al capo, altro giallo e questa volta è Garbisi che segna e sempre al piede raddoppia poco dopo. Itoje commette a sua volta una scorrettezza assurda, il cartellino è per lui. Gli ad ogni azione chiedono l’intervento medico, spezzando il ritmo ai nostri. A 8’ dal termine, un calcio-passaggio di Garbisi pesca Ioane, in sostegno arriva Menoncello che rompe un placcaggio e offre a Marin una meta impazzire. L’Inghilterra cerca di reagire, sono momenti di una intensità mai vissuta. A un minuto dal termine, coi Bianchi in attacco, Lamaro conquista una punizione che vale oro. E la festa comincia.
Italia-Inghilterra 23-18 (10-12)
Marcatori: 21’ pt cp Paolo Garbisi, 26’ meta Freeman, 34’ meta Menoncello tr. Garbisi, 42’ meta Roebuck tr. Fin Smith; 5’ e 14’ st cp Smith, 17’ e 21’ cp Garbisi, 32’ meta Marin tr. Garbisi
Italia: Pani (33’ Allan) – Lynagh, Brex (11’ st Marin), Menoncello, Ioane – Paolo Garbisi, Alessandro Garbisi (11’ st Fusco)– Lorenzo Cannone, Zuliani (33’ st Favretto), Lamaro – Zambonin (10’ st Ruzza), Niccolò Cannone – Ferrari (11’ st Hasa), Nicotera (22’ st Di Bartolomeo), Fischetti (17’ st Spagnolo, dal 39’ Fischetti).
Inghilterra: Daly (33’ st Marcus Smith) - Roebuck, Freeman, Atkinson, Murley - Fin Smith, Spencer (17’ st val Poortvliet) - Earl, Underhill (27’ st Chessum), Pepper - Coles, Itoje – Heyes (27’ st Davidson), George (27’ st Cowan-Dickie), Genge (17’ st Rodd).Arbitro: Ramos (Fra)Note: spettatori 68.895, 13’ st cartellino giallo Nicotera, 17’ giallo Hunderhill, 25’ giallo Itoje.