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Lo Cicero: “Trionfo storico, un giorno questi ragazzi potranno battere gli All Blacks ”

La festa dei giocatori dell'Italia dopo la vittoria (ansa)

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L’ex azzurro non pote limiti all’Italia del rugby dopo la vittoria sugli inglesi: “Alla fine erano stanchi, in affanno, spauriti. Mai visti, così”
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Roma – Gonzalo Quesada ha raccontato che nei giorni scorsi è venuto in visita Martin Castrogiovanni: ha cucinato un asado per il gruppo. Venerdì è toccato a Diego Dominguez consegnare a ogni giocatore le maglie della partita. Ieri, nel corridoio dell’Olimpico, a incitare i ragazzi con Sergio Parisse c’era anche Andrea Lo Cicero. «I giocatori hanno poi fatto qualcosa di incredibile, ma anche chi negli anni passati li ha preceduti ha avuto un ruolo importante. Sono stato felice della loro presenza. In meta si va tutti insieme», ha spiegato Quesada dopo lo storico successo sull’Inghilterra.

Che gioia, “Barone” Lo Cicero.

«Una partita che resterà nella storia. Con gli inglesi, che sono sempre un po’ troppo snob e figuriamoci in quello che considerano uno sport “loro…

Roma – Gonzalo Quesada ha raccontato che nei giorni scorsi è venuto in visita Martin Castrogiovanni: ha cucinato un asado per il gruppo. Venerdì è toccato a Diego Dominguez consegnare a ogni giocatore le maglie della partita. Ieri, nel corridoio dell’Olimpico, a incitare i ragazzi con Sergio Parisse c’era anche Andrea Lo Cicero. «I giocatori hanno poi fatto qualcosa di incredibile, ma anche chi negli anni passati li ha preceduti ha avuto un ruolo importante. Sono stato felice della loro presenza. In meta si va tutti insieme», ha spiegato Quesada dopo lo storico successo sull’Inghilterra.

Che gioia, “Barone” Lo Cicero.

«Una partita che resterà nella storia. Con gli inglesi, che sono sempre un po’ troppo snob e figuriamoci in quello che considerano uno sport “loro”, esclusivo. Invece alla fine erano stanchi, in affanno, spauriti: mai visti, così. E il merito era tutto degli italiani».

Secondo il ct “non è stata la partita perfetta, anzi. Ma proprio per questo, il successo è ancora più importante”.

«Sono d’accordo. Quando riuscivamo ad accelerare il gioco e muovere il pallone, eravamo chiaramente superiori. C’è stato anche qualche errore, però mentalmente il gruppo è straordinario. E può — finalmente! — contare su un tecnico latino: uno simile a noi, che conosce la nostra mentalità e sa come far venir fuori tutta la nostra fisicità».

Chi l’ha emozionata più degli altri?

«Menoncello ha fatto la differenza: il suo è stato un “clic” che ha cambiato l’inerzia dell’incontro e fatto emergere quelle fragilità che gli inglesi non sono più riusciti a nascondere. Tagliare come il burro una difesa feroce così — e davanti a trentamila tifosi inglesi, poi — è una cosa straordinaria. Ma anche i “miei” piloni, Fischetti e Ferrari, come del resto tutta la mischia, sono stati eccezionali».

C’è anche un po’ di merito di voi “vecchi”, o no?

«No, il merito è tutto loro. Noi abbiamo aiutato a far conoscere questo sport agli italiani, siamo riusciti a fare appassionare tanti tifosi nonostante le poche vittorie. Loro hanno dato concretezza. Adesso però dovranno continuare, pensare a crescere ancora».

E chissà, un giorno battere gli All Blacks.

«Perché no? In questa squadra c’è talento, coraggio, voglia di lavorare duro. L’importante però è che la Federazione investa molto anche sul movimento di base. Abbiamo due franchigie molto forti, un vertice preparato. Ma dobbiamo pensare al futuro, avere una visione: puntando sul territorio, con veri professionisti come le aziende (perché questo sono oggi le federazioni) devono fare. Il rugby deve essere di tutti».

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