Sport

I racconti

"Di corsa e altre storie": le riflessioni di un runner tra pensieri e musica

Nel libro di Alessandro Chiozza una raccolta di brevi racconti che nascono dalle riflessioni di un runner mentre corre ascoltando canzoni
3 minuti di lettura
Una raccolta di brevi racconti basati sulle riflessioni e i pensieri di un runner che nel corso della propria attività podistica ascolta musica. E' questo "Di corsa e altre storie" (L'Erudita-Giulio Perrone Editore) il libro di Alessandro Chiozza. Qui di seguito una selezione di brani.

E' da qui
È da qui. È proprio da qui che comincia il piacere. È da quiche comincia la calma che si mischia all'attesa e all'aspettativa.Quando inizio a misurare il mio stato, a interrogare il mio corpo, a chiedere alle gambe e al cuore, ai polmoni e alla testa comesi sentono. È da qui, dove comincia la terra battuta. Dove posso vedere altri ritmi e altri passi. È da quando con un gesto rituale stringo i lacci delle scarpe, come volessi sentirle parte di me. È da quando con cautela allungo i muscoli e chiedo all'adrenalina di cominciare a crescere. È da quando faccio il conto per la settimana e divido in tre tempo e chilometri. È da quando preparo l'iPod e metto le cuffie. È da quando premo play e parte la prima nota. È da qui. È proprio da qui che tutto ha un inizio.

Punto di osservazione
È come starti sempre dietro. È come correrti sempre alle spalle. Cercando di seguire il tuo passo, di prendere il tuo ritmo, di rincorrere la tua figura e non perderla di vista. Continuo a vedere solo una parte di te. Ed è una parte che mi piace. Ma non riesco ad andare oltre e manca qualcosa che vorrei conoscere. C'è una distanza che mi permette solo di immaginarti nella tua interezza. È come se mi sfuggissi e io non riesco a raggiungerti. È come se giocassi con la tua velocità avendo cura di mantenere il distacco. E in questo gioco accarezzo con il piacere della fantasia quello che non vedo. E come sarai più tardi quando non potrò più seguire passo dopo
passo le tue orme. Cercherò una tua pausa, un momento di debolezza, una distrazione. Qualcosa che porterà a fermarti e potrò passare. Forse dopo sarai tu a guardare una parte di me. E potrebbe piacerti. Se non ci saranno soste, non potrai saperlo.

Il sapore dell'aria
Ci sono giorni in cui le salite sono più aspre, le distanze più lunghe, i movimenti più lenti. Giorni in cui le gambe non sembrano volerti sostenere, quasi avessero una propria anima, un'autonoma facoltà di scelta. Sono giorni in cui l'aria è più pesante. Ha un odore e un sapore diversi. Circola ostile e finge solo di entrare. E percorsi, chilometri, pensieri e tempo e fatica e obiettivi si fondono in un unico blocco. Come un muro che non puoi attraversare. Ma ci sono anche gli altri giorni. Quelli pieni di luce. Che di quel muro ti mostrano ogni elemento, ogni crepa, ogni tassello. E che ti danno ritmo e forza e ossigeno. Il modo di passare. E che ti aprono l'orizzonte. Sono giorni che a volte non sai nemmeno come siano nati. E dei quali occorre ricordare l'arrivo.

Ora
È esattamente in questo momento. È proprio ora che inizierò ad alzare il ritmo. È da questo istante che concentrerò il massimo sforzo. Per superare ogni resistenza, per battere ogni tempo, per superare ogni lunghezza mai percorsa. Ecco. È proprio ora che sento di essere pronto. Come per un cambio di stato. Come per una nuova condizione. Come se da fermo iniziassi un movimento. Come in una danza. Come per un rito. So che tutto risponderà come deve. Ogni parte di me. Perché oggi è il giorno giusto. Perché questo è l'attimo giusto. Quando non temi che le energie finiranno, quando sai che le troverai nel tuo stesso andare. Quando è la voglia o la rabbia o il desiderio. O forse un bisogno che ti faranno andare. Quando non avrai necessità di chiedere chi correrà con te.

E poi è così
E poi è così. Che all'improvviso ti ritrovi a girare. Senza una meta. Perdendo ogni punto di riferimento. Ti ritrovi a seguire il percorso che le gambe hanno scelto, sapendo che la destinazione non ha alcuna importanza. Ti trovi a parlare con pensieri interrotti e confusi senza che ci sia nessuno ad ascoltare. Ti trovi a cercare volti conosciuti sperando di non incontrarli. Poi è così. Che scopri di essere immerso in un flusso che stai seguendo e dal quale vuoi fuggire. È così che inizi a trovare le somiglianze e a scoprire le differenze. È così che come costretto ti sforzi di togliere i vecchi pensieri dalle nuove situazioni. Così che posi nuovi occhi su cose che già
conosci. È così che scopri che andare è solo un altro punto di partenza.

Fantasie
E un'altra volta i nostri percorsi si incrociano. E so che i nostri andamenti non corrispondono. Eppure mi piace questo affollarsi nella mente di pensieri e di parole e di domande che scorrono come un fiume. Verso un'unica direzione E mi piace avere in testa una montagna di ragionamenti e discorsi e fantasie. Proposte, quasi. Ho già pronta negli occhi l'immagine di un altro passaggio veloce e sulle labbra preparo un sorriso stampato che magari neanche riuscirai a vedere. Un giro e poi un altro ancora. Quanto potrebbe bastare per mettere ordine. Quanto sarebbe necessario per decidere come cominciare. Giusto il tempo di rallentare il battito e scegliere il punto di incontro. Provo. Domando e rispondo, chiedo e spiego. E tra me e me tutto funziona alla perfezione. Intanto mi avvicino verso quel punto immaginario. E già so che ancora oggi rimarrà così.
I commenti dei lettori