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La campionessa

Fernanda senza limiti: "A volte ho paura, ma con la corsa vado oltre"

Dalle vette delle Ande al Monte Fuji in Giappone, la storia della ultrarunner brasiliana Fernanda Maciel:"Correrò per tutta la vita, perchè per me è un mix di avventura e meditazione"
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ROMA - "Amo correre, mi sento in equilibrio e in pace con me stessa. L'obiettivo? Superare i miei limiti". Schietta, determinata, l'ultrarunner brasiliana Fernanda Maciel è un tutt'uno con podismo e fatica.  Nel 2016, per dire,  ha stabilito un primato mai riuscito a alcuna donna prima dei lei: in 22 ore 5 minuti, stabilendo il nuovo record, è salita (andata e ritorno) fino ai 6.691 metri della vetta dell'Acaroungua, la montagna più alto della Cordigliera, nelle Ande argentine.
Quasi incapace di fermarsi e prendere fiato, Fernanda Maciel procede sicura e imperterrita nei percorsi più lunghi e impervi. "La mia sfida è restare concentrata sul movimento della corsa e pensare positivo" racconta l'atleta e campionaessa del team North Face. Anche perché non potrebbe fare altrimenti, lei che per giorni gareggia a contatto con la natura, in competizioni internazionali di ultratrail (corse di oltre cento chilometri da terminare in tempi record e con soste brevissime).
Nata il 24 gennaio 1980 a Belo Horizonte, in Brasile, Fernanda è tra le protagoniste dell'outdoor. Dopo aver viaggiato in ogni parte del mondo, ha deciso di stabilirsi tra i Pirenei spagnoli. A otto anni ha iniziato a correre e a dieci si è allenata per le Olimpiadi con la nazionale statunitense di ginnastica. Ma la sua passione era il trail e a 23 anni ha partecipato alla Running Espedition, una "riposante" corsa su un percorsi di seicento chilometri.
Poi la svolta e i record. Nel 2012 è stata la prima donna a correre il Cammino di Santiago di Compostela, ovvero un itinerario di 860 chilometri concluso in soli dieci giorni. Nel 2012 è salita sul gradino più alto del podio della Transgrancanaria e su quello della North Face Sky Ukltra Trail Mont Fuji, in Giappone, e seconda alla North Face Lavaredo Ultra Trail.
Risultati che hanno bisogno di duri allenamenti. "Corsa, stretching e elunghe distanze in bici per 15-30 ore a settimana - spiega Fernanda - e poi a casa esercizi di squat e ginnastica propriocettiva per prevenire gli infortuni, rafforzando muscoli e tendini". Durante le gare è frequente ritrovarsi soli, passo dopo passo, nella sfida. "Correre di notte a volte fa paura - ammette la campionessa - la visibilità non è ottimale, ma si è maggiormente a contatto con la natua. Mi piace il mistero e se manca il coraggio ascolto un po' di musica e proseguo verso il traguardo". Mai un dietrofront, perché Fernarda Maciel ha un solo sogno: "Correre per tutta la vita, per me è un mix di avventura e meditazione".
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