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Maratona sotto le due ore. La campionessa olimpica Vivian Cheruiyot: "È impossibile"

La campionessa olimpica sui 5000 Vivian Cheruiyot 
L'atleta keniota, oro ai Giochi di Rio sui 5000 e che il 23 aprile si cimenterà a Londra nei suoi primi 42.195 metri, commenta l'iniziativa lanciata da Adidas e Nike per abbattere entro l'anno il muro dei 120 minuti nella prova maschile. "Kipchoge può stabilire il nuovo record del mondo ma non correre in 1h59'59"
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ROMA - "Correre la maratona sotto le due ore è impossibile". A dirlo non è un "tapascio" della domenica, secondo il quale magari sarebbe anche un obiettivo realizzabile, ma Vivian Cheruiyot, 33 anni, keniota che alle Olimpiadi di Rio de Janeiro ha vinto l'oro nei 5000 in 14'26''17 e l'argento sui 10000 in 29'32"53, peraltro dopo un periodo di stop per la maternità. Ai Mondiali di Daegu del 2011 era salita sul gradino più alto del podio su entrambe le distanze. Non una novizia, quindi, ma una veterana dell'élite mondiale del mezzofondo.

Un commento, il suo, all'iniziativa annunciata dalla Nike (e che ha subito incassato il rilancio dell'Adidas) per abbattere il muro dei 120 minuti entro il 2017 nella prova maschile: la multinazionale americana ha ingaggiato nel suo progetto il keniota Eliud Kipchoge, oro a Rio, l'etiope Lelisa Desisa Bekele e l'eritreo Zersenay Tadese, mentre Adidas può contare sul detentore del primato,il keniota Dennis Kimetto, e sui connazionali Kipsang e Makau. "Non ho niente contro questi progetti - spiega Cheruiyot, che si sta allenando per la maratona di Londra (23 aprile), i primi 42 km della sua vita - però sono scettica. Si può battere l'attuale record mondiale delle 2h02'57". Kipchoge può farlo... ma fermare il cronometro a 1h59'59" è un obiettivo troppo difficile da raggiungere. È impossibile. Bisognerebbe prima puntare a fare poco meno del primato di Kimetto".

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Vivian, per quanto abbia vinto una medaglia d'oro olimpica, ha un rimpianto: non aver doppiato anche sui 10000. Una sconfitta che attribuisce a un mancato gioco di squadra, con la connazionale Alice Aprot partita troppo forte e troppo presto lasciando da sole lei e Betsy Saina e permettendo all'etiope Almaz Ayana di vincere e di stabilire anche il nuovo limite mondiale di 29'17"45, sbriciolando il precedente. Un secondo posto che ha lasciato l'amaro in bocca alla Cheruiyot (seguita dall'etiope Tirunesh Dibaba) per i quattro anni di preparazione vanificati da un errore. "Le Olimpiadi richiedono una pianficazione meticolosa - spiega - conoscendo l'altissimo livello della gara. La Aprot non ha rispettato il piano e non abbiamo corso come una squadra"

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Ora la Cheruiyot ha deciso di sperimentare la maratona, il naturale sbocco dei mezzofondisti a carriera avanzata. Vivian è tranquilla benché il parterre sia di tutto rispetto con atlete del calibro della campionessa di Rio Jemima Sumgong, e di Mary Keitany, che proprio nelle Olimpiadi precedenti vinse in 2h18'37", stabilendo il personal best. Una tranquillità "incosciente" che le deriva dallo stato di debuttante, quindi senza aspettative, contrariamente alle sue distanze classiche in pista. Inizierà con Londra ma ha già in programma di correre un'altra maratona a settembre.

"Voglio correre bene a Londra, non mi sento sotto pressione, nonostante le concorrenti di alto livello - dice Vivian -. Non avendo mai gareggiato con loro e non avendo mai corso la distanza non mi sento in ansia. Ho appena iniziato la preparazione, ho fatto i miei primi 40 chilometri la scorsa settimana. Penso sarà un'esperienza eccitante".


 
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