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Correre in "staffetta": un successo tutto meneghino

Sono oltre diecimila i partecipanti alla competizione che si dividono il tracciato diviso in quattro frazioni: è diventato un evento nell'evento anche grazie a un programma "benefico" e a un runner venuto...da Marte
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MILANO - Se Milano ha finalmente adottato i maratoneti, lo si deve soprattutto a loro: ai runner che corrono la classica distanza dei 42 chilometri in staffetta, quattro per squadra per dividersi la fatica. Iniziata in sordina, copiando quanto avveniva già in altre metropoli, la maratona in staffetta ha conquistato la città e i suoi abitanti. Solo fino a pochi anni fa, persino lungo il percorso di una classica come la Stramilano, non mancava mai l'automobilista inferocito perché bloccato a un incrocio dal passaggio dei corridori. Figuriamoci per la maratona, il cui tracciato non si limita al solo centro storico.

Ma ora non è più così: la staffetta della Milan Marathon è diventata un evento all'interno dell'evento, con le squadre che si preparano con mesi in anticipo, e con le grandi aziende che - sempre in numero maggiore - sostengono la partecipazione dei propri dipendenti all'appuntamento di inizio primavera. Ne &egra…
MILANO - Se Milano ha finalmente adottato i maratoneti, lo si deve soprattutto a loro: ai runner che corrono la classica distanza dei 42 chilometri in staffetta, quattro per squadra per dividersi la fatica. Iniziata in sordina, copiando quanto avveniva già in altre metropoli, la maratona in staffetta ha conquistato la città e i suoi abitanti. Solo fino a pochi anni fa, persino lungo il percorso di una classica come la Stramilano, non mancava mai l'automobilista inferocito perché bloccato a un incrocio dal passaggio dei corridori. Figuriamoci per la maratona, il cui tracciato non si limita al solo centro storico.

Ma ora non è più così: la staffetta della Milan Marathon è diventata un evento all'interno dell'evento, con le squadre che si preparano con mesi in anticipo, e con le grandi aziende che - sempre in numero maggiore - sostengono la partecipazione dei propri dipendenti all'appuntamento di inizio primavera. Ne è conferma il fatto che dei 20mila partecipanti alle ultime edizioni, almeno la metà sono staffettisti.
 
Un successo che ha molte ragioni. La più evidente si spiega con il numero dei runner della "domenica", un fenomeno in costante crescita anche a Milano. La maratona in staffetta è l'ideale per tutti coloro che corrono non più di una-due volte alla settimana e non hanno il tempo, la costanza (ma anche la voglia) di sottoporsi alla preperazione per reggere la lunga distanza. Ma, allo stesso tempo, sono attirati dall'idea di correre almeno una parte del percorso insieme ai maratoneti. Magari per farsi riprendere dalle telecamere di Fox Sports (canale 204, Sky), che come l'anno scorso trasmetterà in diretta tutta la manifestazione, con l'ex centrocampista del Milan Massimo Ambrosini che racconterà la gara "dall'interno", correndo tutta la maratona.

In sostanza: partecipano alla grande festa, con meno sofferenza. Perché oltre alla parte di tracciato che tocca a ciascun staffettista, ad attirare è il contorno: gli spostamenti in metropolitana per raggiungere il punto in cui avviene il cambio con il compagno, il passaggio del testimone (il bracciale segnatempo) cercando nella folla di runner il compagno con lo stesso numero di pettorale, fino all'atto finale sul traguardo, quando i quattro componenti possono sfilare tutti insieme sotto lo striscione accompagnando l'ultimo staffettista.

Ma il successo ha anche una ragione "nobile", figlia di quella Milano dal "cuore in mano" che ne fa la capitale italiana, non solo dell'economia e della finanza, ma anche del volontariato, con il più alto numero di persone dedita ad attività filantropiche per abitante di tutto il paese. Dal 2010, la partecipazione degli staffettisti è strettamente lagata al Charity program della maratona, la raccolta di fondi da destinare alle onlus per lo più cittadine. In sei anni, sono stati raccolti oltre tre milioni e mezzo di euro, destinati ad oltre trecento onlus (100 le partecipanti per l'edizione 2017).

Un'idea di cui è stato anima Fabrizio Cosi, scomparso prematuramente due anni fa, uno dei fondatori dell'associazione "Podisti su Marte", I quali più che correre (fanno anche quello) partecipano alle manifestazioni per diffondere una sorta di filosofia: distribuire fiori e sorrisi durante la corsa, per sostenere la tesi che Milano non è solo una città grigia e insensibile dedita per lo pià al lavoro e agli affari. Se gli automobilisti ora strombazzano di meno, mentre aspettano agli incroci il passaggio dei runner, è anche merito suo: la Milano Marathon dell'anno scorso era giustamente a lui dedicata.