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Da Napoli alla Costiera, la Campania 'regno' del running. Ma le strutture sono in ritardo

Dopo Puglia e Sicilia, ultima tappa del viaggio nel podismo del Mezzogiorno. La cronica carenza di piste e impianti di atletica obbliga i runner campani alla corsa su strada. Carlo Capalbo: "Anche la promozione dello sport nelle scuole potrebbe funzionare come volano per l'intera regione"
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ROMA - Tra difficoltà e ampi margini di crescita, voglia di mettersi in mostra e organizzatori con una visione europeista, il running del Sud cerca la sua strada. Succede anche in Campania, dove i tesserati Fidal sono circa 6500 atleti, con un presenza massiccia soprattutto nella provincia di Napoli. Tanti appassionati che ogni giorno colorano le vie della città.
Ne parliamo con chi ci corre, conosce la regione e ne comprende le dinamiche tra Fidal, enti di promozione sportiva, squadre e organizzatori: Carlo Capalbo, ideatore della società Napoli Running, presidente della commissione Iaaf (l'associazione internazioale delle federazioni di atletica) per le gare su strada e di RunCzech.
A Napoli, come ad Avellino o tra i tornanti della Costiera Amalfitana, bastano un paio di scarpette e un'oretta a disposizione perché il runner entri in azione. In estate come in inverno, con il sole o sotto la pioggia, la tabella di marcia per l'allenamento alla prossima gara non ammette negligenze.

"Il Sud Italia, però, è anche il regno delle società podistiche - racconta Capalbo -. Molto più che al Nord o negli altri Paesi europei. In Campania le società sono le principali protagoniste nelle dinamiche di organizzazione e partecipazione alle gare. Se altrove fioccano le iscrizioni di atleti singoli alle gare più o meno importanti, in Campania sono soprattutto le iscrizioni delle squadre a fare la differenza. Il rapporto tra la Fidal e gli enti di promozione sportiva  sono un'altra 'anomalia' tutta italiana, naturalmente presente anche in Campania - aggiunge -. Sarebbe auspicabile la nascita di nuove regole, ispirate allo stesso principio di unione che regna tra i runner".   Insomma, la corsa dovrebbe essere aggregazione, sana competizione, mentre le differenze tra le due forme di tesseramento creano attriti e divisioni tra atleti, società ed organizzatori.

In Campania la situazione degli impianti per allenarsi non è facile, le piste nelle grandi città o in provincia sono pressoché assenti. Napoli ha perso da tempo lo Stadio Collana per inagibilità; i runner napoletani possono far riferimento al momento alle sole piste di atletica del Parco Virgiliano e dello Stadio San Paolo. Non è migliore la situazione nelle altre province.
L'alternativa restano le strade cittadine, "prese d'assalto" dal popolo dei runner nelle primissime ore del mattino e poi le isole pedonali e i parchi urbani: il lungomare, il Real Bosco di Capodimonte, i giardini della Reggia di Caserta.
 
Capalbo conosce bene il potenziale di un calendario gare che cambia durante l'anno: "In Campania il numero delle gare va riducendosi con l'avvicinarsi della stagione estiva, causa il troppo caldo. Del resto nel periodo invernale il clima si mantiene intorno ai 10 gradi, tempo perfetto per gareggiare. Tra le manifestazioni sportive più grandi, attraenti e particolari c'è la Napoli City Half Marathon, che è stata la gara più partecipata di tutto il Sud Italia."
La Campania inizia a comparire sempre con più fermezza sullo scenario degli eventi podistici di richiamo internazionale. La manifestazione a maggior vocazione turistica per extra regionali e stranieri è la Sorrento-Positano, rinnovata per l'edizione 2017 nei due percorsi della Panoramica 27km e della Ultra Marathon 54km, ma sempre incentrata sugli spettacolari paesaggi della Costiera Sorrentina e Amalfitana.

Poi le altre gare campane storicamente importanti come la Telesia Half Marathon, Agropoli Half Marathon, StraSalerno. E dalla prima edizione del novembre 2014 anche Caserta ha la sua Reggia Half Marathon, che continua a riscuotere successi.
Con le scuole di atletica, sulla scia del dilagare del movimento podistico tra gli adulti, anche la Campania vede crescere il movimento giovanile: ci sono società storiche e società di recente formazione che puntano su questo settore. Sia per una questione di regolamenti, sia nel rispetto di caratteristiche e potenzialità legate all'età, i runner più giovani sono protagonisti nel mondo del mezzofondo: assenti da mezze maratone o distanze ancora più lunghe, la fanno da padroni nelle gare in pista sulle distanze più brevi.

Capalbo, con il suo gruppo Napoli Running, conosce le strade delle province campane e come è la situazione della sicurezza della corsa sull'asfalto e della corsa al femminile: "Se in Campania si corre e ci si allena soprattutto per strada, ciò non vuol dire che le strade siano sicure per i runner. L'assenza di marciapiedi, la scarsa manutenzione delle strade, i sampietrini, l'esigua illuminazione sono solo alcuni dei problemi a cui ci si deve adattare". Ciò nonostante, anche correndo in strada è sempre più frequente incontrare donne che si allenano. La corsa femminile è un fenomeno in aumento in Campania e in tanti casi è vista anche come una forma di riscatto del ruolo della donna in una società che a volte ancora è ancorata a vecchi stereotipi.

"Per raggiungere il numero di partecipanti registrati da altre gare, da Roma in su - sottolinea ancora Capalbo -  ci vorrebbero impianti sportivi efficienti, avere a disposizione piste, spogliatoi e docce oltre all'alternativa della strada. Tutto questo sarebbe per molti un incentivo a praticare la corsa. La promozione dell'atletica leggera nelle scuole, come attività sportiva nelle ore curricolari o come coinvolgimento degli studenti in veste di collaboratori volontari sui percorsi di gara, significherebbe ulteriore crescita della cultura del running e dei suoi valori tra i più giovani".
 
Napoli Running sa come si vende il 'prodotto Corsa': "Il marketing del running, con tutto il suo indotto, è un'incredibile ruota motrice per l'economia. E quelle gare che il salto di quantità l'hanno già fatto insegnano come, oltre alla qualità dell'organizzazione contino il marketing, la comunicazione, il saper creare seguito sui social, la capacità di valorizzare la propria gara e renderla unica. La crescita della qualità organizzativa e della comunicazione, unita agli scenari inimitabili che la Campania offre, può essere la chiave di volta per il grande salto".

Ad oggi per i runner campani è consuetudine, ogni domenica o in altri giorni festivi, incontrarsi nella miriade di gare più o meno 'strutturate' che si tengono un po' ovunque, nelle città e soprattutto nei piccoli paesi. Nello stesso tempo, lo sviluppo dei collegamenti aerei diretti, dei treni alta velocità, di agenzie e tour operator specializzati nell'organizzazione di pacchetti incentrati sulle gare podistiche, ha fatto sì che anche i podisti campani siano sempre più presenti nei grandi eventi di atletica nazionali ed internazionali. Non resta che continuare ad invertire la direzione e andare a correre tra i tesori della regione Campania. Dalla Costiera Amalfitana al lungomare di Napoli si potrà conoscere una regione bellissima. La forza delle gambe e la cultura dello sport potranno sostenere un cambiamento del nostro senso civico.
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