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Giovanni, runner non vedente: "Così i profumi e i ricordi guidano la mia corsa"

Salvador, 59 anni, ha perso la vista nel 1992. Ha scoperto la passione per la corsa quattro anni fa, grazie anche all'amico Roberto che lo accompagna nelle gare: "Mentre andiamo, mi descrive boschi, torrenti e paesaggi"
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CONEGLIANO - Il profumo del mosto d'estate e quello della nebbia che sfuma le colline del Prosecco Superiore d'inverno. L'odore di caffè che arriva dalla vicina torrefazione e poi il bosco, la natura che si muove all'ombra degli alberi. Il racconto della corsa mattutina di Giovanni Salvador, podista diventato cieco a seguito di un incidente nel 1992, è l'immersione in una dimensione che troppe volte sfugge a chi pensa solo al cronometro.  "La corsa per me è un insieme di sensazioni che si uniscono e a cui non si presta attenzione quando si ha la possibilità di vedere". Come il silenzio. Quello che lo attende alle 5:35 quando si allena con il gruppo di podisti coneglianesi capitanato da Roberto Sales, il primo a rispondere al suo appello per la ricerca di un compagno che lo guidasse nella corsa durante il lockdown.

"Avevo messo un post su Facebook per cercare qualcuno che mi accompagnasse negli allenamenti nella zona di Conegliano - racconta Salvador -. Solitamente utilizzo la corsia più interna del campo di atletica con il bastone che mi fa da guida, ma lo stadio comunale era chiuso e cercavo un contatto per allenarmi in compagnia". Dalle corse sulle colline della città del Cima alle gare il passo è stato breve. Giovanni Salvador ha recentemente chiuso la Cortina Dobbiaco, la corsa organizzata da Gianni Poli (ex vincitore della maratona di New York), in 2 ore e 36 minuti. Al suo fianco proprio l'amico Sales conosciuto su Facebook durante la pandemia: "Un grandissimo grazie all'amico Robi per questo fantastico regalo e per avermi fatto divertire e soprattutto godere con i suoi occhi di un paesaggio tra i più belli al mondo", è il post pubblicato subito dopo la gara.

Salvador non è cieco assoluto dalla nascita, la vita lo ha privato della vista circa 29 anni fa, lasciando dentro di lui un album di colori, paesaggi, scorci. "Io ci vedevo, quindi ho delle memorie fotografiche e con gli occhi di chi mi accompagna riesco ad immaginare il paesaggio mentre corro - racconta il 59enne -. Roberto, che era a mio fianco, mi descriveva boschi e torrenti e per me è stato come rivivere quei panorami che faccio d'inverno con gli sci da fondo. Quando corro mi dimentico di non vedere".  Quella per la corsa è una passione nata solo quattro anni fa, imbattendo in un cordolo diventato un compagno e un coach fedele quanto indispensabile.  "Camminare liberamente in città per un non vedente non è semplice, ci sono molti ostacoli ed è rischioso, per mantenermi in forma ho iniziato a camminare nella pista di atletica di Conegliano. Un giorno con il bastone ho sentito il cordolo che si trova nella parte interna della prima corsia e mi sono detto che potevo provare a correre. Da quel giorno mi alleno almeno due o tre volte la settimana in quella pista e gli altri giorni mi unisco al gruppo delle 5.35 di Conegliano per gli allenamenti collinari".

Il silenzio di quell'ora, lontano dal traffico, è per Salvador un elemento fondamentale così come lo è per tutti coloro che non vedono e rischiano di essere disturbati dal ronzio del traffico: "Sarebbe auspicabile che nelle città ci fossero delle piste ciclopedonali dove correre o dei percorsi dedicati", è il suo messaggio a chi ancora non pensa alla mobilità debole. "Mancano dei percorsi dove anche i non atleti possano fare delle attività, siamo costretti a rivolgerci a strutture a pagamento che non tutti possono permettersi. Creare le condizioni giuste è un trampolino per avvicinare tutti allo sport". L'ultimo post Facebook di Giovanni Salvador è una lezione per tutti: "Ripresi gli allenamenti sulla splendida pista dello stadio di Conegliano. Bello poter correre in autonomia ad occhi chiusi grazie al cordolo che mi fa da guida. Ragazzi ma quanto fortunati siete a poter correre liberamente dove e quando volete. Che invidia!!!".