KITZBUEHEL - Un podio per ricominciare. Dominik Paris è 3° nella discesa sulla Streif dove è stato re tre volte (e una in superG). Nella libera che a Kitzbuehel recupera quella cancellata di Wengen, l’azzurro della Val d’Ultimo chiude con un ritardo di 56 centesimi dal vincitore, lo svizzero Beat Feuz (1’53’’77) che a 33 anni arriva al suo primo successo sulla mitica pista di Kitzbuehel, solitamente il fulcro del tifo dello sci, ma quest’anno senza pubblico causa pandemia. Secondo a 16 centesimi dalla cima è l’austriaco Matthias Mayer, 30 anni, campione olimpico nella disciplina a Sochi 2014. Una gara tormentata, caratterizzata da due brutte cadute e più volte interrotta dal vento, particolare quest'ultimo che ha indotto gli organizzatori a chiudere la gara una volta sceso il trentesimo atleta.
Sabato è in programma una seconda discesa, quella consueta del sabato sulla Streif. Dominik ci si avvicina con fiducia e sollievo dopo un ulteriore passo che lo riporta tra i grandi: il suo ultimo podio risaliva al 18 gennaio 2020 (2° in discesa a Wengen), mentre l’ultimo successo al 28 dicembre 2019 (discesa Bormio). E per lui è stato un lungo viaggio fino a questo podio: infortunato l’anno scorso proprio alla vigilia della sua gara in Austria (legamento crociato anteriore del ginocchio destro), ha fatto ovviamente fatica a ritrovare il ritmo. “Tornare sul podio dopo circa un anno è una storia che mi dà emozione. E’ stato un percorso lungo, dove mi era richiesta tanta disciplina, calma e pazienza che io non ho, quindi difficile da gestire. Ma ho spinto sul limite e mi pare di esserci riuscito”.
La fiducia acquisita a Bormio
Eccome. Dopo il 4° posto a Bormio a fine dicembre, il metallaro delle nevi, 31 anni, si era giustamente sentito in ripresa come ha detto prima della gara: “Le gare di Bormio mi hanno dato quella fiducia che cercavo, ultimamente sono riuscito ad allenarmi tanto, qui c'è sempre un'emozione diversa rispetto ad altre piste, certamente conoscere bene i segreti di un tracciato come questo mi aiuta, anche se non vuol dire che è più facile”. Anzi. Un risultato nella discesa più famigerata del Circo, aiuta: “Sì ho fiducia in più, domani un’altra occasione, vediamo perché forse il tempo sarà un po’ brutto. Neve molto veloce, su è liscia e sotto molle, ci sono dei passaggi molti tosti e difficili, non c’è spazio per sbagliare, se spingi al limite prendi dei rischi, ma questa è Kitz. E io ci riproverò”.
Urs Kryenbuehl, una caduta terribile
Testimonianza anche quest’anno della voracità della Streif, due cadute, la più brutta quella dello svizzero Urs Kryenbuehl, 26 anni, volato a 140 km orari nel salto finale prima del traguardo, è atterrato violentemente con la spalla destra e la testa al suolo girando più volte su se stesso. Momenti di terrore, con Feuz che dal leader corner che sollecitava l’intervento dei soccorsi. L’elvetico, che è rimasto per vari secondi immobile ma che sembra essere restato cosciente, ha ricevuto le prime cure sulla pista, poi è stato imbracato e portato in ospedale in elicottero.
Poco prima, il crash dello statunitense Ryan Cochran-Siegle: il vincitore del superG della Val Gardena è scivolato a tutta velocità sull’Hausbergkante finendo nelle reti. Per fortuna, sembrerebbe senza gravi conseguenze: è riuscito a slacciarsi gli sci da solo e a muoversi. Per precauzione, a gara interrotta, è stato anche lui portato all’ospedale in elicottero.