A terra. Sulla neve amata, sulla neve cattiva. "Non ce la faccio più". L'ultima immagine della coppa del mondo che saluta un inverno aspro nel giorno della primavera, è quella di una Federica Brignone 4ª, esausta, spenta, svuotata. "Non ho più motivazioni". La guerriera cede le armi. Il trofeo generale che la valdostana ha vinto l'anno scorso in anticipo per interruzione causa pandemia, è passato nelle mani di Petra Vlhova, prima slovacca a riuscire in un'impresa che Bratislava festeggerà a lungo. A raccogliere il premio del gigante dalle mani di Fede, alzandolo al cielo pesto di Lenzerheide, è la compagna di nazionale Marta Bassino, già laureata due settimane fa a Jasna nella specialità. Ma adesso la piemontese, 25 anni, 4 successi e un 3° posto tra i pali larghi (e oro nel parallelo mondiale di Cortina), soltanto settima nell'ultima gara in Svizzera vinta dalla neozelandese Alice Robinson (seconda l'americana Mikaela Shiffrin, terza la slovena Meta Hrovata) può davvero rendersi conto di quanto luccica questo cristallo: "Fa impressione, dietro c'è tutto il lavoro di un anno, di tutte le persone che mi hanno aiutato, di una squadra e di un mondo, davvero".
L'Italia, un'altra volta, trainata dalle donne: a Sofia Goggia la coppa di discesa dopo 4 successi e un 2° posto, prima di infortunarsi a una settimana dai campionati a Cortina e rimettersi in piedi in tempi record per le finali. Alla bergamasca, campionessa olimpica di libera, sono bastati i precedenti enormi di questa stagione per aggiudicarsi la classifica della velocità, visto che l'ultima libera (come pure i superG) è stata cancellata per maltempo. Invece per Brignone, quest'anno (quasi) solo dolori nonostante il successo nel superG di Val di Fassa 7 giorni dopo un Mondiale per lei disastroso (5 gare su 5 fallite), il primo e ultimo di un anno pieno di tormenti (eppure con 2 secondi posti e due terzi posti). Qualcosa sembra essersi rotto, dentro Fede, che a 30 anni e dopo una lunga corsa, ha solo bisogno ora di fermarsi. Ossessionata dall'idea di dover dimostrare di aver meritato la coppa 2020, ha sofferto tutto: le gare, i successi delle compagne di squadra, il contesto attorno. Dentro la squadra si sono acuite tensioni già vive fino a esplodere proprio ai Mondiali in casa. La visita a sorpresa di una Goggia ancora zoppicante a Cortina nel giorno del gigante ha infastidito Federica, assente nel selfie delle azzurre. Una nazionale divisa. "Spero di non fare un'altra stagione del genere, proprio nel modus di viverla, sono contenta di come l'ho chiusa perché ho lottato con la stanchezza e la poca motivazione, oggi non me ne fregava davvero nulla della gara. Ho davvero bisogno di staccare, di fare una pausa, spero di ritrovare presto la motivazione per allenarmi, perché fare gare così ha poco senso. Ci vuole un cambiamento nella mia testa, altrimenti non so se mi rivedrete il prossimo anno. Non è detto che sia al cancelletto, anche se sono fiduciosa di ritrovarmi". Parole disperate e sfinite, consapevoli di esserlo. A terra, Fede sentirà col cuore fermo qual è il battito della neve.
Brignone a terra, stella da ricostruire: “Non ce la faccio più”
di Alessandra Retico
Chiusa la stagione dello sci, l’Italia delle donne vincenti si porta a casa due coppe con Bassino e Goggia.
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