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Sofia Goggia, caduta durante la discesa libera di Zauchensee. Vince Gut-Behrami

Sofia Goggia
Sofia Goggia (afp)
La campionessa azzurra era nettamente al comando, ha perso uno sci ed è volata nelle reti. Tanta paura ma nessuna conseguenza. Successo della svizzera, quarto posto per Nadia Delago, sesta Federica Brignone
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Sofia cade (senza conseguenze), Lara ha strada aperta: la discesa di Zauchensee interrompe il dominio di Goggia nella libera che dura dalla fine della scorsa stagione (6 successi di fila, di cui 3 quest'anno su 4 gare, oltre a due centri anche in superG). La bergamasca, 29 anni, campionessa olimpica uscente che anche in Austria aveva dato segni di poter allungare al comando (2^ e 1^ nelle due prove cronometrate) della classifica di specialità e approfittare anche dell'assenza della sfidante, l'americana Breezy Johnson ferma per una ferita al ginocchio, col pettorale 5 e dopo un minuto dal via e con i parziali che la danno già in vantaggio (di 41 centesimi) sulla leader del momento, la tedesca Kira Weidle, si inclina un po', perde l'appoggio interno, allarga lo sci sinistro, si sgancia il destro e scivola finendo contro le reti. Si siede, ormai senza entrambi gli sci, si tocca il petto, la botta c'è. Si rialza, rimette gli attrezzi e arriva al traguardo. Controlli dal fisioterapista, qualche massaggio per il colpo al collo e alla schiena, ma sembra non ci siano danni gravi.

Però molta rabbia e altrettanto paura sì, a 19 giorni dall'inizio delle Olimpiadi di Pechino: l'anno scorso, in pienissima forma, saltò i Mondiali di Cortina per una caduta in allenamento a Garmisch a una settimana dall'inizio dei campionati in casa. "Non so cosa ho fatto" dice con un'imprecazione al parterre senza sapere che ci sono i microfoni aperti. Spiega e mima, agli allenatori e al suo skiman Barnaba Greppi, la dinamica dell'incidente. Con un'espressione di contrarietà che non ha bisogno di parole. "Sono ammaccata e dolorante ma fortunatamente integra" dirà successivamente. "Sono caduta nella zona della compressione, penso di avere preso un dossettino con la neve, mi è partito uno sci e poi mi si è staccato l'altro e sono finita nelle reti, finendo da 100 km/h a 0 nel giro di un secondo. Mi dispiace veramente tanto perché stavo andando veramente forte. Farò tutte le terapie e domenica cercherò di essere al via del supergigante, vedendo anche come si sentirò quando mi sveglierò".

La corsa si interrompe. Lassù in alto, in attesa, c'è Lara Gut-Behrami. Che sorride guardando il cellulare. Poi, col pettorale 9, scende sapendo che può essere il suo giorno e lo è: la svizzera sembra non avere alcuna forza contraria, neanche quando dopo un salto si scompone senza però perdere la traiettoria. Chiude in scioltezza per il suo 34° successo in carriera in 1'47''78, con 10 centesimi di vantaggio sulla tedesca (circa 2,84 metri) la quale rimane 2^ sul podio. Terza (a +0''44) l'austriaca Ramona Siebenhofer. E sotto il podio, una straordinaria sfilata azzurra: 4^  a +0''52 dalla svizzera, la gardenese Nadia Delago, 24 anni, e 6^ Federica Brignone (a +0''87). Domani in Austria è in programma il superG: Sofia cercherà di certo il riscatto.

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