Federico Vietti: "Nessuno mi ha detto di andare piano nelle gare di qualificazione per le Olimpiadi"
di Marco Mensurati , Fabio Tonacci , di Marco Mensurati, Fabio TonacciROMA. L'intervista non comincia benissimo. "Da due giorni mi arrivano insulti e minacce di morte sui social, mi scrivono che sono un antisportivo e un truffatore...", racconta Federico Vietti, 25 anni appena compiuti. È uno dei due sciatori italiani coinvolti nello scandalo delle presunte discese taroccate rivelato da Repubblica: gare preolimpiche disputate tra novembre e gennaio in cui i migliori hanno fatto performance pessime, consentendo la qualificazione a Pechino 2022 ad atleti di valore tecnico basso di nazioni come Ghana, Giamaica, India, Taiwan. Vietti ha partecipato alla competizione indoor di Dubai.
Come spiega le quattro manche disastrose da 70-80 punti, quando il …
ROMA. L'intervista non comincia benissimo. "Da due giorni mi arrivano insulti e minacce di morte sui social, mi scrivono che sono un antisportivo e un truffatore...", racconta Federico Vietti, 25 anni appena compiuti. È uno dei due sciatori italiani coinvolti nello scandalo delle presunte discese taroccate rivelato da Repubblica: gare preolimpiche disputate tra novembre e gennaio in cui i migliori hanno fatto performance pessime, consentendo la qualificazione a Pechino 2022 ad atleti di valore tecnico basso di nazioni come Ghana, Giamaica, India, Taiwan. Vietti ha partecipato alla competizione indoor di Dubai.
Come spiega le quattro manche disastrose da 70-80 punti, quando il suo ranking è 49?
"Sono arrivato a Dubai senza essermi allenato in estate e in autunno. L'impianto indoor è molto corto, tant'è che le manche duravano circa 18 secondi, ha una pendenza poco accentuata e la neve è semplice. C'è stato quindi un livellamento delle prestazioni generale".
Perché però anche Terzic, Tola e Lokmic, gli altri tre top level in gara, hanno fatto tempi scarsi?
"Credo che fossero lì per fare allenamento. È usuale nel nostro sport. Ma non voglio parlare di loro, non conosco le loro motivazioni".
Ma lei, che è stato anche nel giro della Nazionale, perché ha partecipato a una gara così lontana e così inutile per il suo ranking?
"A Dubai sono andato con una doppia veste: di allenatore di un ragazzo della federazione ungherese che, si badi bene, aveva già ottenuto i requisiti per le Olimpiadi, e di atleta. Ho sfruttato l'occasione, ed era un'occasione ottima: gli impianti indoor sono molto allenanti, puoi fare diverse manche in una sola giornata".
Chi le ha pagato la trasferta?
"Lo sciatore ungherese ha pagato il biglietto aereo, è normale in questi casi. Io, per non gravare su di lui, ho dormito a Dubai a casa di un amico".
L'iscrizione l'ha fatta da solo?
"Ho fatto richiesta al mio sci club, come è prassi. Chi l'abbia fatta materialmente non lo so".
A Dubai avrebbero influito le particolari condizioni dell'impianto indoor. Eppure nei due successivi eventi, in Montenegro e in Liechtenstein, su piste all'aperto e di discreta pendenza, si è verificata la medesima anomalia: i migliori hanno toppato, i peggiori hanno ottenuto il pass olimpico. Come è possibile?
"Avendo quelle gare pochi iscritti, gli atleti di minor livello hanno potuto sfruttare il fatto di partire con un numero di pettorale molto basso rispetto al solito, entro i primi 15 o poco dopo. Lo stato del manto nevoso della pista conta, di solito scendono in centesima posizione o anche oltre".
E le defaillance dei top level?
"Non so, forse non hanno trovato feeling con la neve, o sono caduti. Non ho notato niente di anomalo".
Il presidente federale Flavio Roda crede alla vostra innocenza ma ritiene che potreste essere finiti "in qualcosa di più grande di voi".
"Gli eventi di Dubai e Montenegro erano regolari. Nessuno mi ha detto di andare piano apposta, neanche quando sono stato primo in classifica".
Uno sciatore minorenne in Montenegro sostiene di essere stato minacciato di morte per non andare troppo forte.
"Non so che dire, non mi sono accorto di niente. Viste dall'esterno e leggendo solo la classifica quelle tre gare possono sembrare strane, ma io che le ho vissute dall'interno dico che erano gare come le altre".