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Sofia Goggia, la vittoria e il nemico invisibile: "Qui sciamo a meno 54 gradi"

L'azzurra ha vinto in Canada la prima discesa dell'anno a - 20 toccando i 141 km/h di velocità: nei giorni scorsi su Instagram (citando una frase del governatore De Luca) aveva calcolato che la temperatura in gara potesse scendere sotto i cinquanta
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Non c’era solo Corinne Suter tra le avversarie di Sofia Goggia, c’era qualcos’altro di invisibile ma altrettanto presente nell’aria, oltre alla svizzera che lo scorso febbraio aveva soffiato all’azzurra la medaglia d’oro a Pechino. Negando la più emozionante delle conclusioni dopo il miracoloso recupero seguito alla caduta di Cortina. Sofia Goggia l’aveva già avvertito da giorni, arrivando a Lake Louise dove venerdì ha vinto la prima discesa dell’anno. Per “denunciare” il nemico trasparente, aveva preparato un post su Instagram utilizzando addirittura un meme con la voce del governatore della Campania Vincenzo De Luca: “Non voglio fare commenti perché andrei oltre il codice penale” si sentiva in sottofondo mentre Sofia inquadrava il cruscotto della vettura in Canada. Un'immagine impietosa che riportava -32 gradi di temperatura esterna. Sofia spalancava gli occhi, e si copriva naso e…

Non c’era solo Corinne Suter tra le avversarie di Sofia Goggia, c’era qualcos’altro di invisibile ma altrettanto presente nell’aria, oltre alla svizzera che lo scorso febbraio aveva soffiato all’azzurra la medaglia d’oro a Pechino. Negando la più emozionante delle conclusioni dopo il miracoloso recupero seguito alla caduta di Cortina. Sofia Goggia l’aveva già avvertito da giorni, arrivando a Lake Louise dove venerdì ha vinto la prima discesa dell’anno. Per “denunciare” il nemico trasparente, aveva preparato un post su Instagram utilizzando addirittura un meme con la voce del governatore della Campania Vincenzo De Luca: “Non voglio fare commenti perché andrei oltre il codice penale” si sentiva in sottofondo mentre Sofia inquadrava il cruscotto della vettura in Canada. Un'immagine impietosa che riportava -32 gradi di temperatura esterna. Sofia spalancava gli occhi, e si copriva naso e bocca con lo scaldacollo. Poi commentava: “-32 gradi + una discesa libera a 120 km/h = Wind Chill -54 !!!”. Uno degli incubi dei discesisti, che vivono una percezione di freddo diversa dagli spettatori, già congelati con cappotti, guanti e cappelli di lana addosso. Niente di paragonabile alle tutine degli sciatori, ma nemmeno alla velocità in pista che moltiplica la penetrazione del freddo. Unica salvezza, per le atlete e gli atleti, l’adrenalina che crea calore corporeo attraverso il battito cardiaco accelerato.

Senza arrivare ai picchi dei giorni precedenti, il gelo ha comunque flagellato la discesa che ha riconfermato la regina italiana della discesa. Meno 20 gradi: ma se la temperatura è stata leggermente meno terrificante, si è alzata invece la velocità di punta, che non è stata quella immaginata da Sofia (120 km/h) ma ha superato addirittura i 143 km/h dell’austriaca Ramona Siebenhofer (e l’azzurra è arrivata a 141). Come succede spesso in condizioni estreme, le atlete hanno attaccato cerotti protettivi sul viso, creando curiose combinazioni cromatiche: se Sofia si è difesa con due bande blu, l’austriaca Nina Ortlieb ha messo una specie di passamontagna adesivo giallo, mentre l’americana Breezy Johnson ha scelto uno squillante blu con la scritta USA.

L'austriaca Christine Scheyer al traguardo (reuters)

Una scena vista anche in passato, per superatleti a cui non basta una resistenza incredibile alla fatica e al freddo per affrontare certe giornata in montagna. Le doppie calzamaglie, oltre ai cerotti, fanno parte del kit del perfetto discesista. Disse una volta Peter Fill, ai Mondiali 2007 di Are: “Cosa significa questo freddo? Che non mi devo far la barba la mattina. Mi basta fare la discesa, all'arrivo sono bello sbarbato". In quell’occasione gli organizzatori diffusero un comunicato in cui mettevano in guardia gli spettatori dalle bruciature per il gelo: “In quel caso riscaldatevi pelle contro pelle. Se si congelano le dita dei piedi, riscaldatele contro l'addome o le ascelle".

Dopo l’estate più bollente, Sofia Goggia riporta il gelo dell’inverno nelle case degli italiani. Ma lei sa come renderlo meno amaro: a Lake Louise ha vinto subito.