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Mondiali di sci, il fratello-coach Davide Brignone: "Momenti indimenticabili. Federica ha lottato per me, è una tosta"

Federica Brignone con il fratello Davide 
La neocampionessa del mondo si era anche allontanata dalla Nazionale: ora lui è inquadrato come coach personale: "Siamo una coppia collaudata, sin da bambini andiamo d'accordo. Sono sei anni che lavoriamo insieme"
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Per quel ragazzo alto, con un paio di vite già vissute a 29 anni, una carriera di sciatore stroncata dagli infortuni, Federica Brignone ha lottato e si era anche allontanata dalla Nazionale. Oggi il fratello Davide è inquadrato dalla Fisi come coach personale della neo campionessa del mondo.

Davide, è stato un abbraccio pieno di significati il vostro.
"È il sesto anno che seguo Federica, siamo una coppia collaudata. Lavoriamo per momenti come questo, lei aveva già vinto medaglie con me ma stiamo parlando di un oro, una soddisfazione enorme".

Federica ha sempre detto di stare bene accanto a lei.
"Sin da bambini andiamo d'accordo, abbiamo vissuto tanto assieme. Ci siamo allontanati negli anni dell'adolescenza, com'è normale per una quattordicenne che ha tre anni più del fratello, ma senza mai perderci. Quando ho finito di fare l'atleta, mi sono dedicato a lei".

Per quel ragazzo alto, con un paio di vite già vissute a 29 anni, una carriera di sciatore stroncata dagli infortuni, Federica Brignone ha lottato e si era anche allontanata dalla Nazionale. Oggi il fratello Davide è inquadrato dalla Fisi come coach personale della neo campionessa del mondo.

Davide, è stato un abbraccio pieno di significati il vostro.
"È il sesto anno che seguo Federica, siamo una coppia collaudata. Lavoriamo per momenti come questo, lei aveva già vinto medaglie con me ma stiamo parlando di un oro, una soddisfazione enorme".

Federica ha sempre detto di stare bene accanto a lei.
"Sin da bambini andiamo d'accordo, abbiamo vissuto tanto assieme. Ci siamo allontanati negli anni dell'adolescenza, com'è normale per una quattordicenne che ha tre anni più del fratello, ma senza mai perderci. Quando ho finito di fare l'atleta, mi sono dedicato a lei".

È stato un talento, fermato dagli infortuni: addirittura un danno alla spina iliaca tirando un rigore.
"Mi sono fatto male anche per colpa mia, nessuna scusa, la mia carriera è andata così: la gestione del corpo dipende da noi stessi, ho dato poca importanza alla prevenzione degli infortuni e l'ho pagata. Ho avuto più successo come allenatore".

Le sue esperienze le usa anche per proteggere sua sorella?
"Siamo diversi, ma ho cercato di aiutare Fede su aspetti che ho vissuto in modo negativo. Ho saputo dirle: "Questo con me non ha funzionato"".

Danza acrobatica, windsurf, arrampicata, tennis: anche Federica ama altre discipline.
"I nostri genitori ci hanno sempre portato a fare sport, senza imporcelo. Tante esperienze diverse, io giocavo a calcio, Fede pattinava: abbiamo fatto dello sport la nostra vita. In Sardegna era un problema tirarci fuori dall'acqua, nostro padre ligure ci ha trasmesso l'amore per l'acqua".

Sua sorella ha fatto a braccio di ferro con la federazione per averla come allenatore. 
"È stata tosta: difficile per lei sapere che c'era una persona che poteva farle del bene, e dover lottare per dimostrare la sua utilità. I risultati hanno parlato, lei è sempre andata bene con me, lo ha capito anche la federazione".