Elena Fanchini, favola d'argento senza lieto fine
dal nostro inviato Mattia Chiusano , dal nostro inviato Mattia ChiusanoMERIBEL – Quando non c’era più Deborah Compagnoni, e non c’era ancora Sofia Goggia, lo sci italiano scoprì all’improvviso le Fanchini Sisters. Elena, Nadia, e più avanti avrebbe fatto qualche apparizione in Coppa del mondo anche la più piccola, Sabrina. Allegre, sorridenti, unitissime, innamorate delle canzoni di Vasco Rossi. Spericolate quindi, come le loro picchiate in discesa, che qualche volta finivano malissimo. Ai Mondiali di Bormio del 2005, quando la sci italiano erano Giorgio Rocca e Karen Putzer, apparvero all’improvviso come la grande novità, Elena a nemmeno vent’anni conquistò la medaglia d’argento in discesa alle spalle dell’immensa Janica Kostelic, dedicandola a Marco Pantani scomparso l’anno prima. Sembrava l’inizio di una storia di grandi successi. Col tempo la favola è virata sul dramma sportivo per i tanti infortuni delle due sorelle, e da mercoledì in …
MERIBEL – Quando non c’era più Deborah Compagnoni, e non c’era ancora Sofia Goggia, lo sci italiano scoprì all’improvviso le Fanchini Sisters. Elena, Nadia, e più avanti avrebbe fatto qualche apparizione in Coppa del mondo anche la più piccola, Sabrina. Allegre, sorridenti, unitissime, innamorate delle canzoni di Vasco Rossi. Spericolate quindi, come le loro picchiate in discesa, che qualche volta finivano malissimo. Ai Mondiali di Bormio del 2005, quando la sci italiano erano Giorgio Rocca e Karen Putzer, apparvero all’improvviso come la grande novità, Elena a nemmeno vent’anni conquistò la medaglia d’argento in discesa alle spalle dell’immensa Janica Kostelic, dedicandola a Marco Pantani scomparso l’anno prima. Sembrava l’inizio di una storia di grandi successi. Col tempo la favola è virata sul dramma sportivo per i tanti infortuni delle due sorelle, e da mercoledì in tragedia con la morte di Elena. Scomparsa a 37 anni nella sua casa di Solato, in provincia di Brescia, per un tumore che l’ha tormentata dalla fine del 2017 in poi. In una nazionale di ragazze cresciute tra piste, hotel, aeroporti, skiroom, tutte temevano e Sofia Goggia, lo scorso gennaio a Cortina, non aveva dubbi sulla dedica per il suo successo in discesa: "È per Elena Fanchini che sta attraversando un momento delicato".
Elena Fanchini e il tumore
Dopo sei edizioni dei Mondiali e tre delle Olimpiadi, dopo due vittorie in Coppa a Lake Louise nel 2005 e a Cortina nel 2015, la corsa di Elena si è fermata il 17 dicembre 2017, nel superG di Val d’Isere: è l’ultima sua gara, poco prima di sentirsi male e annunciare di essere malata alla vigilia delle Olimpiadi di PyeongChang. “È un gene ereditato da mia madre, e lei da mia nonna” spiegherà. “Io sono la prima della famiglia a manifestarlo”. Ma per lei si tratta solo di un incidente di percorso, una distrazione dai successi che vuole ancora ottenere nello sci. Non la inibisce nemmeno un intervento chirurgico lungo sei ore. Infatti dopo la terapia riprende ad allenarsi, e l’estate successiva non parte per il Sudamerica solo per precauzione. Non che non fosse stata chiara: “La vita mi ha messo davanti a questa nuova prova e non sto tanto a farmi domande sul perché e per come. Prima lo accetto meglio è, voglio solo tornare a sciare”. Ma il ritorno in Coppa del mondo non avverrà mai.
Elena Fanchini e la sorella Nadia: amore per gli sci
A quelle giornate in Valtellina, nel 2005, sulla pista di Santa Caterina Valfurva in titolata a Deborah Compagnoni, Elena Fanchini ripensava spesso. Trasportandole in una dolce nostalgia della diciannovenne promessa che era stata a quei Mondiali, prima degli infortuni a ripetizione, delle delusioni unite a qualche soddisfazione. Prima di cominciare la battaglia più dura. "Quelle giornate le ricordo come le più belle della mia vita. Fu tutto magico”. Lei, e sua sorella Nadia, le resero indimentibabili.