MERIBEL – Un Mondiale stregato, per Sofia Goggia. Niente oro, niente medaglia, niente classifica addirittura, perché nel finale la bergamasca ha inforcato una porta rossa ed è stata squalificata. La sua superiorità netta in discesa per tutta la stagione non si è concretizzata in una medaglia d’oro che ormai le manca da cinque anni, tra Olimpiadi e Mondiali. Quasi come un segno del destino dopo giornate di dolore per la morte di Elena Fanchini, Sofia ha sbagliato mentre a Solato di Pian Camuno si stava concludendo il funerale dell’amica.
Sin dall’inizio si è capito che l’azzurra non era al meglio, niente a che vedere con la prestazione del giorno prima in prova. Anche se al primo intermedio è in vantaggio di 8 centesimi, sul salto successivo atterra male allargando gli sci. Al secondo passaggio è indietro di 8 centesimi, cresciuti poi a 15, con una velocità leggermente inferiore rispetto alla francese Gauche. Su un altro salto dopo un minuto di gara atterra schiacciata, ma è in recupero, 9 centesimi ripresi in quel tratto. Quando lo stadio è ormai in vista, dagli errori si passa al pericolo: Sofia si appoggia pesantemente sul terreno a 112 kmh, quasi incrocia gli sci, viene catapultata in avanti col busto rischiando di schiantarsi ma resta in piedi mentre la velocità sale a 119 kmh. Non riesce a evitare la porta, che inforca con lo sci sinistra. Va fuori traiettoria, sulle curve finali, e taglia il traguardo terza a 47 centesimi dalla svizzera Flury e 43 dall’austriaca Ortlieb. Prima che le immagini ripropongano la sua inforcata da squalifica. Le prime due resisteranno fino alla fine: a vincere la svizzera Jasmine Flury, argento all’austriaca Nina Ortlieb, bronzo alla svizzera Corinne Suter. Migliore azzurra Elena Curtoni 13esima, davanti a Laura Pirovano 14esima, 18esima Nicol Delago.
“Sono dispiaciuta, è veramente un peccato, fa male sapere che nessun altro mi potrà ridare una chance di vincere una medaglia a questo mondiale. È stata una settimana tosta, ma la vita va avanti, pensiamo alle prossime gare, questo non cambia nulla nella mia bellissima carriera”.
Sofia Goggia si affida poi al più grande sciatore italiano per spiegare la sua giornata-no: “Tomba era il favorito nel 1989 a Vail e ha fallito. Lo era anche nel ‘91 a Saalbach e ’93 a Morioka, ha fallito ed era Alberto Tomba. Nel ‘96 a Sierra Nevada ha poi preso due ori. È andata così, le gare secche sono così. Comunque ero serena, non come ieri, ero tranquilla e concentrata, non avevo nuvole interiori”
Questo Mondiale, felice fino a mercoledì sera con i due ori di Federica Brignone in combinata e Marta Bassino in superG, si divide drammaticamente in due. C’è il prima, con le medaglie, e il dopo, con la notizia della morte a 37 anni di Elena Fanchini. Compagna di squadra delle azzurre, amica di Sofia Goggia, che aveva raccontato delle tre ore in lacrime, del pianto con Johnny Feltrin, allenatore della velocità. “Non ho mai pianto così in vita mia, ma d’altronde non avevo mai perso un’amica”. Per un triste gioco del destino, proprio mentre Sofia Goggia scendeva, nella chiesa parrocchiale di Solato di Pian Camuno si stavano svolgendo le esequie dell’azzurra morta dopo anni di lotta contro un tumore all’intestino. Alla presenza del marito Denis Ottelli Zoletti, dei genitori Giusy e Sandro, delle sorelle Nadia e Sabrina. “Di fronte a una morte precoce, aggressiva, sentiamo l’ingiustizia, siamo arrabbiati con Dio” ha detto il parrocco nell’omelia, “ma siamo certi che Elena è tra le braccia del Signore. Dalla vostra casa si vede l’Adamello, una finestra sull’eternità e sulla bellezza”.