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Mikaela Shiffrin sotto scorta: minacciata dagli ecologisti per l'uso dell'elicottero

Mikaela Shiffrin
Mikaela Shiffrin  (ansa)
La fuoriclasse statunitense, nonostante sia tra i firmatari di un documento per la protezione del clima, è contestata per i contatti tra il suo team e la società Hélicoptère de France
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MERIBEL – Paladina del clima, ma anche bersaglio degli ambientalisti. È uno strano Mondiale per Mikaela Shiffrin, che ha vinto finora un argento in due gare, buttando un oro in combinata, ed ha scoperto di essere stata contestata dal ramo francese del gruppo di attivisti "Extinction Rebellion" che la accusa di voli in elicottero mai effettuati. In una regione piena di eliporti per Vip, è diventata l’americana il simbolo dell’inquinamento con velicoli dannosi per l’ambiente. Le autorità della regione Hautes-Alpes, che vuole ospitare le Olimpiadi invernali del 2034 o del 2038, per precauzione hanno previsto anche una scorta personale alla vincitrice di 85 gare in Coppa del mondo e di quattro globi di cristallo.

Mikaela Shiffrin non è in questi giorni a Meribel e Courchevel, perché ha deciso di lasciare le sedi dei Mondiali e concentrarsi sul gigante di giovedì e lo slalom di sabato. Il suo campo di allenamento è a Orcières-Merlette, sulla pista Camille Ricou, a quaranta chilometri dalla base di Gap dove si è stabilita con il suo team. La sua scelta è stata ovviamente accolta con entusiasmo dalla stazione invernale, “È un grande onore e faremo di tutto affinché lei conservi un ricordo indimenticabile del suo soggiorno nelle Hautes-Alpes" ha annunciato Jordane Juschka, direttrice dell'Ufficio del turismo. Per la sua prima visita nel dipartimento era pronto anche un cesto gastronomico con tutte le specificità locali.

Ma non è andato tutto liscio, anzi. Presto si è diffusa la notizia di un contatto tra il Team Shiffrin e la società Hélicoptère de France con sede all'aerodromo di Gap-Tallard. Un elicottero avrebbe dovuto atterrare vicino allo stabilimento Les Olivades, portare Mikaela Shiffrin a Orcières, quindi riportarla indietro a fine allenamento. Un accordo smentita nettamente dall’entourage della campionessa, che proprio in questi giorni è la firmataria più in vista della lettera aperta alla federazione mondiale (Fis) del discesista austriaco Julian Schütter: un documento che ha raccolto grandi consensi per chiedere misure più concrete per la protezione del clima.

Shiffrin ha rifiutato l’elicottero francese, preferendo la più scomoda soluzione del trasporto su strada. Nonostante un recente inconveniente che ha costretto alla sostituzione di un veicolo del team per un danno ai pneumatici. E quando si parla di Team Shiffrin, bisogna considerare un blocco di una decina di componenti più quintali di materiale, comprese decine di sci. La soluzione più logica sarebbe stato un alloggio nella stessa stazione di Orcières Merlette, ma le vacanze scolastiche in Francia l’hanno reso impossibile. Dopo l’iniziale entusiasmo, Orcières ha fatto marcia indietro sull’elicottero di Mikaela Shiffrin, “contrariamente a quanto potrebbe essere stato scritto sui social, non è stato ancora deciso niente”.

Ma intanto si è messa in moto la macchina della protesta. Extinction Rebellion ha denunciato l'“eresia”, e organizzato una protesta pacifica a Gap con lo slogan “Né elicotteri né Olimpiadi” ("Ni hélicos, ni JO!"). Una beffa per una campionessa che ha aderito con entusiasmo ad un documento, firmato da 142 atleti tra i quali Aleksander Aamodt Kilde e Federica Brignone, che denuncia drammaticamente i rischi dello sci nell’era del cambiamento climatico: “Il nostro sport è in pericolo, presto non sarà più possibile produrre neve artificiale in diverse sedi della Coppa del Mondo”.

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