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Odermatt domina la Coppa del mondo: 15ª vittoria negli ultimi 20 giganti, aggancia Tomba e attacca Stenmark

Odermatt domina la Coppa del mondo: 15ª vittoria negli ultimi 20 giganti, aggancia Tomba e attacca Stenmark
(reuters)

Lo svizzero vince anche il secondo gigante in Alta Badia, con 1’05’’ di vantaggio su Schwarz: quarto successo sulla Gran Risa come Alberto, vicino il record di podi consecutivi dello svedese

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Si pensava che Marco Odermatt potesse essere affaticato, dopo l’intero trittico di gare in Val Gardena prove della discesa comprese: sbagliato. Si immaginava che dopo aver salvato il primo gigante in Alta Badia dall’attacco del croato Ivan Zubcic potesse avere una flessione nel secondo, magari leggera: sbagliato anche questa volta. Dopo una prima manche in cui ha messo in chiaro di sciare su un altro pianeta lo svizzero si è prima difeso, perdendo solo due decimi, poi ha spinto di nuovo fino a guadagnare ai piedi della Gran Risa un vantaggio finale di un secondo e 5 sul secondo classificato, l’austriaco Marco Schwarz, e 1’22’’ sul terzo, lo sloveno Zan Kranjec. Una prestazione maiuscola che si salda con statistiche che delineano un dominio attraverso le stagioni: negli ultimi venti giganti disputati si è piazzato sempre sul podio, con 15 vittorie tre secondi posti e due terzi. Dopo aver perso il record di vittorie assolute in Coppa strappato da Mikaela Shiffrin, Ingemar Stenmark potrebbe perdere a breve anche quello di podi consecutivi (22). La quarta vittoria in Badia fa invece raggiungere allo svizzero Alberto Tomba, che qui vinse nell’87, ‘90, ‘91 e ‘94, anni indimenticabili con decine di migliaia di tifosi al seguito.

Marco Odermatt tra l'austriaco Marco Schwarz e lo sloveno Zan Kranjec in Alta Badia

Marco Odermatt tra l'austriaco Marco Schwarz e lo sloveno Zan Kranjec in Alta Badia

 (afp)

L’impresa dei Mondiali di Courchevel

Nel conteggio di Odermatt manca la gara di Schladming dello scorso gennaio, saltata per un problema al ginocchio dopo la discesa di Kitzbühel. In quel periodo si stava avvicinando il Mondiale di Courchevel e Odermatt preferì risparmiarsi in vista del grande appuntamento. Bilancio in Francia: due ori, in gigante e nella discesa in cui non ha finora vinto in Coppa del mondo. Uno smacco al suo rivale, il norvegese Aleksandr Aamodt Kilde. Quello dello svizzero del cantone Nidwald, dove vive nel comune di Buochs, non è infatti un dominio che si limita al gigante in cui è già in testa al coppa di specialità: in quella generale guida con 92 punti su Schwarz e già 276 su Kilde, un vantaggio che rende irrealistica una rimonta quando siamo ancora a dicembre. In casa Odermatt insomma bisognerà fare spazio per altri trofei, dopo le due coppe generali, le due di gigante e quella di superG già conquistate. In un contesto così difficile per gli azzurri, che ormai da tempo inseguono i migliori, ha combattuto bene il 33enne Giovanni Borsotti, arrivato nono a 3’08’’ da Odermatt con il terzo tempo della seconda manche, 13° Filippo della Vite.

Odermatt: “Bello vincere sotto le Dolomiti”

Un leone stampato sul casco che descrive bene la sua ferocia sugli sci, Marco Odermatt si sta avvicinando sempre più ai grandi di ogni epoca con uno stile in realtà sobrio e sereno. Ama la natura, le passeggiate nei boschi, e la sua vittoria in Alta Badia l’ha subito abbinata allo scenario che lo circondava: “Due giorni meravigliosi, è così bello arrivare al traguardo con un'altra vittoria in questa atmosfera, nelle Dolomiti con l'ultimo sole della giornata”. Partecipa emotivamente alle gare dei colleghi, preoccupandosi quando cadono. Quando ha vinto l’oro mondiale in discesa Dominik Paris disse: «Di fronte a lui bisogna levarsi il cappello». Mentre Johan Clarey, vicecampione olimpico di discesa, lo chiamò il “Roger Federer dello sci”.

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