Mikaela Shiffrin e Taylor Swift: “Lei guida la mia vita, impazzirei a incontrarla”
di Mattia ChiusanoMikaela Shiffrin sul podio dopo la vittoria a Lienz
(afp)L’ha spronata, le ha asciugato le lacrime, le ha insegnato cosa significa essere una star adolescente, e che a un giù corrisponde sempre un su, basta allacciarsi le cinture e tenere duro. È stata la sua guida, anche se non si sono incontrate mai. E se anche succedesse, la reazione di Mikaela Shiffrin sarebbe questa: “Probabilmente inciamperei e rimarrei senza parole di fronte a lei”. Lei è Taylor Swift, che ha già scritto la storia del pop e del country pop ma evidentemente ha influssi anche su quella dello sport. Dello sci, in particolare, perché la più grande slalomista di tutti i tempi, 93 vittorie in Coppa del mondo, ha raccontato che le tappe della sua vita sono scandite dagli album della cantante, e spesso una canzone legge nella sua anima e influenza le sue reazioni in pista e fuori. Molto più di una fan, quasi una sorella separata alla nascita, se non fosse per quei sei anni di differenza tra le due. Ma è tutto in perfetta sincronia, seconda Mikaela, basta solo spostare le lan…
L’ha spronata, le ha asciugato le lacrime, le ha insegnato cosa significa essere una star adolescente, e che a un giù corrisponde sempre un su, basta allacciarsi le cinture e tenere duro. È stata la sua guida, anche se non si sono incontrate mai. E se anche succedesse, la reazione di Mikaela Shiffrin sarebbe questa: “Probabilmente inciamperei e rimarrei senza parole di fronte a lei”. Lei è Taylor Swift, che ha già scritto la storia del pop e del country pop ma evidentemente ha influssi anche su quella dello sport. Dello sci, in particolare, perché la più grande slalomista di tutti i tempi, 93 vittorie in Coppa del mondo, ha raccontato che le tappe della sua vita sono scandite dagli album della cantante, e spesso una canzone legge nella sua anima e influenza le sue reazioni in pista e fuori. Molto più di una fan, quasi una sorella separata alla nascita, se non fosse per quei sei anni di differenza tra le due. Ma è tutto in perfetta sincronia, seconda Mikaela, basta solo spostare le lancette del tempo: la fama precoce, il successo, le crisi, il dolore, la maturità. Taylor Swift li sperimenta prima di lei, come un’apripista, poi attraverso la sua musica la indirizza: “Ho passato quindici anni a studiarla e lei mi ha guidato in ogni passo. Sembra che la sua musica ti parli direttamente. Le sue esperienze risuonano dentro di te, ho sempre cercato di imparare da loro”.
Già quando era tredicenne, ma dotata di un talento smisurato, Mikaela Shiffrin ascoltava l’album Fearless, che parlava alla sua anima di futura campionessa timida. “Taylor è un grosso pesce in un grande stagno mentre io sono un grosso pesce in un piccolo stagno. Ma la sua musica fa capire come lei ha gestito tutte le attenzioni che la circondavano quando era adolescente. Io ho assorbito e assimilato, nella fase in cui ero un’introversa che doveva vivere una vita da estroversa, di fronte a telecamere e microfoni”. Vincendo le prime gare di Coppa e un oro olimpico all’età in cui si va alle superiori.
La lezione dell’album Reputation
Poi è arrivata l’epoca di Reputation, album che per Mikaela rappresenta gli alti e bassi di una carriera in cui lei è già capace di vincere 17 gare nel 2019, ma in un attimo si può perdere terreno: “Quell'album è stato creato mentre la reputazione di Taylor era in declino, o almeno così la percepiva lei, prima di tornare alla grande. Mi ha fatto sentire come se la vita fosse piena di flussi e riflussi, ma poi tutto andrà bene”. Quasi una premonizione, rispetto a quel che sta per succedere. Mikaela tocca il punto più doloroso della sua vita, quando una telefonata del fratello Taylor nel gennaio 2020 le annuncia che il padre Jeff ha avuto un incidente domestico: morirà quando sarà tornata dall’Europa la figlia, che per nove mesi non gareggerà più e alle Olimpiadi di Pechino non prenderà nemmeno una medaglia. Ma nel frattempo esce l’album Folklore, che fa breccia nel dolore soprattutto attraverso una canzone: Epiphany. Parla dell’angoscia degli operatori sanitari durante la pandemia, ma anche di soldati al fronte. Mikaela intravede analogie tra il testo e le sue giornate in ospedale, tra la scomparsa del padre e la lotta contro il cancro dei genitori della cantante, ma anche tra il racconto dei militari e la figura di un nonno impegnato nella Seconda guerra mondiale.
Shiffrin: "Tre ore di salti e canzoni a squarciagola”
Il finale è noto. Non solo Mikaela Shiffrin si è risollevata, ma ha battuto i record di Lindsey Vonn, Ingemar Stenmark e si sta preparando a superare le 100 vittorie in Coppa del mondo: è arrivata a 93. Non si pone più limiti, viaggiando in parallelo con la sua diva: “C'è un intero universo nella mente di Taylor Swift a cui non abbiamo ancora attinto, forse abbiamo sfruttato l'1% di ciò che può realizzare grazie alla sua musica. E penso al mio sci in modo simile. Adesso sono più vicina a raggiungere il mio potenziale, ma non si tratta solo di un disco o di un altro titolo”.
Mikaela Shiffrin ha assistito alla tappa dell'Eras Tour a Denver. Si è lasciata andare come non è immaginabile su una pista di sci: “Sono state tre ore di salti su e giù mentre cantavo ogni canzone a squarciagola”. Sente di avere la vita nelle sue mani, e un’amica invisibile a tracciarle la strada.
Shiffrin influenzata salta le gare di Altenmarkt-Zauchensee
Nel frattempo Shiffrin ha annunciato che salterà le gare di Altenmarkt-Zauchensee: non si è ancora ripresa dall’influenza. Dopo il 9° posto in gigante e lo slalom in cui ha inforcato nel weekend da dimenticare a Kranjiska Gora, è attesa al ritorno in pista a Flachau martedì 16 gennaio.