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Florian Schieder secondo nella libera di Kitzbuehel a 5 centesimi dal trionfo. Successo di Sarrazin

Florian Schieder

Florian Schieder

 (afp)

Grande prova dell’azzurro, che sulla mitica Streif si arrende al francese per un distacco quantificato a 1,43 metri

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Cinque maledetti centesimi. Per un niente Florian Schieder non è diventato il quarto azzurro a vincere la discesa di Kitzbuehel, domando la leggendaria Streif come solo Dominik Paris, Kristian Ghedina e Peter Fill. Se l’anno scorso il 28enne di Castelrotto si era piazzato secondo a 23 centesimi dall’austriaco Vincent Kriechmayr, un’impresa realizzata col pettorale numero 43, stavolta il margine è stato minimo, l’equivalente di 1,43 metri su una pista lunga 3312. A superarlo con un grande tratto finale il francese Cyprien Sarrazin, già vincitore dell’altra discesa monumento di Bormio.

Il vantaggio perduto nel finale

Schieder ha affrontato il celebre salto della Mausefalle (85 % di pendenza) atterrando dopo 32 metri, dimostrando subito di poter competere col fuoriclasse svizzero Marco Odermatt, leader provvisorio in quel momento. Dopo la Steilhang, un puro esercizio di equilibrismo ad alta velocità, ha imboccato a 101 kmh la stradina che non è il tratto più spettacolare della Streif, ma è sempre redditizio per chi sa scivolare e ha sci veloci: qui Schieder ha fatto la differenza, trovando un vantaggio cresciuto fino a 52 centesimi, mezzo secondo portato fino ad un altro passaggio celebre della Streif, la Hausbergkante in contropendenza che introduce allo schuss finale verso il traguardo e una folla di 50mila persone: qui Cyprien Sarrazin, in ritardo di 27 centesimi, ha tenuto la linea più alta, trovando una velocità superiore che gli ha permesso prima di portarsi a 0’’02, poi superare Schieder nelle ultime centinaia di metri. "Va comunque bene così: nella curva dopo l’Hausberg non ho rischiato al massimo anche per la visibilità, nello schuss finale sono uscito un po’ dalla linea giusta, ma chissà, cinque centesimi si possono perdere ovunque” ha commentato l’azzurro. Per lui è il secondo podio in Coppa del mondo: entrambi conquistati sulla pista del mito. Sabato un nuovo appuntamento, per la classica discesa dell’Hahnenkamm. Vicino al podio Dominik Paris, sesto a 0’’58.

Schieder, una carriera costellata da infortuni

Schieder ha gareggiato in Coppa del mondo 48 volte, un numero che poteva essere molto più alto se lui non fosse stato frenato dagli infortuni. Ai Mondiali di Cortina 2021 si è strappato il to crociato anteriore del ginocchio sinistro, subendo danni alla cartilagine e al menisco. Appena ripresa l’attività, ha scoperto che la cartilagine del ginocchio era ancora danneggiata, ed è tornato in sala operatoria. Dallo scorso anno riesce ad avere la continuità

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