L’Italia vince le Olimpiadi baby: ecco chi vuole imitare Sinner su nevi e ghiaccio. E c’è un fenomeno modenese
di
Mattia Chiusano
Flora Tabanelli (al centro) sul podio con l'oro del Freeski Big Air
A Gangwon la squadra azzurra sicura del primo posto nel medagliere dei Giochi giovanili invernali del Cio. Nel freestyle la 16enne Flora Tabanelli va già sul podio nella Coppa del mondo assoluta. Ori da sci alpino, biathlon e fondo, mentre nello slittino arrivano i figli d’arte
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Nei giorni in cui il paese è al settimo cielo per Jannik Sinner, passa quasi inosservata l’impresa di altri azzurri, giovanissimi, molto più del tennista, impegnati dall’altra parte del mondo. L’Italia ha vinto le Olimpiadi invernali giovanili 2024, è sicura di chiudere al primo posto nel medagliere. A un giorno dalla fine è arrivata a 11 ori, quota mai raggiunta in passato da altre nazioni, più tre argenti e tre bronzi. Si gareggiava a Gangwon, in Corea del sud, su alcuni degli impianti delle Olimpiadi invernali 2018. In gara atleti di tutto il mondo tra i quindici e i diciotto anni. È un evento del Cio, in pratica una baby Olimpiade partita nel 2010 a Singapore in versione estiva e nel 2012 a Innsbruck per le discipline invernali. Il marchio del Comitato Olimpico Internazionale dà le dimensioni dell’impresa: mai l’Italia era stata la più premiata in un evento di questo prestigio. Il picco è stato toccato col secondo posto a Los Angeles 1932, edizione con dodici ori in piena epoca fa…
Nei giorni in cui il paese è al settimo cielo per Jannik Sinner, passa quasi inosservata l’impresa di altri azzurri, giovanissimi, molto più del tennista, impegnati dall’altra parte del mondo. L’Italia ha vinto le Olimpiadi invernali giovanili 2024, è sicura di chiudere al primo posto nel medagliere. A un giorno dalla fine è arrivata a 11 ori, quota mai raggiunta in passato da altre nazioni, più tre argenti e tre bronzi. Si gareggiava a Gangwon, in Corea del sud, su alcuni degli impianti delle Olimpiadi invernali 2018. In gara atleti di tutto il mondo tra i quindici e i diciotto anni. È un evento del Cio, in pratica una baby Olimpiade partita nel 2010 a Singapore in versione estiva e nel 2012 a Innsbruck per le discipline invernali. Il marchio del Comitato Olimpico Internazionale dà le dimensioni dell’impresa: mai l’Italia era stata la più premiata in un evento di questo prestigio. Il picco è stato toccato col secondo posto a Los Angeles 1932, edizione con dodici ori in piena epoca fascista. Ma nell’edizione che gravitava attorno al Memorial Coliseum l’Italia schierava campioni del calibro di Luigi Beccali, oro nei 1500, o Romeo Neri, tre ori nella ginnastica. Ha senso fare paragoni? Ovviamente no. Anche se un futuro campione si può rivelare anche nella fascia d’età degli azzurri di Gangwon, come ha dimostrato Sinner, ed è possibile “pesare” qualcuna di queste medaglie. Chi sarà un campione?
Flora Tabanelli in gara nel Slopestyle Flora, da Modena al tetto del mondo
La star della spedizione è stata Flora Tabanelli, oro nel Big Air e nello slopestyle dello sci freestyle. Non ha bisogno di fare tantra strada: è già nel circuito di Coppa del mondo. Con ottimi risultati: è già salita sul podio nel Big Air, terza a Pechino a dicembre. Esegue acrobazie (trick) rare da vedere, è creativa. Gareggia ancora tra le juniores, ma allo stesso tempo punta alle vittorie tra le grandi: in due anni a Milano Cortina potrebbe lottare per le medaglie. Se Bologna ha regalato il migliore sciatore degli ultimi quarant’anni, Alberto Tomba, Modena sta donando questa 16enne di Fanano che non è sola nella sua scalata: fortissimo è anche il fratello Miro, che praticava snowboardcross, pattinaggio e ginnastica artistica, prima di scegliere il freestyle contagiando la sorella. Il padre Antonio gestisce il rifugio Duca degli Abruzzi, la madre Lucia è insegnante. Flora Tabanelli è tesserata per il Team Livigno, località che ospiterà le gare olimpiche di snowboard e freestyle dei Giochi del 2026. Un segno del destino?
Camilla Vanni, oro in gigante Sci alpino, biathlon e fondo, la strada è lunga
Più indecifrabile il quadro dello sci alpino. Guardando l’ultima edizione dei Giochi giovanilo (Les Diablerets 2020) nessuno dei ragazzi di allora è ancora arrivato al vertice. L’edizione 2016 (Lillehammer) è stata invece la passerella di tanti protagonisti della Coppa del mondo: la norvegese Kajsa Vickhoff Lie, rivale di SofiaGoggia e Federica Brignone, la svizzera Mélanie Meillard, l’austriaca Julia Scheib, l’americano River Radamus. Tra gli azzurri a brillare fu Pietro Canzio, triestino d’argento in superG e bronzo in combinata: oggi non gareggia più, fermato da problemi fisici. Sono quindi attesi da molti esami gli ori di Gangwon, le diciassettenni Camilla Vanni, cortinese prima in superG, e Giorgia Collomb, valdostana di La Thuile campionessa del gigante, argento in combinata e bronzo in slalom. Anche gli ori del biathlon (Carlotta Gautero, staffetta mista) e del fondo (Federico Pozzi) hanno tanta strada davanti, Milano Cortina sembra troppo vicina, il 2030 un traguardo più che un sogno.
Alexandra Oberstolz e Katharina Sofie Kofler oro nel doppio dello slittino
I discendenti dello slittino
Hanno ancora migliaia di discese davanti prima di diventare campioni, ma intanto sono già famosi. Per il cognome che portano, garanzia di passione per lo slittino respirata dai primi anni di vita. Manuel Weissensteiner, oro nel doppio maschile insieme a Philipp Brunner, è figlio di Gerda Weissensteiner che quando vinse l’oro alle Olimpiadi di Lillehammer disse che il suo ragazzo si chiamava Max: era il suo slittino. Molto tempo è passato, Gerda ha vinto 11 medaglie mondiali, poi è passata al bob dove ha vinto il bronzo a Torino 2006, infine è diventata mamma di Manuel e ha cresciuto il suo talento. Come Alexandra Oberstolz, oro nel doppio femminile con Katharina Sofie Kofler, è figlia degli slittinisti Christian e Anastasja Antonova. Stesso percorso di Leon Haselrieder, primo nel singolo maschile, figlio di Oswald bronzo olimpico a Torino 2006. La famiglia insomma tiene in vita lo slittino azzurro che non ha una pista, tra il disfacimento di Cesana e la rinascita promessa di Cortina. Ma ha solidi papà e mamme che non si accontenteranno delle medaglie alle Olimpiadi giovanili.