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Odermatt, un segreto industriale dietro ai trionfi dello sciatore. E intanto fa uno spot con Federer

Lo svizzero ha vinto tre coppe del mondo e sfida i grandi del passato forte di un’azienda che si dedica solo a lui, ha mandato via tutti gli altri atleti e produce col suo feedback anche i materiali per il mercato. Intanto lui e Roger recitano in smoking
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Marco Odermatt: uno così non si vedeva da tempo. Quanto tempo? Certamente non dai giorni di Marcel Hirscher, il magnifico salisburghese vincitore di otto coppe del mondo consecutive ma non in grado, come Odermatt, di essere primo nella coppa generale (già vinta sabato con 9 gare d’anticipo), in quelle di discesa, superG e gigante. Hirscher, per capire, non faceva la discesa. Odermatt sì: è campione del mondo e ha vinto due volte a Wengen. Dunque bisogna tornare indietro, fino a Hermann Maier detto Herminator. Lui sì capace di vincere la coppa generale, di discesa, gigante e superG nel 2000 con 2000 punti, un numero quasi messianico, ma allo stesso tempo di sopravvivere a una caduta spaventosa in un dirupo, dal quale riemerse per vincere superG e discesa alle Olimpiadi di Nagano 1998. Ma a parte il precedente davvero da Herminator c’è una grande differenza che separa Odermatt da Maier e in genere dagli altri avversari. Un segreto “industriale” incastonato nel cantone svizzero di Nidwal…

Marco Odermatt: uno così non si vedeva da tempo. Quanto tempo? Certamente non dai giorni di Marcel Hirscher, il magnifico salisburghese vincitore di otto coppe del mondo consecutive ma non in grado, come Odermatt, di essere primo nella coppa generale (già vinta sabato con 9 gare d’anticipo), in quelle di discesa, superG e gigante. Hirscher, per capire, non faceva la discesa. Odermatt sì: è campione del mondo e ha vinto due volte a Wengen. Dunque bisogna tornare indietro, fino a Hermann Maier detto Herminator. Lui sì capace di vincere la coppa generale, di discesa, gigante e superG nel 2000 con 2000 punti, un numero quasi messianico, ma allo stesso tempo di sopravvivere a una caduta spaventosa in un dirupo, dal quale riemerse per vincere superG e discesa alle Olimpiadi di Nagano 1998. Ma a parte il precedente davvero da Herminator c’è una grande differenza che separa Odermatt da Maier e in genere dagli altri avversari. Un segreto “industriale” incastonato nel cantone svizzero di Nidwald, culla del campione svizzero orgoglioso di rappresentare una terra “dove i miei antenati si stabilirono seicento anni fa”.

Quando a 12 anni diede un secondo e mezzo a tutti

Racconta la leggenda che il dodicenne Odermatt prese un giorno in prestito gli sci di un compagno, e fu subito più veloce degli altri di un secondo e mezzo. Il padre Walter non ebbe esitazioni e andò subito nella piccola azienda che produceva i materiali: era la Stoeckli, nata nel 1935 e radicata a Malters, vicino a Lucerna nel cantone di Nidwald. A quel tempo investiva sulla slovena Tina Maze, vincitrice della Coppa del Mondo assoluta nel 2013 e campionessa olimpica grazie a un team ristretto ma funzionale. Uno stile di gestione che colpì gli Odermatt, creando un sodalizio invincibile. Trasformando non solo la carriera dello svizzero, ma anche le strategie aziendali. Una simbiosi unica: la scorsa stagione Stoeckli ha scaricato tutti gli altri atleti, non solo dello sci alpino. Ha puntato tutto su di lui. Per capire la differenza con Maier: Herminator se lo sognava di avere un’intera azienda a disposizione, lui lavorava in un super pool con Stephan Eberharter, Andreas Schifferer, Hans Knauss, Josef Strobl, tutti attrezzati con gli sci del gigante Atomic e pronti a scambiarsi le informazioni raccolte da ognuno. Nel caso di Odermatt invece si sfiora il segreto industriale.

Il suo skiman austriaco presente anche in uno spot

Il campione di sci è stato paragonato per lo stile a Roger Federer, col quale recita in uno spot pubblicitario: entrambi elegantissimi in smoking, e divertiti quando una ragazza troppo presa dal suo smartphone non li nota in ascensore. Ma nei test, Marco Odermatt ricorda un pilota di Formula 1. Preciso, lucido, ricettivo. Dalle sue discese nasce il feedback trasformato in analisi dei dati dall’azienda, che in questo modo plasma non solo i suoi sci: anche la produzione dei materiali per il mercato è influenzata dalla sua esperienza. Al resto pensano i manager della Stoeckli, che hanno investito molto su macchine automatizzate che hanno permesso al brand di raggiungere e superare le 60.000 paia di sci prodotte all'anno. Un altro sodalizio importante porta sempre la firma dell’azienda svizzera: dal 2016 Odermatt è legato Chris Lödler, austriaco, suo skiman personale dai tempi delle cinque medaglie d’oro ai Mondiali juniores del 2018. Insieme sono protagonisti pure di uno spot televisivo. Da queste scelte deriva tutto il resto: le dieci vittorie consecutive in gigante celebrate sabato a Palisades Tahoe, l’oro olimpico e i due mondiali, le tre coppe del mondo assolute. Le rimonte spettacolari come quella che l’ha portato dall’undicesimo posto alla vittoria a Schladming. Con quella sciata che sembra indirizzata su rotaie, e appartiene a un’altra dimensione anche rispetto a sciatori dotatissimi. Odermatt può diventare il primo a vincere quattro sfere dalla stagione 2000/01 di Hermann Maier. Il campione che non aveva un’intera azienda a disposizione.

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