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Shiffrin: “Basta discese libere: sono stufa di correre come un pollo senza testa”

Mikaela Shiffrin (afp)

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La sciatrice americana parla alla vigilia della nuova stagione che il fidanzato, Kilde, salterà per il grave incidente di Wengen
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Nel fine settimana a Sölden si ricomincia con lei, ma senza di lui, Con Mikaela Shiffrin, la stella americana dello sci che ha vinto 97 gare di Coppa del mondo, e senza Aleksander Aamodt Kilde, il fidanzato norvegese che nella discesa di Wengen rischiò la morte. Se lei è tornata a gareggiare a fine stagione, vincendo due slalom dopo l’incidente di gennaio a Cortina, lui ha dato l’annuncio più scontato e temuto: salterà l’intera stagione, dopo 10 settimane di antibiotici dovrà sottoporsi a una nuova operazione alla spalla danneggiata. Ma c’è fiducia nella coppia più glamour dello sci, in un incontro virtuale con alcuni media internazionali Mikaela è radiosa nell’hotel di Sölden che la ospita prima del debutto di sabato in gigante (contro Federica Brignone).

Mikaela, come state vivendo questo momento lei e “Alex” Kilde?

“In questa stagione penso che ce la prenderemo con calma. Prenderemo tutto come viene perché lo possiamo fare l’uno per l’altra”.

La terribile caduta di …

Nel fine settimana a Sölden si ricomincia con lei, ma senza di lui, Con Mikaela Shiffrin, la stella americana dello sci che ha vinto 97 gare di Coppa del mondo, e senza Aleksander Aamodt Kilde, il fidanzato norvegese che nella discesa di Wengen rischiò la morte. Se lei è tornata a gareggiare a fine stagione, vincendo due slalom dopo l’incidente di gennaio a Cortina, lui ha dato l’annuncio più scontato e temuto: salterà l’intera stagione, dopo 10 settimane di antibiotici dovrà sottoporsi a una nuova operazione alla spalla danneggiata. Ma c’è fiducia nella coppia più glamour dello sci, in un incontro virtuale con alcuni media internazionali Mikaela è radiosa nell’hotel di Sölden che la ospita prima del debutto di sabato in gigante (contro Federica Brignone).

Mikaela, come state vivendo questo momento lei e “Alex” Kilde?

“In questa stagione penso che ce la prenderemo con calma. Prenderemo tutto come viene perché lo possiamo fare l’uno per l’altra”.

La terribile caduta di Kilde a Wengen: sulla pista il sangue dello sciatore norvegese

Tra preparazione e riabilitazione siete stati separati per tre mesi.

“Non è così divertente stare lontani. Lui è un essere umano meraviglioso da avere accanto, e io sono così motivata con lui. Lo amo, ovviamente. Lui vorrebbe essere dove sono io, quando non può guarda i video e commenta le mie sciate. Non è bello restare separati, ma questo è il maggior sostegno che possiamo darci, una relazione in cui vivere esperienze completamente diverse ed essere comunque in grado di sostenerci a vicenda. Basta ricordare quel che successe tra di noi alle Olimpiadi di Pechino”.

Quando lei non vinse nemmeno una medaglia?

“La mia esperienza è stata diversa dalla sua, completamente, eppure siamo stati in grado di condividere il nostro vissuto senza condizionare il momento dell’altro, ed è stato davvero speciale. Penso che Alex sarà a Sölden, sarà meraviglioso”.

Parlate di discesa con Kilde dopo quello che gli è successo?

“È incredibile discutere con Alex della discesa che a momenti lo uccideva, quasi impazzisco quando ne parliamo perché lui è un grande sciatore e capisce bene questo sport. Non mi perderò nessuna chiacchierata analitica con lui”.

L'impressionante caduta di Mikaela Shiffrin nella discesa di Cortina: il video

C’entra l’incidente di Kilde nella sua decisione di non correre più la discesa?

“Adoro la discesa, ma il mio incidente di Cortina fu preceduto da un solo allenamento in libera e da una prova cronometrata cancellata. Non ho il tempo di fare tutto , certe volte mi sento come se stessi correndo come un pollo senza testa, sempre in ritardo. Voglio concentrarmi di nuovo sul superG. Non vuol dire che la discesa sia del tutto fuori dal mio futuro ma per ora va bene questo cambiamento”.

A breve potrebbe abbattere il muro delle 100 vittorie in Coppa, ma da tempo dimostra insofferenza per i discorsi sui record.

“Tutti mi hanno chiesto del record, ho cercato di evitare certe domande per così tanto tempo. In questa fase della mia vita per me hanno senso altri progetti, come per esempio rendere accessibili gli sport invernali a giovani a cui è negato storicamente l’accesso. Per questo sono diventata ambassador della fondazione Share Winter”.

In cosa l’hanno ispirata le Olimpiadi di Parigi e lo Us Open vinto da Jannik Sinner?

“Degli Open sono stata una spettatrice accanita. E a Parigi ho pensato a mia madre, perché per un’ora e mezzo sono stata seduta accanto alla famiglia di Sydney McLaughlin, a suo marito. Tutti dicevano che lei avrebbe sicuramente vinto i 400 hs e fatto il record del mondo, e ho sentito nelle persone più care crescere l’attesa per la sua finale. Non lo dimenticherò mai. Ho pensato: so cosa vuol dire vincere una medaglia, ma non so cosa significhi essere mia madre in quella situazione”.

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