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Matilde Lorenzi, dramma in pista. Cade una promessa dello sci: “Si può solo sperare”

(ansa)

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Ha battuto la testa mentre si allenava in Val Senales: operata d’urgenza a Bolzano, è gravissima
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BOLZANO - Le tute mimetiche dell’Esercito, l’arma per cui Matilde Lorenzi ha scelto di gareggiare. Le felpe blu notte, con scritto “Italia” grande sulla schiena, della Nazionale di sci con cui si stava allenando sulla neve dura della Val Senales, Alto Adige, a tre quarti d’ora d’auto da Bolzano. Le divise dei carabinieri, che insieme ai medici e ai tecnici del soccorso alpino l’hanno portata in fretta fin qui, intubata, per essere curata. Camminano, fissano terra, riempiono di silenzio la sala d’attesa dell’ospedale. E dietro un vetro spesso ci sono i genitori di Matilde, arrivati da altre montagne per esserle vicino nel momento più difficile. A sostenerli, fin dai primi minuti, è uno psicologo. Cerca di affiancarli nella gestione di una situazione che sarebbe ingestibile per ogni genitore.

Poche parole, si spera solo

«Qui c’è poco da parlare, più che altro si spera», dicono alla porta del blocco operatorio del San Maurizio. Qui la sciatrice, torinese della Valgioie, vent’anni il pros…

BOLZANO - Le tute mimetiche dell’Esercito, l’arma per cui Matilde Lorenzi ha scelto di gareggiare. Le felpe blu notte, con scritto “Italia” grande sulla schiena, della Nazionale di sci con cui si stava allenando sulla neve dura della Val Senales, Alto Adige, a tre quarti d’ora d’auto da Bolzano. Le divise dei carabinieri, che insieme ai medici e ai tecnici del soccorso alpino l’hanno portata in fretta fin qui, intubata, per essere curata. Camminano, fissano terra, riempiono di silenzio la sala d’attesa dell’ospedale. E dietro un vetro spesso ci sono i genitori di Matilde, arrivati da altre montagne per esserle vicino nel momento più difficile. A sostenerli, fin dai primi minuti, è uno psicologo. Cerca di affiancarli nella gestione di una situazione che sarebbe ingestibile per ogni genitore.

Poche parole, si spera solo

«Qui c’è poco da parlare, più che altro si spera», dicono alla porta del blocco operatorio del San Maurizio. Qui la sciatrice, torinese della Valgioie, vent’anni il prossimo 15 novembre, è stata trasferita e operata d’urgenza, per ricomporre il trauma cranio-facciale che si è procurata in un incidente di sci pesante quanto inatteso.

La situazione è grave

Situazione grave, prognosi riservata. I medici non dicono di più, ma molto comunicano le facce di chi si sta dannando per aiutare come può quella che tutti descrivono come una ragazza d’oro, oltre che un’atleta forte. A marzo 2024 ha vinto il titolo italiano assoluto e giovani in supergigante a Sarentino. A gennaio si era classificata al sesto posto in discesa e all’ottavo in supergigante nei Mondiali juniores di Chatel, in Francia. In Coppa Europa è arrivata undicesima nel supergigante di Sankt Moritz e si preparava per la stagione appena cominciata.

Una caduta senza ostacoli

Stava sciando libera, senza pali né porte. Gli sci le si sono improvvisamente divaricati, uno lo ha perso. È caduta, ha picchiato violentemente la faccia contro la superficie dura dalla pista, ed è stata sbalzata oltre il ciglio della zona battuta. Il bianco su cui sciava era in parte naturale, frutto delle nevicate delle scorse settimane, e in parte artificiale, effetto di un programma di innevamento ben gestito. Non c’erano piante a bordo pista, né barriere di alcun tipo. E il tracciato era regolare. Questo hanno ricostruito i carabinieri di Silandro, intervenuti per valutare eventuali responsabilità di terzi nell’incidente. Negativo: Matilde ha fatto tutto da sola. Nessun altro sciatore ha ostacolato o deviato la sua traiettoria, costringendola a manovre pericolose. A seguirla era l’occhio vigile del suo allenatore.

La neve compatibile con l’allenamento

Si escludono anche omissioni da parte dell’ente che gestisce le piste, e per questo il sopralluogo si è concluso senza una relazione alla procura. «La neve della Val Senales era compatibile con l’allenamento. Anzi era ottima, tanto che fino nei giorni scorsi qui si sono allenate le campionesse della Coppa del Mondo, per preparare il primo appuntamento della stagione a Sölden, in Austria, che dista due ore di auto», dice Stefan Huetter, responsabile marketing del comprensorio.

Su quel tracciato hanno sciato tutte, per arrivare in forma alle gare dello scorso weekend: Sofia Goggia, Federica Brignone, Mikaela Shiffrin. Matilde si stava allenando sulla pista G1 per essere come loro. Per essere una di loro. Un sogno condiviso con la sorella Lucrezia, slalomista di 26 anni, che ora spera con lei e con i tantissimi che alle diciannovenne torinese vogliono bene.

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