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Tragedia sul ghiacciaio, la testimone: “Così ho visto cadere Matilde”

(ansa)

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L’incidente dell’azzurra Lorenzi: “Lo scarpone ha toccato la neve, lo sci ha avuto un rimbalzo strano e lei ha preso due colpi diversi”. L’allenatore Weiss conferma: “È stata una fatalità. Lei aveva un cuore grande e una determinazione di ferro”
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VAL SENALES — "Ne ho sentite troppe. Io l’incidente l’ho visto e so com’è andata". La ragazza alla partenza della funivia che porta a quota 3.212, in cima al ghiacciaio, dove comincia la pista G1, ha vent’anni, indossa una tutina colorata, come le altre centinaia di sciatori che si allenano al Grawand. "Ero in seggiovia, è successo sotto di me". Il suo allenatore la invita alla cautela: niente nomi, né il suo né quello della squadra per cui corre. "Matilde stava curvando verso sinistra, si è inclinata molto e probabilmente il fianco dello scarpone ha toccato la neve. A quel punto, lo sci ha preso un rimbalzo strano, sul lato destro. Come un hi-side in motocicletta. È caduta sul fianco, non so se in quel momento abbia picchiato anche la testa. Di sicuro, dopo il primo impatto, è stata sbalzata contro la crestina di neve che separa la pista battuta dalla neve fresca, e lì ha preso un altro colpo". I referti medici parlano di contesto politraumatico, con trauma al capo in evidenza.

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VAL SENALES — "Ne ho sentite troppe. Io l’incidente l’ho visto e so com’è andata". La ragazza alla partenza della funivia che porta a quota 3.212, in cima al ghiacciaio, dove comincia la pista G1, ha vent’anni, indossa una tutina colorata, come le altre centinaia di sciatori che si allenano al Grawand. "Ero in seggiovia, è successo sotto di me". Il suo allenatore la invita alla cautela: niente nomi, né il suo né quello della squadra per cui corre. "Matilde stava curvando verso sinistra, si è inclinata molto e probabilmente il fianco dello scarpone ha toccato la neve. A quel punto, lo sci ha preso un rimbalzo strano, sul lato destro. Come un hi-side in motocicletta. È caduta sul fianco, non so se in quel momento abbia picchiato anche la testa. Di sicuro, dopo il primo impatto, è stata sbalzata contro la crestina di neve che separa la pista battuta dalla neve fresca, e lì ha preso un altro colpo". I referti medici parlano di contesto politraumatico, con trauma al capo in evidenza.

Il tecnico Weiss: “Matilde ce l’avrebbe fatta”

Nessuno ha tagliato la strada a Lorenzi, né l’ha ostacolata. "Matilde non ha nemmeno inforcato una porta. Né si può dire che le si siano divaricati gli sci. Ha spigolato troppo, o almeno questo ho visto. Ha perso il controllo. Capita a tutti. Ha fatto una cosa normalissima. È stata sfortuna. Non immaginavo, nemmeno quando è arrivato l’elicottero, che non ci fossero speranze".

Una ricostruzione che il tecnico Angelo Weiss non contesta. L’ex slalomista azzurro è l’allenatore che affiancava Matilde e le compagne di nazionale che con lei stavano preparando la Coppa Europa. "L’unica cosa da dire è che Matilde aveva un cuore d’oro e una determinazione di ferro. Voleva farcela a tutti i costi e ce la stava facendo. Se l’è portata via una fatalità. La neve era bella, la giornata perfetta", dice Weiss.

La pista che la procura di Bolzano non ha sequestrato

L’incidente è avvenuto nell’ultimo quarto della pista, a poche centinaia di metri dalla seggiovia che riporta in cima. La pendenza è minore, dopo il muro iniziale. È rimasto tutto come al momento dei soccorsi. Le orme dei barellieri, le impronte dell’elicottero. Il tracciato di gigante su cui si allenava Matilde era il secondo, dal margine sinistro della pista. A separare le porte dalla neve fresca, solo una fila di pali da speciale, piantati nella neve compatta. Un manto bianco sopra al guscio di ghiaccio scuro che dà il nome alla pista. Grawand. Muro grigio. Le file di pali e porte, una decina, sono una a fianco dell’altra, come le linee di montaggio in fabbrica. Via, tempo, stop, avanti il prossimo. Ad allenarsi sono decine di squadre, dai maestri in formazione, alle nazionali di mezzo mondo. Atleti di livelli diversi, che salgono e scendono insieme in cabina, perché col caldo sono pochi i posti dove si possa sciare. "Da settembre a maggio abbiamo 200 mila passaggi, ma gli allenamenti si concentrano in autunno — dice Stefan Huetter, responsabile marketing del comprensorio Val Senales — siamo attenti alla sicurezza". La ventenne che ha visto Matilde cadere contesta anche che lunedì la pista fosse più ghiacciata del solito. "Era la solita neve dura di qui. Ma meglio così di quando è pappa. Nel nostro sport capita di cadere, lo sa chiunque abbia messo gli sci ai piedi". Alla stessa conclusione è arrivata la procura di Bolzano, che dopo i rilievi dei carabinieri di Silandro ha deciso di non sequestrare la pista e restituire il corpo di Matilde ai suoi cari, senza la pena aggiuntiva di dovere attendere l’autopsia.

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