Lara Colturi: “I genitori coach, lo skiman di Tomba, i pattini, l’Albania: il mio sci felice”
di Mattia ChiusanoLara Colturi, mirëmbrëma.
"Che cosa?".
È buonasera in albanese, la lingua del paese che ha portato sul podio della Coppa del mondo.
"È stata una giornata molto lunga... La popolazione albanese si sta interessando molto di più agli sport invernali, però io sono molto focalizzata sulla gara che ho appena fatto".
Il talento più puro dello sci italiano gareggia per l’Albania. Si sapeva che sarebbe nata una stella, è successo con grande anticipo nello slalom di Gurgl, in cui la 18enne cresciuta a Sestriere è finita seconda a 55 centesimi da Shiffrin.
Vista dall’Italia, fa male la sua ascesa con altri colori.
"Ogni atleta ha la sua carriera, la sua storia e prende le sue decisioni. E io ho preso la mia".
La Fisi la inserì nel gruppo “osservati”, ma con la sua famiglia avete deciso di costruire un team che le ha perme…
Lara Colturi, mirëmbrëma.
"Che cosa?".
È buonasera in albanese, la lingua del paese che ha portato sul podio della Coppa del mondo.
"È stata una giornata molto lunga... La popolazione albanese si sta interessando molto di più agli sport invernali, però io sono molto focalizzata sulla gara che ho appena fatto".
Il talento più puro dello sci italiano gareggia per l’Albania. Si sapeva che sarebbe nata una stella, è successo con grande anticipo nello slalom di Gurgl, in cui la 18enne cresciuta a Sestriere è finita seconda a 55 centesimi da Shiffrin.
Vista dall’Italia, fa male la sua ascesa con altri colori.
"Ogni atleta ha la sua carriera, la sua storia e prende le sue decisioni. E io ho preso la mia".
La Fisi la inserì nel gruppo “osservati”, ma con la sua famiglia avete deciso di costruire un team che le ha permesso di debuttare in Coppa a 15 anni.
"Siamo piccoli, ma abbiamo lavorato veramente bene. Col mio osteopata Martino Delleani, lo skiman Andrea Vianello che in passato è stato accanto ad Alberto Tomba. Con i miei genitori allenatori".
Già, sua madre Daniela Ceccarelli oro in superG ai Giochi di Salt Lake City 2002, e suo padre Alessandro, direttore di pista a Torino 2006.
"Mamma è sempre stata una grandissima figuraper me, purtroppo non c’ero quando ha vinto alle Olimpiadi. Da piccola mi chiamavano “la figlia di Ceccarelli”, ma ora chiedono a lei “Sei la mamma di Lara vero?”. Allenarmi con i miei genitori è la normalità sin da quando avevo cinque anni, quante gare con mamma in partenza e papà in pista".
Slalomista ma non solo, lei ha una vita pienissima da anni.
"Sono al quinto anno delle superiori allo Ski college di Bardonecchia, economia aziendale, ovviamente a distanza. Poi continuo a suonare il piano, dal jazz al pop la musica fa parte della mia vita. Non ho mai smesso davvero col pattinaggio su ghiaccio, e in trasferta porto sempre con me i pattini".
C’è una minima speranza di vederla con l’Italia a Milano Cortina?
"Non lo so, le Olimpiadi le vedo lontane. Con la mia famiglia per ora siamo felici così".