Brignone e Goggia divise da un centesimo e 29 centimetri: a Garmisch un giorno da tigri
di Mattia ChiusanoUn centesimo, 29 centimetri dopo quasi 96 secondi di gara e 2,8 chilometri. Questo nulla separa Federica Brignone da Sofia Goggia nella discesa di Garmisch, in una mattinata che celebra le due regine italiane della velocità. È stato un trionfo, per lo sci azzurro che si prepara ai Mondiali di Saalbach ma intanto mette radici profonde nella Coppa del mondo femminile: Federica Brignone allunga di nuovo nella classifica generale, con 110 punti sulla svizzera Lara Gut-Behrami giù dal podio e quinta in Baviera. Contro ogni pronostico, anche suo, la valdostana difende il primo posto nella coppa di discesa, con 29 punti proprio su Sofia Goggia. Uno squadrone, che sembra quasi mortificare il gruppo maschile che non ha piazzato nessuno tra i primi dieci nella classica discesa di Kitzbühel vinta per la prima volta dopo 42 anni da un canadese, Jack Crawford: ma oltre a Dominik Paris (12°) che non si arrende mai e Mattia Casse (20°) che ha vinto in Gardena, sta uscendo fuori il talento di Giovann…
Un centesimo, 29 centimetri dopo quasi 96 secondi di gara e 2,8 chilometri. Questo nulla separa Federica Brignone da Sofia Goggia nella discesa di Garmisch, in una mattinata che celebra le due regine italiane della velocità. È stato un trionfo, per lo sci azzurro che si prepara ai Mondiali di Saalbach ma intanto mette radici profonde nella Coppa del mondo femminile: Federica Brignone allunga di nuovo nella classifica generale, con 110 punti sulla svizzera Lara Gut-Behrami giù dal podio e quinta in Baviera. Contro ogni pronostico, anche suo, la valdostana difende il primo posto nella coppa di discesa, con 29 punti proprio su Sofia Goggia. Uno squadrone, che sembra quasi mortificare il gruppo maschile che non ha piazzato nessuno tra i primi dieci nella classica discesa di Kitzbühel vinta per la prima volta dopo 42 anni da un canadese, Jack Crawford: ma oltre a Dominik Paris (12°) che non si arrende mai e Mattia Casse (20°) che ha vinto in Gardena, sta uscendo fuori il talento di Giovanni Franzoni, 23 anni, che al debutto sulla Streif è stato 14° ad appena 1’’01 partendo col numero 53: promette bene, lo dimostra anche il decimo posto del giorno prima in superG.
I video col fratello coach, la spalla fuori posto
C’è stato tanto di entrambe le nostre fuoriclasse, nella tiepida mattinata (4 gradi) e sulla neve dura della pista che porta nomi come Höllentor, Porta dell'Inferno, e Himmelreich, Regno dei cieli. Non l’inferno, ma un incubo era stato il gigante di Kronplatz di martedì in cui entrambe erano uscite. Federica, che sulla Erta aveva buttato via la vittoria, è arrivata alla gara piena di incertezze, ma anche libera di testa, dopo essere stata delusa dalle prove e aver analizzato a lungo i video col fratello allenatore Davide. Sofia Goggia invece si è trovata ad affrontare uno dei tanti problemi fisici che la tormentano e che lei regolarmente sconfigge, stavolta una spalla dislocata nella parte finale in cui ha perso la gara. Alla fine si sono ritrovate divise da un centesimo come nel superG di St Moritz del 2019, ma quella volta a parti inverse perché vinse Goggia davanti a Brignone con 27 centimetri di vantaggio.
È stata una discesa come tante quest’anno, con molte interruzioni per cadute e un grave infortunio all’austriaca Nina Ortlieb che si è sentita urlare per il dolore ed è stata portata in ospedale. Brignone e Goggia sono quel tipo di fuoriclasse che fanno apparire tutto facile con la loro classe, in bilico sempre sul rischio estremo. Federica si è portata subito in vantaggio nella parte alta in cui si prende velocità, 13 centesimi al primo intermedio; ha perso poco nella zona di puro scorrimento; è tornata a guadagnare nei curvoni successivi, per poi accusare 13 centesimi dopo l’arco del Kandahar che segnala il salto della seggiovia; ha spinto nella Porta dell'Inferno vincendo la gara proprio in quella porzione in cui ha dato 13 centesimi a Goggia, prima di cedere solo 0’’06 nel finale con poca pendenza. L’urlo al traguardo partito dal casco con la tigre sono uno dei momenti simbolo della stagione.
Brignone: “Sono sorpresa anch’io”
“Sinceramente sono sorpresa anch’io” ha spiegato Federica. “Speravo di fare una bella gara, le prove non mi erano venute molto bene. Ho visto tante volte i video con mio fratello Davide, la cose principale che ci siamo detti è: “devo tirare le curve, stare morbida, poi verrà quel che verrà”. Ho cercato di dare il mio massimo ma mai e poi mai avrei pensato di stare davanti: ho dovuto guardare due volte il tabellone per capire”. Sicuramente pensava di farcela Sofia Goggia, che a causa del problema fisico sull’ultimo tratto è convinta di aver perso la discesa: “Mi si è dislocata la spalla all’ultimo intermedio, ho fatto quest’ultimo tratto senza riuscire a mettermi bene a uovo (nella posizione di massima ricerca di velocità, ndr). Avevo la spalla nell’ascella… al traguardo non riuscivo ad alzare il braccio”. Federica non aveva mai vinto in discesa, e quest’anno è già al secondo successo dopo St.Anton, il 32° in Coppa nonché 76° podio. Sofia Goggia un anno fa stava per subire un infortunio devastante, e oggi è qui con due vittorie stagionali più una terza sfumata per un centesimo. È il tesoro dello sci italiano, in un inverno da regine, anzi da tigri. Domenica di nuovo in scena nel superG, poi arriveranno un Mondiale da sbranare.