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Shiffrin, il calvario è finito: di nuovo in gara dopo due mesi. “Non riuscivo più a mangiare”

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Nello slalom di Courchevel l’americana torna dopo l’incidente di Killington che le ha provocato lesioni all’addome. Riprende la corsa per la 100ª vittoria in Coppa del mondo e per i Mondiali di Saalbach: “Ma non sono al massimo”
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Di nuovo in pista, dopo sessantuno giorni. Troppi? No, pochissimi per un’atleta che due mesi fa è caduta ferendosi gravemente all’addome. Ma lei è Mikaela Shiffrin, non solo la più grande sciatrice di tutti i tempi, ma anche una Wonderwoman dei recuperi fisici. L’anno scorso si schiantò contro le reti a Cortina con danni al ginocchio sinistro, tornò dopo 44 giorni e vinse prima lo slalom di Are, poi quello di Saalbach. In questa stagione le è servito più tempo, ma il risultato è lo stesso: nello slalom notturno di Courchevel di giovedì (prima manche ore 17, seconda alle 20) l’americana ci sarà, a quattro giorni dall’inizio dei Mondiali. E se Mikaela Shiffrin è al cancelletto di partenza, c’è sempre il dubbio che possa completare quel che aveva lasciato in sospeso sessanta giorni fa: il record di 100 vittorie in Coppa del mondo. Un traguardo che va oltre i confini dello sci alpino per entrare nella galleria dello sport di tutti i tempi.

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Di nuovo in pista, dopo sessantuno giorni. Troppi? No, pochissimi per un’atleta che due mesi fa è caduta ferendosi gravemente all’addome. Ma lei è Mikaela Shiffrin, non solo la più grande sciatrice di tutti i tempi, ma anche una Wonderwoman dei recuperi fisici. L’anno scorso si schiantò contro le reti a Cortina con danni al ginocchio sinistro, tornò dopo 44 giorni e vinse prima lo slalom di Are, poi quello di Saalbach. In questa stagione le è servito più tempo, ma il risultato è lo stesso: nello slalom notturno di Courchevel di giovedì (prima manche ore 17, seconda alle 20) l’americana ci sarà, a quattro giorni dall’inizio dei Mondiali. E se Mikaela Shiffrin è al cancelletto di partenza, c’è sempre il dubbio che possa completare quel che aveva lasciato in sospeso sessanta giorni fa: il record di 100 vittorie in Coppa del mondo. Un traguardo che va oltre i confini dello sci alpino per entrare nella galleria dello sport di tutti i tempi.

La caduta di Killington (afp)

L’intervento chirurgico dopo la caduta

Due mesi fa, il 30 novembre, Shiffrin si avviava a vincere il gigante di Killington che le avrebbe permesso di raggiungere la storica soglia. Era in gran forma, aveva già vinto gli slalom di Levi e Gurgl. Poi è uscita di pista, ha fatto una capriola prima di scivolare contro la recinzione protettiva. Non si è rialzata subito, ha atteso i soccorritori, poi ha salutato il pubblico mentre veniva trasportata a valle sul toboga. Nessuno poteva immaginare la gravità, ma in quel momento l’americana si era procurata una ferita ai muscoli addominali, aveva un taglio profondo vicino al colon su cui è stato necessario intervenire in sala operatoria pochi giorni dopo. Scongiurato il rischio di infezione, Mikaela ha cominciato il suo calvario.

La gravità della ferita

Non riusciva a stare in piedi, ha scritto sui social, “perché si è scoperto che si era formata una piccola cavità più profonda del tratto della ferita, riempita da vecchi ematomi”. Non riusciva a nutrirsi normalmente, mentre i medici le raccomandavano una dieta ad alto contenuto proteico per rinforzare i muscoli: “Non poteva letteralmente a infilare abbastanza cibo nello stomaco perché il gonfiore occupava molto spazio” ha spiegato in un’intervista all’americano Ski Racing Media. Nonostante abbia sforzato la memoria tornando alla caduta di Killington, non è riuscita a capire quale oggetto l’abbia perforata fino a provocare quei danni: un bastoncino o un pezzo della rete di sicurezza? Tra i momenti migliori vissuti in questi due mesi ci sono ovviamente i giorni accanto al fidanzato Aleksander Aamodt Kilde, che vive però un periodo inquieto: ancora non sa se potrà tornare in gara dopo il grave incidente di più di un anno fa a Wengen.

“Il primo passo è il ritorno alle gare, non sono al 100%"

Giovedì torna Mikaela Shiffrin, e la prima a voler sapere quanto vale è proprio lei. Tante sono le incognite, nonostante una classe immensa. “Il primo passo è il ritorno alle gare, non sono guarita al 100%. Devo ancora lavorare sulle cicatrici e in particolare sull’aumento della tensione muscolare. La tecnica e il tempismo ritornano in ogni discesa che faccio. Si tratta di non pensarci troppo, ma semplicemente di godersi la possibilità di ricominciare una gara”. Quella l’ha già ottenuta, ma è difficile credere alla versione di una campionessa pronta ad accontentarsi, a cercare solo la miglior condizione in vista dei Mondiali. Se si sente pronta per andare alla partenza, Mikaela Shiffrin punta sempre al bersaglio grosso.

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