Incidenti sugli sci, la federazione mondiale ammette: “Troppi impegni dopo la gara per i medagliati”
di Mattia ChiusanoSembra un dettaglio, ma non lo è. Se da un dettaglio può dipendere la salute e l’integrità degli atleti in uno degli sport più pericolosi al mondo, lo sci alpino, se i protocolli e le agende sono troppo piene e tolgono spazio al riposo, la federazione mondiale ha deciso di rimuovere un particolare per provare a proteggere alcune carriere. Le più importanti, è probabile, visto che si tratta di chi salirà sul podio dei Mondiali di Saalbach-Hinterglemm che partiranno martedì 4 febbraio. L’evento più importante di una stagione in cui gli infortuni sono stati tanti e illustri, da Mikaela Shiffrin appena tornata dopo una lesione ai muscoli addominali che le ha fatto perdere due mesi, fino al francese Cyprien Sarrazin operato per un trauma cranico.
Tra broadcast…
Sembra un dettaglio, ma non lo è. Se da un dettaglio può dipendere la salute e l’integrità degli atleti in uno degli sport più pericolosi al mondo, lo sci alpino, se i protocolli e le agende sono troppo piene e tolgono spazio al riposo, la federazione mondiale ha deciso di rimuovere un particolare per provare a proteggere alcune carriere. Le più importanti, è probabile, visto che si tratta di chi salirà sul podio dei Mondiali di Saalbach-Hinterglemm che partiranno martedì 4 febbraio. L’evento più importante di una stagione in cui gli infortuni sono stati tanti e illustri, da Mikaela Shiffrin appena tornata dopo una lesione ai muscoli addominali che le ha fatto perdere due mesi, fino al francese Cyprien Sarrazin operato per un trauma cranico.
Tra broadcaster e antidoping
"Desideriamo informarvi” ha scritto la Fis, “che non ci saranno conferenze stampa post gara ai Campionati del mondo. Tutte le attività mediatiche che coinvolgono i medagliati si svolgeranno nella zona mista all'arrivo. Questa decisione è stata presa per garantire coerenza con il format della Coppa del mondo e per evitare di sovraccaricare il già impegnativo programma dei medagliati”. Sembra una normale comunicazione di servizio, ma in realtà è un’ammissione: non appena entrano tra i primi tre di una gara i campioni sono destinati a una specie di via crucis. Il protocollo della Fis per la gestione del dopo gara è lungo sei pagine. Si contemplano: la fotografia ufficiale dei primi tre di fronte alla exit gate (per garantire visibilità allo sponsor dei pettorali e dei team); la flash interview con il broadcaster locale; la premiazione coi fiori davanti a uno sfondo della Fis World Cup, che anticipa solo la cerimonia nel tardo pomeriggio di fronte al pubblico in piazza; l’inno nazionale; le interviste con i media nella mixed zone; l’eventuale controllo antidoping; il trasferimento nel media center per le conferenze stampa; la partecipazione nel tardo pomeriggio alla cerimonia di estrazione dei pettorali della gara del giorno dopo, in location ad alta affluenza di pubblico, tra musica e brindisi.
Il riposo negato agli atleti
In quella fascia oraria gli atleti vorrebbero riposare, dedicarsi ai massaggi, al recupero dopo il dispendio energetico della gara del mattino, ma vengono assorbiti da un lungo e allegro cerimoniale che spesso non li restituisce all’hotel nella migliore condizione. La Fis in questo meccanismo ha deciso di sopprimere le conferenze stampa, che certo non garantiscono la stessa visibilità agli sponsor ma comportavano un impegno tra trasferimenti e interviste di un’altra ora per atleti già molto esposti.
La settimana di fuoco di Kilde
Onore e oneri, si dice. Sono normali degli extra per campioni sotto i riflettori, in qualsiasi sport. Niente prova che le conferenze stampa siano la causa di incidenti nello sci, ma un programma troppo fitto è stato probabilmente uno dei motivi della caduta da cui Aleksander Aamodt Kilde non si è ancora ripreso dopo più di un anno. In quei giorni a Wengen i suoi impegni furono spinti al massimo: dopo il magnifico e inatteso secondo posto nel gigante di Adelboden, il trasferimento nella località del Lauberhorn; il test cronometrato sulla pista più lunga del mondo il 9 gennaio; il secondo allenamento saltato il 10 gennaio; il terzo posto con relativo cerimoniale nella prima discesa dell’11 gennaio; un altro terzo posto nel superG del 12 gennaio, seguito da premiazioni e feste assortite. Il 13 gennaio quello che veniva considerato lo sciatore più forte fisicamente della Coppa del mondo si è presentato al via della secondo discesa sugli interminabili 4.270 metri della pista svizzera, e sull’ultima curva ha sbagliato traiettoria andando a schiantarsi. Un errore di stanchezza, per molti, con conseguenze terribili: profondissima ferita a un polpaccio operata immediatamente, danni alla spalla sinistra lesionata in più parti con il coinvolgimento dei legamenti, una situazione clinica che richiederà un altro intervento chirurgico dopo più di un anno. In quell’occasione il vincitore svizzero Marco Odermatt si coprì gli occhi per non vedere e disse: “Spero di non correre mai più tre gare di fila qui”. Nella stagione successiva gli incidenti continuano a moltiplicarsi, e gli atleti, magari gli stessi che si rifiutano di indossare l’air bag, saranno alleggeriti dalla conferenza stampa in caso di medaglia. Si spera che serva a qualcosa, in un Mondiale che si annuncia con un pubblico da stadio.