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Goggia, Brignone e la discesa di Saalbach mai amata: cosa è mancato alle azzurre per vincere

Breezy Johnson (afp)

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Sofia influenzata dalla caduta del giorno prima, Federica non a proprio agio con la neve in alcuni tratti. Oro all’americana Johnson
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SAALBACH — Forse le azzurre hanno perso prima di andare in pista. Sapevano che la pista Ulli Maier era facile, ma arrivando qua hanno avuto la certezza che si trattasse di un'autostrada con gli unici tratti ripidi trasformati in salti. La caduta di Sofia Goggia nelle prove del giorno prima ha dato il colpo di grazia, e la vittoria dell'americana Breezy Johnson, oltre a essere una storia bella e inquietante di rinascita dopo una squalifica di 14 mesi per aver mancato tre controlli antidoping, è un preciso riferimento tecnico: "Dovrei pesare 20 chili in più come lei", dice Federica Brignone, quindi su una pista di velocità pura e tecnica limitata una discesista dal fisico super potente aveva l'unica possibilità di battere atlete più dotate. Ma anche di fronte a un muro invalicabile le.azzurre potevano dare di più, infatti Sofia Goggia ammette di aver sciato "malissimo" dall'inizio alla fine, lei che è oro in discesa alle Olimpiadi di PyeongChang 2018 e argento a quelle di Pechino 2022, …

SAALBACH — Forse le azzurre hanno perso prima di andare in pista. Sapevano che la pista Ulli Maier era facile, ma arrivando qua hanno avuto la certezza che si trattasse di un'autostrada con gli unici tratti ripidi trasformati in salti. La caduta di Sofia Goggia nelle prove del giorno prima ha dato il colpo di grazia, e la vittoria dell'americana Breezy Johnson, oltre a essere una storia bella e inquietante di rinascita dopo una squalifica di 14 mesi per aver mancato tre controlli antidoping, è un preciso riferimento tecnico: "Dovrei pesare 20 chili in più come lei", dice Federica Brignone, quindi su una pista di velocità pura e tecnica limitata una discesista dal fisico super potente aveva l'unica possibilità di battere atlete più dotate. Ma anche di fronte a un muro invalicabile le.azzurre potevano dare di più, infatti Sofia Goggia ammette di aver sciato "malissimo" dall'inizio alla fine, lei che è oro in discesa alle Olimpiadi di PyeongChang 2018 e argento a quelle di Pechino 2022, e ai Mondiali non sfata la maledizione della discesa dopo un bronzo in gigante nel lontano 2017 e un argento in superG ad Are 2019 (dietro Mikaela Shiffrin).

Giovedì il Gigante donne

Si è arresa anche Brignone, comunque rispettabile decima ma uscita scricchiolante dai saltoni della pista: “Qualche tratto non mi è venuto esattamente come avrei voluto, sono riuscita a stare abbastanza morbida ma non ho avuto le perfette sensazioni che avrei voluto avere. Ci ho provato, avevo l’atteggiamento giusto ma sapevo che non era la mia discesa”. Ora la valdostana, sette medaglie pesanti, tre alle Olimpiadi e quattro ai Mondiali, da aggiungere alle 32 vittorie in Coppa, si prende in momento di riposo e punta forte sul Gigante di giovedì. In attesa di dedicarsi a qualcosa di importante: la Coppa del mondo, in cui è al comando.

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