✕

Paris la roccia dell’Italia, il podio in discesa ai Mondiali sfuma per 14 centesimi

Dominik Paris (reuters)

Ascolta l'audio

A quasi 36 anni l’azzurro chiude al quarto posto la libera a Saalbach. Ma alle sue spalle i segnali non sono incoraggianti
1 minuti di lettura

SAALBACH - 14 centesimi dal podio in discesa, 16 in superG: e meno male che era una stagione negativa per Dominik Paris, piena di ombre che gli avevano fatto pensare di non presentarsi ai Mondiali. A un passo dai 36 anni, al via di una discesa iridata per l’ottava volta consecutiva, ha dimostrato un’altra volta di quale impasto di classe e umiltà sia fatto. Spiegando coi fatti che un campione può e deve rimboccarsi le maniche, studiare, sfidare la protervia che può indossare uno che ha vinto un campionato del mondo (superG 2019) ma anche quattro volte Kitzbühel.

Paris in azione (afp)

Il risveglio di Paris

A inizio stagione Paris andava malissimo, poi tra Bormio e Wengen si è applicato un poco alla volta fino a riemergere sulla pista non amatissima di Wengen. Nella prediletta Kitzbühel invece è caduto, e quando è arrivato a Saalbach non ha dimostrato feeling immediato. Ma anche in quest…

SAALBACH - 14 centesimi dal podio in discesa, 16 in superG: e meno male che era una stagione negativa per Dominik Paris, piena di ombre che gli avevano fatto pensare di non presentarsi ai Mondiali. A un passo dai 36 anni, al via di una discesa iridata per l’ottava volta consecutiva, ha dimostrato un’altra volta di quale impasto di classe e umiltà sia fatto. Spiegando coi fatti che un campione può e deve rimboccarsi le maniche, studiare, sfidare la protervia che può indossare uno che ha vinto un campionato del mondo (superG 2019) ma anche quattro volte Kitzbühel.

Paris in azione (afp)

Il risveglio di Paris

A inizio stagione Paris andava malissimo, poi tra Bormio e Wengen si è applicato un poco alla volta fino a riemergere sulla pista non amatissima di Wengen. Nella prediletta Kitzbühel invece è caduto, e quando è arrivato a Saalbach non ha dimostrato feeling immediato. Ma anche in questo caso ha studiato e ragionato sul da farsi, sulle linee da tenere, per poi presentarsi tra i migliori sia in superG (settimo a 16 centesimi dal podio) che in discesa (quarto a 14 dal bronzo dello svizzero Monney).

Mattia Casse (afp)

Paris leader della squadra azzurra

Questa purtroppo non è una storia a lieto fine, perché Paris torna a casa senza medaglie, ma con la certezza di valere ancora tanto nonostante l'età e l'avvento di giovani fenomeni dalle altre nazioni, soprattutto dalla Svizzera. Paris in questo mondiale è rimasto solo, perché Mattia Casse vincente a dicembre è andato male, Florian Schieder è sottotono da tutta la stagione e Giovanni Franzoni promette bene ma non è ancora costante. Non è mai un buon segnale quando ci si aggrappa a una roccia di quasi 36 anni.

Leggi i commenti