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Haaser, il trionfo di “Iceman” nel gigante: anche l’Austria può festeggiare un oro maschile

(afp)

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Il gigante regala al Wunderteam un successo che serve a salvare la spedizione in una delle stagioni più difficili
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SAALBACH – La forza di avere uno squadrone. Quando le cose si mettono male, anzi malissimo se si organizza un Mondiale in casa e si è la patria dello sci, può spuntare l’atleta che non ti aspetti. Uscito dai ranghi per brillare di luce propria quando i compagni si eclissano. È quel che sta vivendo l’Austria, che a casa sua pensava di vivere un Mondiale ben diverso, più generoso dopo una stagione senza neanche una vittoria maschile in Coppa del mondo, ma presto trasformato in qualcosa che sfiorava l’incubo.

Haaser salvatore della patria

Fino a quando è arrivato lui: Raphael Haaser, campione del mondo di slalom gigante e seconda linea di lusso fino a pochi giorni fa, tanto da dover partire con il pettorale 22 nella prima manche. Ma stiamo parlando del gigante in cui è predatore Marco Odermatt, oro olimpico a Pechino nella bufera, oro mondiale a Courchevel sotto il sole, vincitore ad Adelboden, Alta Badia e Val d’Isere quest’anno? E magari della stessa gara tra le porte larghe in cui la …

SAALBACH – La forza di avere uno squadrone. Quando le cose si mettono male, anzi malissimo se si organizza un Mondiale in casa e si è la patria dello sci, può spuntare l’atleta che non ti aspetti. Uscito dai ranghi per brillare di luce propria quando i compagni si eclissano. È quel che sta vivendo l’Austria, che a casa sua pensava di vivere un Mondiale ben diverso, più generoso dopo una stagione senza neanche una vittoria maschile in Coppa del mondo, ma presto trasformato in qualcosa che sfiorava l’incubo.

Haaser salvatore della patria

Fino a quando è arrivato lui: Raphael Haaser, campione del mondo di slalom gigante e seconda linea di lusso fino a pochi giorni fa, tanto da dover partire con il pettorale 22 nella prima manche. Ma stiamo parlando del gigante in cui è predatore Marco Odermatt, oro olimpico a Pechino nella bufera, oro mondiale a Courchevel sotto il sole, vincitore ad Adelboden, Alta Badia e Val d’Isere quest’anno? E magari della stessa gara tra le porte larghe in cui la Norvegia presenta una nave vichinga, non solo i primi due di Schladming Alexander Steen Olsen e Henrik Kristoffersen, ma anche Timon Haugan (in testa dopo la prima manche a Saalbach) senza considerare Lucas Pinheiro Braathen ormai brasiliano?

L’oro di Iceman

Sì proprio quel gigante disciplina regina dello sci alpino, università di chi vuole sciare come Dio comanda. E su questo terreno pregiato l’Austria ha trovato la sua prima medaglia maschile, che cura tante ferite. Dopo umiliazioni impreviste: la combinata a squadre maschile, con tre coppie svizzere sul podio e il duo di casa Kriechmayr-Feller disastroso. Dopo delusioni forse preventivabili, come quella della discesa in cui il Wunderteam non è più all’altezza di un passato glorioso. Poi spunta lui, Raphael Haaser, tirolese classe 1997, mascella volitiva e un soprannome che dice tutto sul suo rapporto con le emozioni: Iceman. Una carattere da campione, ma con un curriculum finora modesto per ambire a un oro mondiale: mai una vittoria in Coppa, settimo nel gigante inaugurale a Soelden quest’anno, secondo a Garmisch più di un anno fa, neanche tra i primi dieci a Pechino a Courchevel. Ma arriva il mondiale di Saalbach-Hinterglemm, e Haaser vince “facendo scalpore” come sottolinea la stessa stampa austriaca, sorpresa dal vedere proprio lui battere la Svizzera, Thomas Tumler secondo, Loic Meillard terzo, Marco Odermatt quarto, spento e ormai rasato a zero dopo le feste svizzere per il suo oro in superG e quello di Von Allmen in discesa. Nella lista degli sconfitti c’è pure Luca De Aliprandini, promettente sesto dopo la prima manche poi sceso di tre posizioni con una sciata poco fluida rispetto a quella che serviva sulla pista austriaca.

Quella che ha interpretato al meglio Haaser, che ora ha una seconda medaglia dopo quella del superG e una storia da raccontare, che ne arricchirà il ricordo in questo Mondiale di Saalbach. Il giorno del superG femminile, infatti, nella gara in cui Federica Brignone ha conquistato la medaglia d’argento, c’era in gara anche la sorella Ricarda. Tra le favorite, attesissima dal pubblico austriaco e dalla famiglia al parterre. Peggio di così le cose non potevano andare: Ricarda non solo è caduta, ma si è anche infortunata gravemente, danneggiandosi il crociato. Il giorno dopo il fratello è sceso in pista come se si trattasse di una missione: argento. Una settimana dopo, ecco l’altra missione compiuta: oro. Condito da una strizzatina d’occhio che Iceman si lascia sfuggire: “Sono felice, che tu mi creda o no”. E con lui, lo è il paese dello sci.

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