Non era il favorito, anzi Federico Pellegrino era un outsider. Dopo l’argento nella sua gara sprint non partiva tra i più quotati nello skiathlon mai sciato in un Mondiale, e solo cinque volte in carriera. Eppure è diventato l’unico argine allo strapotere dei norvegesi di fronte al loro impressionante pubblico, oltre 25 mila spettatori, muraglie umane che rendono il Mondiale di sci nordico a Trondheim spettacolare anche dal punto di vista del tifo e dei panorami. Alla fine Pellegrino è rimasto attaccato ai migliori, e nella volata finale solo due decimi l’hanno separato dal podio e dalla seconda medaglia nel suo Mondiale conclusivo: dopo Milano Cortina l’ultimo dei campioni del fondo italiano smetterà, lasciando un vuoto difficile da colmare. La Norvegia intanto celebra il secondo oro di Johannes Hoesflot Klaebo, e la tripletta con l’argento di Martin Loewstroem Nyenget, il bronzo di Harald Oestberg Amundsen, ai quali si aggiunge il quarto posto di Jan Thomas Jenssen. Per loro Pellegrino ha trovato un soprannome suggestivo: “I Red Devils”.
La volata
Pellegrino aveva ottimi sci, e si è capito subito dalla sua capacità di volare in discesa e rimanere attaccato anche nella bagarre dello skiathlon, la specialità che prevede 10 km in tecnica classica, il cambio degli sci a metà gara, e i secondi dieci chilometri a passo pattinato. Nell’ultimo giro a dare una sferzata è stato il britannico Andrew Musgrave, in un gruppo ridotto a dodici unità in cui i norvegesi erano quasi la metà. L’azzurro è risalito nelle prime posizioni sulla salita in cui Jenssen ha preso il comando delle operazioni scortato da altro due norge. Klaebo è passato in testa nella curva finale, davanti a Nyenget, Krueger e Amundsen, con Pellegrino immediatamente alle spalle all’inizio del rettilineo conclusivo. Klaebo ha chiuso in scioltezza dopo un’accelerazione spaventosa, l’azzurro costretto ad allargarsi per trovare spazio ha allungato la gamba destra sul traguardo in contemporanea con altri tre scandinavi, il fotofinish ha sancito quel che la grafica ha subito segnalato come un quinto posto a 1’’6 dal vincitore, 0’’2 da Nyenget e Amundsen, e un decimo solo da Jenssen. Per il valdostano resta comunque un Mondiale splendido a 34 anni.
Pellegrino: “Ci riprovo a Milano Cortina”
"All’ultimo giro volevo sicuramente il podio” commenta il valdostano di Gressoney, “non mi aspettavo neinte, ma come spesso succede quando non ti apsetti niente arriva qualcosa di buono. Quando ho visto che la neve era dura, il vento spingeva un po’ più forte mi sono detto che oggi potevo rimanere dentro la battaglia: ce l’ho quasi fatta. Nella prima parte a tecnica classica mi sono sentito molto bene, ma non avevo mai corso uno skiathlon ai Mondiali e volevo solo fare il meglio possibile. I Red Devils sono stati più veloci di me, ci riproveremo il prossimo anno”. Alle Olimpiadi di Milano Cortina.