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Paris sesto a Kvitfjell nella Coppa degli svizzeri: “Tutte le nazioni rischino di più per batterli”

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L’azzurro è sesto in Norvegia: vince Von Allmen davanti a Odermatt e Rogentin
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La portata della vittoria di venerdì si è forse capita pienamente il giorno dopo. Dominik Paris è finito sesto dopo il trionfo di 24 ore prima sulla Olympiabakken di Kvitfjell, che ospitò i Giochi 1994. Ha lottato, ha concesso piccole imperfezioni, non è mai stato veramente a suo agio. Ma il podio è stato interamente coperto dalla muraglia svizzera: primo Franjo Von Allmen, secondo Marco Odermatt, terzo Stefan Rogentin. Un tris come nella discesa di Crans Montana, mentre ai Mondiali gli elvetici si sono portati a casa “solo” l’oro e il bronzo. Nella storia della discesa ci sono stati squadroni denominati Wunderteam (Austria) o Crazy Canucks (Canada): ma raramente in quasi sessant’anni di storia si era vista una situazione del genere. Quindi battere questo incredibile blocco di campioni è stato un’impresa, e Paris a quasi 36 anni (li farà il 14 aprile) ha dimostrato che si può fare, venerdì nella prima discesa norvegese. In stagione solo un altro non-svizzero ci era riuscito, il canade…

La portata della vittoria di venerdì si è forse capita pienamente il giorno dopo. Dominik Paris è finito sesto dopo il trionfo di 24 ore prima sulla Olympiabakken di Kvitfjell, che ospitò i Giochi 1994. Ha lottato, ha concesso piccole imperfezioni, non è mai stato veramente a suo agio. Ma il podio è stato interamente coperto dalla muraglia svizzera: primo Franjo Von Allmen, secondo Marco Odermatt, terzo Stefan Rogentin. Un tris come nella discesa di Crans Montana, mentre ai Mondiali gli elvetici si sono portati a casa “solo” l’oro e il bronzo. Nella storia della discesa ci sono stati squadroni denominati Wunderteam (Austria) o Crazy Canucks (Canada): ma raramente in quasi sessant’anni di storia si era vista una situazione del genere. Quindi battere questo incredibile blocco di campioni è stato un’impresa, e Paris a quasi 36 anni (li farà il 14 aprile) ha dimostrato che si può fare, venerdì nella prima discesa norvegese. In stagione solo un altro non-svizzero ci era riuscito, il canadese James “Jack” Crawford sulla Streif di Kitzbühel: ma da quel momento non si è più riavvicinato alla vetta, mentre Paris ha lavorato e continua a lavorare per presentare in pista la migliore versione di sé.

Il vincitore Franjo Von Allmen 

Paris: “Ho fatto un po’ fatica”

“Non ero abbastanza fluido, ho fatto un po’ fatica, non sono mai riuscito ad avere il tempo giusto sulle onde della pista: peccato, c’erano grandi possibilità” commenta Paris a fine discesa. “Però che disastro, diciamo, ci sono sempre gli svizzeri in testa: tutte le nazioni devono darsi da fare per prendere un po’ più di rischi in gara”. La neve è cambiata rispetto al giorno prima, compattandosi ai meno 3 gradi di temperatura di una notte dal freddo più pungente. Paris ha messo gli sci di traverso dopo 13’’ ma è rimasto due centesimi davanti a Von Allmen, ha perso leggermente nel secondo settore, poi altre briciole qua e là, con un recupero elastico ha rimesso in asse il corpo che stava andando all’indietro, nel finale non è stato il più veloce ma poco gli mancava per esserlo, 0,7 chilometri in meno del vincitore. Alla fine 59 centesimi dal campione del mondo, che non ha sbagliato come il giorno prima, mentre stavolta a non essere perfetto è stato Odermatt, che su un'onda ha spalancato gli sci e ha sciato nella parte centrale come se si fosse portato dietro le sensazioni negative: per vincere la coppa di discesa dovrà aspettare le finali di Sun Valley. Ma appunto, questo è lo sci della Svizzera, e di questi tempi la vittoria di Paris resterà un piccolo episodio di resistenza.

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