Davide Brignone, coach di Federica: “Mia sorella si diverte. Smettere? Non ci pensa”
dal nostro inviato Mattia ChiusanoFederica Brignone con il fratello Davide
LA THUILE — Davide Brignone, cosa significa essere allenatore personale e allo stesso tempo fratello di Federica in un momento così?
«La fratellanza aggiunge gusto a quel che facciamo. Ci unisce il lavoro, ovvio, però lei è la persona con cui sono cresciuto da bambino, abbiamo condiviso tutto, ci siamo sempre voluti tanto bene. Sono veramente orgoglioso e fiero di lei, di me, di quello che abbiamo fatto insieme».
Qual è la cosa più importante che ha dato a Federica?
«Sono un supporto, perché chi conta veramente è lei, tutti noi che le stiamo attorno cerchiamo di non farle sprecare energie, di farla concentrare al meglio su quello che vuole fare in pista. Ma soprattutto mia sorella sa che io ho cercato di dare il massimo per lei senza secondi fini, senza interessi. Il mio obiettivo è il suo successo».
LA THUILE — Davide Brignone, cosa significa essere allenatore personale e allo stesso tempo fratello di Federica in un momento così?
«La fratellanza aggiunge gusto a quel che facciamo. Ci unisce il lavoro, ovvio, però lei è la persona con cui sono cresciuto da bambino, abbiamo condiviso tutto, ci siamo sempre voluti tanto bene. Sono veramente orgoglioso e fiero di lei, di me, di quello che abbiamo fatto insieme».
Qual è la cosa più importante che ha dato a Federica?
«Sono un supporto, perché chi conta veramente è lei, tutti noi che le stiamo attorno cerchiamo di non farle sprecare energie, di farla concentrare al meglio su quello che vuole fare in pista. Ma soprattutto mia sorella sa che io ho cercato di dare il massimo per lei senza secondi fini, senza interessi. Il mio obiettivo è il suo successo».
Anni fa ci fu un braccio di ferro con la federazione per riconoscerle questo ruolo.
«Abbiamo lottato per le nostre idee e col tempo Fede e io siamo riusciti a dimostrare che avevamo ragione. Sono orgoglioso di questo, però nessun rancore, rivalsa, assolutamente».
C’è stato un momento in cui Federica ha pensato di smettere?
«Ha sofferto durante il Covid, lei così socievole, solare, non poteva parlare con le persone. Eravamo sempre chiusi, e lei un giorno mi disse “questa non è più una vita che mi diverte”. Alla fine di quella stagione 2021 persino io ho detto “secondo me Fede smette quest’anno”. Invece ha voluto continuare, e adesso si diverte di nuovo, glielo si legge negli occhi, lei sorride alla vita e non finge».
Nei momenti difficili lei come si comporta?
«Devo tenerla calma. L’esperienza aiuta, però i momenti difficili ci sono stati anche in un’annata come questa. Tra i Mondiali e Sestriere, per esempio, Fede malata cinque giorni a letto che quasi piange dicendo “ho mandato in fumo tutto il resto della stagione”. E tu provi a farla stare tranquilla, a essere razionale quanto non lo è lei in quel momento. Ho imparato che non devo scontrarmi con Federica, e che il tempo sistema le cose».
Fino a quando continuerà sua sorella?
«Ha ottenuto tutto quello che voleva dallo sport, e non voglio influenzarla perché queste sono decisioni che cambiano la vita. Io la vedo appassionata, si diverte e quindi vince, però non si sa mai. A oggi penso che vorrà provare a fare la prossima stagione».
Può ancora migliorare?
«Certo, ha l’umiltà di dire “ok, vinco, ma posso migliorare”. Se non si fa questo si rischia di rimanere indietro. È una delle sue grandi qualità, una chiave del suo successo».