✕

Federica Brignone, la stagione d’oro della donna che non teme i rischi e l’età: “Questo è un sogno”

Federica Brignone con la coppa di gigante 

Ascolta l'audio

L’azzurra, 35 anni a luglio, nel gigante di Sun Valley completa l’impresa di tre coppe del mondo nella stessa annata. Gestendo la voglia di vincere e di non buttare un trofeo nelle sue mani già dopo l’uscita di Robinson
2 minuti di lettura

Poteva arrivare tredicesima, ha scelto di essere se stessa, di scendere alla Federica Brignone. Con giudizio, però, calibrando i rischi in una sciata all’attacco ma solida allo stesso tempo. In questo modo, senza rinnegare la sua magnifica stagione, ha vinto anche la coppa di gigante dopo quelle di discesa e soprattutto la generale: una stagione con 10 vittorie, un oro mondiale proprio in gigante a Saalbach.

Brignone a 3 podi dal record di Tomba

Per capire la portata di questa giornata, si può ricordare che Alberto Tomba vinse undici volte nella sua miglior stagione, il 1995. Se il suo record di 50 successi in Coppa è ancora lontano rispetto ai 37 di Federica, in fatto di podi gli 85 dell’azzurra sono un attacco ormai chiaro agli 88 di Alberto. Anche …

Poteva arrivare tredicesima, ha scelto di essere se stessa, di scendere alla Federica Brignone. Con giudizio, però, calibrando i rischi in una sciata all’attacco ma solida allo stesso tempo. In questo modo, senza rinnegare la sua magnifica stagione, ha vinto anche la coppa di gigante dopo quelle di discesa e soprattutto la generale: una stagione con 10 vittorie, un oro mondiale proprio in gigante a Saalbach.

Brignone a 3 podi dal record di Tomba

Per capire la portata di questa giornata, si può ricordare che Alberto Tomba vinse undici volte nella sua miglior stagione, il 1995. Se il suo record di 50 successi in Coppa è ancora lontano rispetto ai 37 di Federica, in fatto di podi gli 85 dell’azzurra sono un attacco ormai chiaro agli 88 di Alberto. Anche tra trent’anni insomma sarà ricordata la stagione di Federica Brignone, la quasi 35enne col casco da tigre, il fratello allenatore Davide e la mamma ex campionessa Ninna Quario che fa il tifo al traguardo.

Da sinistra: Robinson, Brignone e Hector 

Brignone: “La coppa era un altro dei miei sogni”

“Qualcosina ho tenuto, non ho presto tutti i rischi di certe seconde manche di quest’anno. Ma è la prima volta in carriera che passo il traguardo esultando subito”. In quel momento era al comando, ma con Lara Gut-Behrami ancora al cancelletto di partenza il primo posto era tutt’altro che assicurato. Infatti la svizzera ha sciato come raramente le è successo quest’anno, si è ritrovata quando la coppa generale era ormai perduta, ma l’obiettivo per Federica era già centrato: “La coppa di gigante era un altro dei miei sogni e si è realizzato. Ho sempre fatto troppi errori nel passato, ma negli ultimi anni sono sempre stata lì vicina. Quest’anno mi sono messa a testa bassa e ho cercato di vincere più gare possibili. Nella prima manche pensavo di avere buttato via tutto, ma il nostro è uno sport davvero difficile, e si gioca sempre sul filo dei centesimi. Avrei voluto vincere anche oggi, ma a un certo punto ho anche cercato di non fare errori e di non esagerare. Non mi importava più del risultato. Sono davvero felice della coppa, la terza della stagione. Non posso che essere soddisfatta”.

Robinson fuori nella prima manche

Federica aveva parlato di “energie mentali che si sono molto consumate” alla vigilia, il vero avversario sembrava il logoramento, anche se in classifica a precederla c’era Alice Robinson, molto regolare ma sempre battuta da “Fede” dai mondiali in poi. Quando la neozelandese è uscita nella prima manche, Brignone si è trovata in quella zona grigia che attende gli slalomisti in vantaggio tra una manche e l’altra, col proprio destino nelle mani.

Federica ha sempre vinto in gigante quest’anno, ma quando è arrivata al traguardo: purtroppo in tre occasioni è uscita, a Killington, Kranjska Gora e Kronplatz, una situazione che l’avrebbe privata della coppa a Sun Valley. Al di là della sua sciata, è stata questa la battaglia che ha dovuto affrontare, uscendone con un trofeo che nei dieci anni precedenti è stato due volte solo di Mikaela Shiffrin e Tessa Worley. Ma anche di una certa Federica Brignone, che la vinse nel 2020 vedendosela recapitare a casa dal corriere in piena pandemia. Niente a che vedere con questa giornata di sole, bagni di folla, interviste, con un globo di cristallo da abbracciare.

Leggi i commenti