Federica Brignone: “Non so quanto ci vorrà ma non mollo. Olimpiadi? L’importante ora è guarire bene”
di Andrea SereniMILANO – Federica Brignone è stata dimessa dalla Clinica La Madonnina, dove giovedì scorso è stata operata per il grave infortunio al ginocchio sinistro (rottura di tibia, perone e crociato) in seguito alla caduta nel gigante agli assoluti all’Alpe Lusia. Cinque giorni di ricovero per l’azzurra, che ha già iniziato i primi leggeri lavori fisioterapici. Prima di ripartire Federica si è fermata nella hall della clinica nel cuore di Milano, per “trasmettere un messaggio di positività”, raccontano dal suo entourage.
Brignone: “Solo dopo intervento ho capito quanto ho rischiato”
Arriva su una sedia a rotelle, con la gamba sinistra tenuta ferma e alta. Sorride e dice: “L’unica cosa, non toccatemi la gamba, vi prego”. Racconta di quanto è stato diffic…
MILANO – Federica Brignone è stata dimessa dalla Clinica La Madonnina, dove giovedì scorso è stata operata per il grave infortunio al ginocchio sinistro (rottura di tibia, perone e crociato) in seguito alla caduta nel gigante agli assoluti all’Alpe Lusia. Cinque giorni di ricovero per l’azzurra, che ha già iniziato i primi leggeri lavori fisioterapici. Prima di ripartire Federica si è fermata nella hall della clinica nel cuore di Milano, per “trasmettere un messaggio di positività”, raccontano dal suo entourage.
Brignone: “Solo dopo intervento ho capito quanto ho rischiato”
Arriva su una sedia a rotelle, con la gamba sinistra tenuta ferma e alta. Sorride e dice: “L’unica cosa, non toccatemi la gamba, vi prego”. Racconta di quanto è stato difficile comprendere la gravità dell’infortunio: “Mi sono resa conto solo post intervento quanto ho rischiato, di quello che è successo. Pensavo fosse una cosa veloce, massi mi sono rotta il perone mi dicevo. In realtà era un infortunio ben peggiore. Abbiamo fatto una corsa per operarmi subito ed evitare complicazioni grandi” dice la campionessa azzurra, che prima della caduta aveva festeggiato la conquista della seconda coppa del mondo.
La riabilitazione al J Medical
Come atleta ha rischiato tanto, spiega anche il dottor Panzeri, parte dell’equipe che l’ha operata. Sulle tempistiche del recupero, non può sbilanciarsi: “Non so ancora quanto ci vorrà, lavoreremo molto a step. Il prossimo sarà iniziare la fisioterapia, già da lunedì. Poi faremo la tac di controllo, vedremo come va la guarigione dell’osso e penseremo al resto del programma. Cercheremo di capire la cosa migliore da fare”. La riabilitazione la porterà avanti a Torino, al J Medical.
Brignone: “Nessun rimpianto”
In tanti si sono chiesti se era proprio necessario dopo una stagione trionfale partecipare agli Assoluti. “Non ho rimpianti. Se dovessi tornare indietro rifarei tutto uguale”, risponde Federica. Che aggiunge: “Ero contenta di essere ai campionati italiani, tanto sarei stata a fare allenamento questa settimana e sarei andata a fare i test la prossima. Poi avrei iniziato la preparazione alla prossima stagione. Erano delle tappe importanti per me, e i campionati italiani erano una parte divertente del percorso. È successo lì, ma poteva accadere in qualsiasi altro momento. Mi dispiace, ma è andata così”.
La telefonata di Mattarella
In queste ore tante persone le sono state vicino, ha parlato anche col presidente della Repubblica Mattarella: “Ero in uno dei momenti più belli della mia vita, ed è accaduta questa cosa. Ma se fai lo sciatore succede. Così tosta forse è un po’ troppo. Ho ricevuto tanto affetto, fiori, regali, dolci. Sono stati cinque giorni in cui ho preso un sacco di energia da tutti”. Le chiedono se trarrà ispirazione da Sofia Goggia, che spesso si è dovuta rialzare dopo brutti infortuni: “Ognuno ha la sua storia. Affronterò questa cosa a modo mio, non come farebbe qualcun altro”, replica Brignone.
Il recupero
La aspetta un viaggio in cui servirà tanta forza: “Stanotte spero di non vedere i draghi”, dice Federica, che ha fatto fatica a dormire in queste ultime sere a causa del dolore. Tornerà a casa: “L’intervento è stato più tosto di quello che immaginavo. Non mi aspettavo una roba del genere, non pensavo di aver fatto en plein. Provo a fare le cose giorno per giorno, con serenità e col sorriso, come ho fatto in questi giorni. Ho amici che sono venuti qui e altri che verranno a trovarmi. Cercherò di vivere questa fase in modo positivo. Rabbia? Sarà un periodo di alti e bassi. Ogni piccolo step sarà un momento di felicità, so anche che farò passi indietro, in cui mi sembrerà di aver buttato dei giorni. Però devo tenere duro. Nella mia vita non ho avuto tutto semplice, ho sempre dovuto lottare. Sono pronta per questo”.
La corsa alle Olimpiadi di Milano Cortina
È una tosta, Federica: “Ho voglia di lottare, ovviamente. Non sono di sicuro una che molla, non è nella mia indole. Penso che tutte le cose che succedono nella vita siano uno spunto da cui trarre insegnamento per diventare una persona e una atleta migliore. Sicuramente sarà così anche per questo infortunio. Milano-Cortina? E’ uno stimolo, ma lo era anche prima. Volevo continuare la mia carriera ovviamente per le Olimpiadi in casa, ma non voglio che questa cosa adesso distrugga il mio percorso. L'obiettivo ora è guarire nel modo giusto”.